                    Fuori serie n.125, ottobre 2025, edizione speciale
Piccolo contributo all'autenticità; con il desiderio che siano sempre più le persone
capaci di dire ciò che pensano. Il Centro elettronica e musica sperimentale
non si assume alcuna responsabilità di danni a cose o persone derivanti dall'uso di questo file; "Fuori serie" non è una rivista, sono esperienze e  considerazioni di chi desidera l'emancipazione delle persone. 
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                        Sommario
     Articolo unico in tre parti:
  I: suonare nelle parrocchie, un lavoro che è meglio evitare soprattutto se sei cieco, sottoparagrafi:
  A: Introduzione,
  B: Prima parrocchia,
  C: Seconda parrocchia,
  D: Terza parrocchia,
  E: Quarta parrocchia, o meglio altre quattro parrocchie,
  F: L'inizio del declino e dello scoramento;
   II: suonare nelle parrocchie, un lavoro che è meglio evitare soprattutto se sei cieco, sottoparagrafi:
  A: Ricordi positivi fino alla fine del 2010,
  B: Ricordi negativi dal 1984 al 2010,
  C: Il prete che scocciava;
   III: suonare nelle parrocchie, un lavoro che è meglio evitare soprattutto se sei cieco, sottoparagrafi: 
  A: Ricordi negativi dagli anni '90 al 2025,
  B: Rimpianti, inizio della malattia e ciò che mi è rimasto,
  C: Conclusione.
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     I: suonare nelle parrocchie, un lavoro che è meglio evitare soprattutto se sei cieco
Scritto spontaneamente, senza l'IA
Sarei abbastanza contento se questo articolo venisse letto
da 10 persone, ma mi accontento anche di 5! L'ho diviso in parti perché molto lungo, d'altra parte
non si possono condensare 44 anni in  poche parole. E' la vera storia di come mi sono sentito nell'andare a suonare in chiesa, quella
che non si può dire, quella che la maggioranza della gente non vuol sentire perché fa comodo lo stereotipo del povero ciechino, poverino, che suona ai funerali per passatempo.
Certo, non ho suonato solo a quelli, però vedremo che anche per le messe e i matrimomi le soddisfazioni sono infime, quasi nulle.
Come tutti nella vita ho fatto degli sbagli e quello più grosso credo sia stato d'andare a suonare in chiesa e quello di non aver smesso prima, tanto prima! E non passa giorno che non mi stramaledica ma ormai il latte è versato....
   *** Introduzione
La psicologia ce lo insegna: in linea generale, da bambini abbiamo un forte
interesse per la musica che cala quando siamo anziani e questo, nonostante sia
nato cieco, è capitato anche a me; e del resto, perché dovrei fare eccenzione?
Tuttavia secondo me il calo dell'interesse per la musica nel mio caso non è
solo dovuto all'avanzare dell'età ma anche alla costrizione nel farla, o
meglio, all'essere apprezzato solo per quella e anche, come vedremo, in buona
parte dall'apprezzamento che si dà ad un bambino incapace d'intendere e volere.
A questo punto immagino che questo articolo sarà letto da poche persone e tra
queste poche, pochissime lo condivideranno ma pazienza, sono abituato a dire
ciò che penso e, pur amando la democrazia perché è l'unica modalità valida per
esprimersi, sono consapevole che questa non è perfetta e che la maggioranza
non ha sempre ragione. A volte le persone corrono dietro alle mode, al sentito
dire, al fatto che fanno tutti così e al politicamente corretto senza fermarsi
un attimo a riflettere e pensare con la propria testa.
Per lavoro, inteso nel senso lato del termine e non solo quello giustamente
retribuito, nella vita ho fatto diverse cose: lavorato con i trasformatori
elettrici, fatto lezioni private, la redazione di una rivista musicale e poi
anche quella di alta fedeltà, collaborato con altre riviste di elettronica ed
informatica, svolto soprattutto attività elettroniche ed informatiche per mio
conto ma che ho sempre messo a disposizione degli altri prima con i floppy,
poi con il sito ed il blog. Qui però racconterò solo una cosa che ho svolto
dal 1980 al 2024: suonare in chiesa, l'unica importante per la maggioranza
delle persone ma altrettanto poco importante per me. Dal racconto tralascerò
le volte che ho suonato saltuariamente in una parrocchia, e non sono poche,
dirò invece solo l'attività regolare.
   *** Prima parrocchia
Il 22 giugno 1980 ho cominciato a suonare regolarmente in chiesa, l'ho fatto
perché mi è stato chiesto e per soldi (all'epoca i ciechi minorenni non avevano alcun sussidio economico). All'inizio venivo pagato poco e in maniera
irregolare, ma a me andava bene ugualmente perché ero stanco d'andare a chiedere i soldi a mio padre solo per andare al bar anche perché me ne dava sempre
meno rispetto a mia sorella e dopo una settimana trascorsa in collegio dovevo
anche portarne a casa. Ma che se li tenesse!
Dopo il primo periodo ho continuato a suonare in chiesa anche se non avevo
bisogno di soldi, ma il senso del dovere, la voglia di fare e il fatto di
poter lenire le persone che mi dicevano che non facevo  nulla mi hanno fatto
continuare.
L'ambiente della parrocchia non era proprio idilliaco ma mi accontentavo
perché, anche se non ero io a scegliere i canti, non solo suonavo come volevo
ma mi chiedevano consiglio per fare le canzoni; e sì che non sapevo quasi
niente! Nel senso che suonavo ad orecchio quelle che avevo conosciuto andando
in parrocchia mentre per quelle nuove mi arrangiavo a capire la melodia che a
volte una suora riusciva a cantare tra un semitono e l'altro; quanto all'armonizzazione, si sa che può essere fatta in vari modi e io sceglievo quello che
mi pareva più giusto. D'altra parte non avendo spartiti in braille e nemmeno
una cassetta per imparare la musica, facevo quello che potevo! Ma proprio per
le mancanze descritte sopra, mi piaceva andare a suonare in quella parrocchia
perché potevo essere me stesso, potevo esprimermi e farlo senza alcuna costrizione, cosa per me importantissima.
Poi sono arrivate le cassette, i file mp3 ed internet e posso dire che fino a
Natale del 2010 sono stato abbastanza bene perché, lo ripeto, potevo esprimere
me stesso e poco m'importa se non ero io a decidere i canti, non ho mai avuto
la voglia di primeggiare, a me importava solo potermi esprimere.
Tuttavia, anche se mi piaceva abbastanza andare a suonare in quella parrocchia, per me era solo poco più che un passatempo, un modo per staccare dalle
cose che facevo che per me erano molto ma molto importanti anche se non venivano valorizzate, anzi venivano osteggiate, derise e non prese in considerazione perché in maggioranza erano cose che venivano fatte senza scopo di
lucro e per certa gente quando non si fa qualcosa per guadagnare significa non
far niente. Per la gente non facevo niente, però provate voi ad iniziare ad
usare il computer con il dos 2.11 in inglese, lingua che non so di cui ho
imparato qualche parola a forza di sentirla da una sintesi, con una sintesi
vocale che leggeva poco e tutto il resto.
Quanto alla musica, beh, diciamo che ero abituato ad occuparmi di musica più
impegnata, le canzoncine le facevo appunto per passatempo o poco più. Infatti ricordo un pomeriggio che io e un mio amico prendevamo per il culo la suora che diceva che era bella la canzone Sei grande Dio....
Salvo eccezioni, come ad esempio quando dovevo provare con il coro e gli
ultimi anni perché mia madre non guidava più, non potendo guidare la macchina
mi dovevo sempre far accompagnare da mia madre e qualche rara volta da mio
padre, che schifo, come un bambino incapace d'intendere e volere! All'nizio
non ci badavo, ma poi sempre più mi sono sentito come un deficiente che viene
portato lì a suonare.... Tuttavia fino alla fine del 2010 mi rimaneva il fatto
che in quella parrocchia suonavo come volevo... Non è proprio tantissimo, ma insomma...
Mi dimenticavo di dire, che, per forza di cose,
da gennaio 2020 a maggio 2024 mi sono venuti a prendere; da notare che
di domenica non ci sono mezzi pubblici e che negli altri giorni
per fare pochi chilometri avrei dovuto stare in giro una mezza giornata,
troppo per un qualcosa che era poco più che un passatempo.
   *** Seconda parrocchia
Non ricordo come sia avvenuto che ci sono andato, ma ho cominciato a suonare
regolarmente nel 1990 perché mi era stato chiesto e ho accettato forse per
mettere a tacere chi diceva che non facevo nulla. Così le parrocchie erano
due, lavoro aumentato, soddisfazione zero. Infatti, nella seconda parrocchia
non ho mai potuto, o quasi, essere me stesso; ero semplicemente un pagliaccio
che suona, e dovevo anche starmene zitto! Che schifo!
A parte qualche matrimonio che all'inizio facevo come volevo, in prevalenza mi chiamavano per i funerali che suonavo per dovere ma non certo per piacere, ma
per certe persone il povero ciechino deve accontentarsi di quelli; dicono: eh, se non suona ai funerali, poverino, cosa vuoi che faccia? E' un argomento che ho già trattato
nell'articolo Quando un portatore di handicap viene trattato da poveretto in Fuori serie n.107, novembre 2019. qui mi limito a dire che all'inizio suonavo da solo e facevo come volevo, poi è arrivato il coro
e sono stato sempre più sottomesso così com'è successo per i matrimoni dove c'era sempre qualcuno a mettere la lingua dove non dovrebbe.
C'è stato un periodo in cui c'era un capellano abbastanza carogna, ma per il
resto con i parroci che si sono succeduti nella seconda parrocchia non ho mai
avuto nulla da dire, anzi, loro mi apprezzavano mentre la gente...
Salvo eccezioni, anche in questo caso mi dovevo far accompagnare da mia madre
o da mio padre, ero considerato solo il povero ciechino che, poverino, gli si
dà un lavoretto tanto perché passi il tempo, che poi non ho mai capito perché un cieco o un portatore di handicap in genere debba avere qualcosa per passare il tempo, io non l'ho mai chiesta.
   *** Terza parrocchia
Sempre perché me l'avevano chiesto, nel 1999 ho cominciato ad andare in una
terza parrocchia dove potevo suonare come mi pareva. All'inizio andava molto
bene anche se le persone erano un po' così e così, poi nel 2003 hanno sostituito il parroco e a poco a poco mi son scocciato perché le messe non erano
tali ma lezioni di psicologia; a tale proposito si veda l'articolo Quando all'interno
della chiesa si sostituisce il soprannaturale con la psicologia in Fuori serie n.73, marzo 2010.
Salvo rare eccezioni, anche in questo caso mi dovevo far accompagnare da mia
madre o da mio padre; che schifezza!
   *** Quarta parrocchia, o meglio altre quattro parrocchie
In realtà la quarta parrocchia era composta da quattro parrocchie, una di
grossa e tre piccole, e anche qui non ho chiesto io d'andarci; ho accettato
nel 2007 compatibilmente con il tempo che mi rimaneva.
Finalmente qui mi venivano a prendere anche se qualche volta mi è stato detto
di farmi accompagnare dalla mamma, come un bambino piccolo! Un'altra volta mi
dovevano venire a prendere ma non l'hanno fatto e mi sono tanto incavolato
perché sono stato qui ad aspettare per niente, tanto il cieco non ha nulla da
fare e se resta lì ad attendere non importa.
IN prevalenza mi chiamavano per i funerali che, come già detto,
suonavo per dovere ma non per piacere e quindi la soddisfazione era a zero o quasi. C'era chi            diceva che è bello suonare ai funerali facendomi sentire una nullità; ma si può disprezzare talmente tanto una persona
fino a considerarla un pagliaccio che si diverte a suonare in certe circostanze?
Con tutti i problemi che un cieco incontra nella vita, ad esempio quelli di accessibilità informatica, lo spostamento eccetera, più quelli familiari che mi ritrovo, con tutto il rispetto per il dolore altrui
non avevo certo bisogno d'andare a suonare ai funerali, infatti, non per la parrocchia specifica, all'inizio ero molto ma molto titubante.
Qui diciamo che potevo tirare fuori me stesso a metà nel senso che c'erano
delle persone che rompevano le palle, primo tra tutti il campanaro di una
piccola parrocchia per il quale, non solo con me, bisognava fare tutto ciò che
diceva. Ma si è mai visto un campanaro che impone ai musicisti e ai cantori i
canti da svolgere?
Con i sacerdoti che si sono succeduti in quelle quattro parrocchie non ho mai
avuto nulla da dire, loro rispettavano me e io rispettavo loro, il problema
era con certa gente.
   *** L'inizio del declino e dello scoramento
Lo dico un'altra volta: per me andare a suonare in chiesa era poco più che un
passatempo, le cose davvero importanti, comprese le attività musicali, erano
altre e vorrei che fosse chiaro.
L'inizio del declino e dello scoramento è cominciato alla fine degli anni '90
quindi se ho smesso definitivamente d'andare a suonare nel 2024 il mio non è
stato un colpo di testa, un qualcosa a cui non ho riflettuto abbastanza, anzi!
Ci ho riflettuto a lungo e rimpiango amaramente di non averlo fatto prima,
tanto prima!
Ma sapevo, anche se non riuscivo ad accettarlo fino in fondo, che una volta
smesso di suonare, da quella gente come amicizia e rispetto non mi sarebbe
rimasto quasi nulla; difatti quasi tutte le persone se ne sono andate; eh, se
il povero ciechino non suona più non ha senso frequentarlo! Come del resto non
ha senso frequentarlo se non fa più il centralinista o altri lavori retribuiti! Il cieco, come altri portatori di handicap, lo si usa fin che fa comodo,
ma quando, per libera scelta o altre ragioni non fa più quello che la gente si
aspetta lo si mette da parte o peggio lo si butta via come le scarpe rotte. E
ci sono ancora dei non vedenti per i quali il lavoro è importante per l'inserimento e per le amicizie! Poveri illusi! L'ho fatto notare ad una persona in
pensione rimasta quasi da sola ma per lei il lavoro rimane importante; io dico
che così com'è il lavoro retribuito oggi serve solo ad avere un po' di soldi, quanto alle
amicizie e il resto.... Ma andiamo con ordine.
Dicevo che il declino l'ho avvisato alla fine degli anni '90, ricordo lo
scoramento del Natale '99 dopo che avevo suonato a tre messe. Dopo le prove
con il coro e le tre messe suonate, cosa mi rimaneva? Nulla. Il pomeriggio di
Natale ero lì da solo come al solito perché tanto il ciechino lo si sfrutta
fin che si ha bisogno per poi metterlo da parte.
Una parte della mia famiglia mi ha sempre considerato uno che non fa un tubo,
uno da osteggiare e denigrare e come loro anche buona parte della gente che
conoscevo. Inoltre, la maggioranza delle persone pensa che si faccia qualcosa
solo quando lo si fa per guadagnare. Che mentalità ristretta e schifosa! A me
questo stato di cose non è mai andato giù e continuavo a fare qualcosa di
retribuito anche per cercare di lenire le malelingue e per avere un po' d'amore, nel senso lato del termine. Ma non c'è amore là dove esiste la costrizione
e non esiste amore là dove manca il rispetto di ciò che fai, ciò che senti,
dei tuoi sentimenti eccetera. Non c'è amore se uno viene continuamente umiliato; un conto è uno che si umilia da solo, tutt'altra cosa è umiliarlo sempre
e, direi, quasi di proposito.
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     II: suonare nelle parrocchie, un lavoro che è meglio evitare soprattutto se sei cieco
Senza IA
In questa seconda parte vedremo gli aspetti positivi nell'andare a suonare in chiesa fino alla fine del 2010,
quelli negativi che ricordo solo dal 1984 e che in questa parte metterò solo fino al 2010 ma che determinano
quanto ho dovuto sopportare la maldicenza e la denigrazione di certe persone, ed infine la storia di un prete
che scocciava dalla fine del 2010 a maggio 2024.
   *** Ricordi positivi fino alla fine del 2010
Che nella prima parrocchia suonavo come mi pare l'ho già detto. Ma quando ero d'umore giusto e prima della messa,
in quella parrocchia fino alla fine del 2010, era bellissimo strimpellare cosìcome mi veniva, senza badare alle regole e all'armonia, anzi! A volte
facevo di proposito quinte e ottave, errore "gravissimo"! Ma mi divertivo un mondo!
A volte invece esprimevo la mia incazzatura, la rabbia e la tristezza... Del
resto, la musica non è forse un'arte d'espressione che si esprime attraverso i suoni?
Mi piaceva strimpellare perché potevo avere la pedaliera con i bassi che non avevo a casa.
Mettevo assieme musica classica con la leggera strimpellando la romanza di Beethoven e il secondo tempo di un concerto di Mozart finendo il tutto con O sole mio! Suonavo Mia Martini, Angelo branduardi, Claudio Baglioni, i notturni di Chopin e
il lago dei  cigni di Ciaikovski. .
Naturalmente stavo attento al testo delle canzoni, mica potevo suonare Vafanculo o Bella stronza di Marco Masini! Ma a coloro che si scandalizzano
tanto per la musica leggera dico: che differenza fa tra una canzone di baglioni e il Gen Verde? E dico anche che la tanto blasonata ave Maria di Schubert
che un tempo mi chiedevano in tutti i matrimoni, è stata scritta per una prostituta! Poi basta cambiare il testo...
Ricordo una domenica che c'era un prete diverso e mi sono messo a suonare una canzone sulla droga di Fabrizio de André. Arriva il prete e mi dice: conosco questa canzone. Cavoli, devo aver fatto una faccia...
Perché pensavo che me ne avrebbe dette quattro! prontamente gli dico; sì, ma conosci le bestemmie
che dice nell'album sucessivo? Naturalmente erano bestemmie implicite, mi riferivo in particolare alla canzone che dice che Dio costrinse l'uomo a fare una vita da scemo.... Risposta del prete: sì, conosco anche quello.
Non ricordo come sia andato avanti il discorso, ricordo però che alla predica ha fatto l'esempio della droga... Gli avevo dato l'input!
Ricordo che alla fine degli anni '70 o inizio degli anni '80 d'aver sentito uno che in chiesa ad Abano terme suonava La canzone dell'amore
perduto di de André e io, ancora impregnato dalla mentalità di professori
emarginati che avevano vissuto in colleggio e continuavano ad insegnare in collegio dove c'era tutto il loro mondo,
mi ero tanto scandalizzato...
Suonavo anche varie canzoni di chiesa senza pensare troppo alle note e all'armonia.
Dal 2011 al 2024 suonavo ancora prima della messa ma limitatamente, un po' di classica e i canti di chiesa sempre con il magone perchè c'era il controllore!
No, le canzoni di musica leggera erano vietate; eh, cosa vuoi, quando moriremo Dio ci giudicherà in base all'etichetta delle canzoni!
Vanno bene quelle del Gen Verde con riferimenti alla pubblicità o quelle del Gen Rosso con riferimenti politici,
ma Il mattino di Baglioni che è un inno alla natura e all'amore o Tesoro ma è vero di Mia martini che è la storia di una orba
prima entusiasta dell'amore e poi incavolata perché è stata lasciata non vanno bene.
Stranamente va bene Mozart anche se prendeva in giro il Vescovo!
Nella terza parrocchia prima della messa suonavo Chopin con il concerto in mi minore, branduardi, Juli & Julie, ma soprattutto musiche di chiesa
perché facevano sempre le stesse canzoni, che palle, e volevo che un po' si
modernizzassero.
nelle parrocchie 2 e 4 invece non suonavo nulla perché andavo in prevalenza a funerali e cosa vuoi metterti a suonare? era solo tristezza, sconforto, pianto e disperazione... Un bel divertimento per un cieco!
dicono che il povero ciechino è sempre chiuso in casa e poi cosa gli danno da fare? I funerali! Dove ovviamente deve divertirsi! Che bel aiuto che mi è stato dato! Se uno è sulla
riva di un fosso, anziché aiutarlo in modo che cammini dritto lo spingono giù perché ci cada dentro e se lui, stringendo i
denti ed imprecando, resiste alla spinta, hanno il coraggio d'incazzarsi perché il cieco deve andare giù, sempre piùgiù.
   *** Ricordi negativi dal 1984 al 2010
Metto quelli che mi ricordo; alcuni non sono strettamente legati al suonare in
chiesa ma li inserisco comunque perché denotano la mancanza di rispetto nei
confronti di chi svolge lavori non retribuiti o non consoni a quello
che la gente si aspetta e la maldicenza e la denigrazione di certe persone.
  I
1984: una delle mie ex voleva che tornassi in collegio per... la musica, e non
aggiungo altro per questione di privacy. In quel "manicomio" c'ero già stato
non so per quanti anni, non ho mai avuto il coraggio di fare il conto, gli
anni più belli della mia infanzia e della giovinezza rovinata per sempre, a passeggiare per un corridoio, rovinata per la musica. Ma che ci tornasse lei! Per questo l'ho delusa, ma non
sa quanto lei ha deluso me. Non c'è amore là dove regna l'imposizione, quello
è egoismo, narcisismo, dominio degli altri eccetera, ma non amore. Naturalmente in colllegio non ci sono tornato e in tutti questi anni non ho mai rimpianto la mia scelta.
Per avere un'idea di come si viveva nei collegi puoi leggere l'articolo Collegi virtuali in Fuori serie n.13, agosto 1999.
  II
Nelll'ottantasei un accordatore di pianoforti diceva che le altre cose che
facevo erano cavolate, l'importante era solo la musica. Anche per questo non
l'ho più chiamato e mi pento amaramente d'avergli pagato il lavoro. Tra le
varie cose che facevo all'epoca, c'era quella di studiare i corsi di radio-
tecnica in cassetta per l'esame di radioamatore; beh, provasse lui a seguirli
in quel modo e se il mio era tutto tempo perso, allora anche il suo lavoro era
tale.
  III
Negli stessi anni ho incontrato un medico per il quale esisteva solo la musica. Tra i vari ricordi che ho, mi viene in mente quella volta che gli avevo
detto che quel giorno non avrei potuto suonare perché dovevo andare a comprare
dei dischi. Beh, me lo sono ritrovato in negozio a controllare, alla faccia
della libertà e della fiducia!
  IV
Più o meno metà anni '80: nel primo pomeriggio ero lì sulla poltrona da 5 o 10 minuti quando è arrivato un parente che mi dice:
sei sempre lì così? Ma porca puttana, possibile che io non possa riposare nemeno per 10 minuti?
  V
Più o meno 1987: Un amico, beh, si fa per dire perché non c'è amicizia là dove non regna un minimo di rispetto,
vuole andare a zonzo ma gli dico che ho da fare, E lui a dirmi, cosa vuoi avere da fare tu!
  VI
Era il 1987  o l'88, non ricordo. Comunque è venuta a casa mia una persona per  dirmi... Che non facevo nulla. Poi, non con me ma con un'altra, si è lamentata
perché l'avevo trattata male. Non ricordo come l'ho trattata, ma se l'ho trattata male ben le sta! Forse era l'88 perché avevo già il mixer e facevo la rivista musicale. Comunque invece
d'andare a casa degli altri per dire che non fanno un tubo, provasse lei a fare la rivista fino alle due del mattino e
ad imparare il dos praticamente quasi da solo fino alle tre di notte.
  VII
Anni 80 e 90: una sera mi telefona un cieco ma l'ho tenuto poco al telefono perché ero impegnato con mio cugino.
Nei giorni successivi si è lamentato con mia sorella perché l'avevo liquidato subito. In realtà sarò stato al telefono una decina di minuti, più che sufficienti per dire solo cavolate. Poi una mattina degli anni '90 mi telefona dal centralino:
gli dico che ho una mezza influenza e quindi... un po' per l'attesa del centralino mi tiene al telefono per quasi tutta la mattina dicendo solo cavolate. Appena finito di pranzare mi chiama nuovamente, sempre dal centralino. E per farla breve voleva sapere se sono interessato a dei vinili che vendeva... Un qualcosa che mi avrebbe
potuto dire in due minuti. D'accordo, visto che era da tanto che non ci si sentiva, magari dieci ninuti o un quarto d'ora, ma per tutta la mattina... Tanto io ero lì a disposizione, alla faccia del rispetto! Purtroppo all'epoca non avevo il coraggio di farmi valere.
  VIII
Estate 1990: ero appena rientrato per essere andato da uno che mi doveva dei soldi quando mi telefona il prete che c'era
in collegio anni prima. Era venuto a casa mia nell'81 un giorno che avevo messo in moto una lambretta
ferma da molto tempo... In garage c'era un fumo...
In precedenza non lo vedevo dal '76 quando ha smesso di fare servizio nel collegio.
Questo per dire che lui di me non sapeva un fico secco! E quello che sapeva erano le puttanate che la gente racconta,
ma la sua invadenza... Non so cosa volesse al telefono,
ricordo però che diceva che mi ero lasciato andare... Ma figurati! Con tutte le cose che facevo in quell'anno...
  IX
C'erano delle persone sempre pronte a denigrarmi e tra queste una che veniva
a casa mia lamentandosi che non poteva fare questo e quello salvo poi andare a
dire agli altri che ero io a non far niente e milamentavo perché non avevo
nulla da fare. Così nel '93, quando per varie ragioni ho smesso di fare la
rivista musicale, il lettore di Padova voleva che andassi su da lui per fare
delle canzoncine o roba del genere, insomma un passatempo per bambini scemi. E
io sarei così imbecille da prendere la corriera di mattina presto così tanto
per passatempo?
  X
Estate 1997 e dintorni: per dimostrare che io non facevo nulla mentre lui era grande e faceva... per tre volte è venuto a casa mia un cieco, due con i genitori e la terza volta con una programmatrice di computer ma assieme sempre alla mamma! E per fortuna che aveva tanti amici!!
Lui era anche abbastanza corretto ma si sentiva che era lì per dimostrare che io non facevo nulla. La programmatrice è stata davvero sprezzante, tanto che poi l'ho chiamato al telefono per lamentarmi e dirgli che quando si va in casa degli altri ci vuole un minimo di rispetto.
I suoi genitori raccontavano ai miei che lui vende e compra l'hi fi dagli amici, e questo e quello, tutte balle!
Avevo una testina per giradischi che non mi piaceva e il giorno dopo l'ho chiamato per venderla... Ma non era più nel giro!
Tra l'altro, la programmatrice che mi disprezzava tanto diceva che non si può imparare Wordstar da soli; e a me chi l'ha insegnato? Ho imparato addirittura il dos da solo!
Lui mi telefonava dicendo: sei ancora lì? fin che una sera glie ne ho dette quattro... Mai più sentito.
  XI
Fine anni '90 e l'inizio degli anni 2000: per la seconda parrocchia, eccezionalmente mi veniva a prendere uno per la chiusura del rosario che si teneva a
casa del sindaco. Ho dei ricordi assai negativi ma ne dico solo uno: visto che
ero all'aperto, prima della messa ho messo il registro della tastiera che
imita l'aereo dicendo: arrivano i Serbi a bombardare o qualcosa del genere. E
lui rivolto alla gente dice: eh, chi ha tanto tempo da perdere! Mi sono incavolato come
una peste perché era un giorno passato a correggere un libro d'informatica che
poi mettevo a disposizione di altri ciechi. Gli ho detto che non passo il mio
tempo a fare cavolate, per una che avevo fatto così prima della messa tanto per fare... Ma
spiegare le cose non serve perché chi parte con il pregiudizio lo mantiene.
  XII
Settembre 1999, 2000: t'invito a leggere I frutti della falsità in Fuori serie
n.18, aprile 2000.
  XIII
2002: un parente mi dà un rasoio da riparare e gli dico che non sono pratico
di rasoi ma che lo guardo. Ho fatto una riparazione a metà perché per farla
integralmente avrei dovuto smontare ulteriormente l'apparecchio ma non essendo
mio... e glie l'ho detto. Risposta: tanto non mi serve, te l'ho dato così
perché tu faccia qualcosa. Si può essere così irrispettosi del tempo altrui?
  XIV
Novembre 2003: vado a Padova per prendere una scheda madre per il pc (non
acquistavo ancora in internet). Trovo uno che mi conosce e mi dice che sono
venuto a Padova tanto per fare un giro e poco importano le mie spiegazioni, ha
il pregiudizio e basta.
  XV
2005: per Natale rinuncio a suonare
seconda parrocchia sia perché ero
già impegnato con la prima ma soprattutto perché le prove avvenivano di domenica quando avevo già suonato dall'altra parte. Ma la domenica non l'hanno fatta
anche per me? E' venuta a saperlo una mia parente che ha fatto un casino, la
stessa che voleva dare un lavoretto a quel povero cieco (vedi Fuori serie
n.65, novembre 2007).
Nello stesso anno ad una persona faccio presente quali sono le mie esigenze,
cioè quelle d'avere una persona che ogni tanto mi guardi il pc e ogni tanto mi
accompagni a Padova per prendere la roba. Dopo circa un'ora che parlavo mi
dice: beh, ma tanto l'importante è che tu venga a suonare. Importante per te ma non per me!
  XVI
Giugno 2007: la seconda parrocchia è venuta
prima per cantare ad un
funerale. Non dovevo suonare io, ma dato che chi lo doveva fare era "impegnato" per un matrimonio di martedì, balla alla quale non ho mai creduto, hanno
chiamato me perché il povero cieco deve sempre fare da tappabuchi. Il giorno
prima chiedo che canzoni fanno in modo da potermele imparare ma la risposta è
stata: non lo so. Eccezionalmente mi sono venuti a prendere ma mi sono fregato. Per farla breve, mi hanno imposto di suonare due brani che non sapevo. Io
che non ho lo spartito devo suonare di primo achito due brani che non so, così
per capriccio! Uno non l'ho suonato mentre l'altro ho fatto più o meno gli
accordi e mi sono pentito di non essere andato con mia madre perché in quel
caso avrei potuto lasciarli lì. Naturalmente mi sono incavolato tantissimo ma
non è valso a niente.
  XVII
Per problemi che esulano da questo articolo, per un breve periodo non sono
andato a suonare nella terza parrocchia. Che reato! La solita parente ha fatto
un casino... Però non voleva andarci lei!
  XVIII
31 gennaio 2008: vado a suonare ad un funerale in una parrocchia extra. Alla fine della
cerimonia uno più o meno mi dice: per lo meno oggi hai fatto qualcosa! L'avevo
già incontrato l'anno precedente alle prove di un matrimonio e, sempre l'anno prima,
ad un funerale nella prima parrocchia dove mi ha detto la stessa cosa. Quando qualcuno mi parla così
resto davvero basito, amareggiato, deluso e rabbioso, tanto che non so cosa rispondere
e alla fine gli ho detto qualcosa...
Ma si può disprezzare talmente tanto una persona fino al punto di dirle che aspetta un funerale per fare qualcosa?
Dopo qualche giorno ho inviato una mail alla parrocchia, corretta ma pepata, e non so se l'hanno letta, ma per certo non mi hanno più chiamato; hanno invece chiamato altri ciechi
per i quali va bene tutto purché gli diano un lavoretto... Continuiamo cosìche la società andrà sempre peggio!
  XIX
Era il 2010 quando sono andato in Comune per farmi, mi pare, la
carta per le votazioni e parlando è venuto fuori le difficoltà che ho e mi è
stato proposto di parlarne con l'assistente sociale che per fortuna non è più
in servizio. Ho accettato ma sapevo che non avrei cavato un ragno dal buco.
Dopo più di mezzora passata a dirgli le mie dificoltà, lei sbotta: ma lei, non
vorrebbe mica un lavoretto? Al che mi sono tanto incazzato perché uno è lì che ti spiega
le sue difficoltà proprio per i lavori che vuol fare e tu gli dici se non vuole un lavoretto? E ho lasciato perdere.
Dopo qualche mese mi telefona una del comune chiedendomi se può venire da me per via del computer. ovviamente le dico di sì
ma presumevo già dove voleva andare a parare perché di certo non viene da me per il computer guasto! Voleva, ad esempio, che le facessi dei documenti scegliendo i caratteri...
Ha dimostrato d'essere ignorante perché io posso anche scegliere il tipo di carattere e il colore, ma non avendo mai visto
non so che effetto estetico hanno!
Allora ha ripiegato sull'acquisizione con lo scanner di eventuali pagine nell'eventualità assai remota che le potessero servire. Insomma un passatempo
per bambini deficienti e non so come ho fatto a non mandarla a cagare, ma questo è il Comune che mi ritrovo.
  *** Il prete che scocciava
La prima volta che ho suonato con lui nella prima parrocchia era a Natale 2010
e l'ultima il 5 maggio 2024: come ho fatto a sopportare un rompimento per così
tanto tempo? Proprio non lo so, ma per lui non sono credibile.
All'inizio non mi sembrava poi così male, era un po'... Strano, ma pazienza. poi, a poco a
poco, ho capito che per lui la parrocchia era come una caserma e i parrocchiani dei soldatini in guerra che seguono le regole di chi comanda perché altrimenti ti sparano per tradimento. No, lui non sparava fisicamente, ma umiliava
gli altri facendoli sentire delle nulllità. D'accordo, le regole ci sono ed è
giusto che vadano rispettate, ma esiste anche il buon senso. Inoltre, c'è
regola e regola! Se uno tira quattro porchi in chiesa, è ovvio che lo butti
fuori; Ma quando uno sbaglia una nota, mette un accordo diverso da quello che ti aspetti, fa una musica in una tonalità diversa, canta leggermente male, legge due
letture senza dare il cambio ad un altro perché non c'è, se si inizia la messa
senza partire dal fondo della chiesa, si fa un canto non proprio adatto alla
cerimonia (l'importante è, ad esempio, non cantare per Pasqua le canzoni di
Natale), beh, essere sempre lì a guardare questi peli nell'uovo è deprimente
e scocciante; come se la fede fosse solo regola!
Quanto alla musica che questo prete vantava di conoscere, beh, diciamo che si
è dimostrato davvero incompetente! leggeva lo spartito abbastanza bene e
suonava malamente la tastiera ma nulla più. Se fosse stato competente, allora
avrebbe saputo che una delle cose che s'imparano andando a scuola di armonia,
basta quella complementare, è che un brano può essere armonizzato in più modi
e quindi quando si suona ad una voce unica non ha senso seguire lo spartito
alla lettera anche perché spesso le canzoni di chiesa sono armonizzate per
chitarra e per principianti con il solito trin-tron, trin-tron, trin-tron; che
noia! Inoltre, lo spartito che non sempre interpretava correttamente, a volte è fatto davvero male. Ricordo un violinista con cui dovevamo suonare Mission e lui, ovviamente, faceva la melodia. Ad un certo punto si è fermato e gli chiedo il motivo:
perché è meglio se non ti dico come l'hanno scritta!
lo spartito è importante, ma sono altrettanto importanti la creatività e il buon senso di chi suona. Una persona parlando di un pianista diceva che non era bravo perché si limita a fare da ripetitore, lui copia e basta ma di musicalità, di suo nemmeno l'ombra. Ma queste ovviamente sono opinioni! Ma se al prete non andava come suonavo, perché non mi ha lasciato a casa?
Questo prete amava l'associazione Amici del sorriso che io detestavo perché si
tratta di un gruppo non gestito dai portatori di handicap ma dai genitori di
chi vi partecipa e che tende a considerare i disabili come cittadini di serie
B. Anche il sacerdote precedente amava quell'associazione e per questo abbiamo
avuto un'accesa discussione, ma almeno mi lasciava suonare come volevo! Questo prete, al contrario, voleva aiutare le persone a bloccare le mie mail contro l'associazione, alla faccia della libertà e dell'amore che si predica in chiesa!  Ma, ripeto, perché non mi ha lasciato a casa?
Non ricordo più in che anno, ma una sera gli ho fatto presente che mia madre
fa fatica a guidare la sera e quindi non potevo venire a suonare. La sua
risposta è stata che ci sono anche i taxi. Lo so anch'io, ma pur non essendo
attaccato ai soldi, il taxi mi costa più di quelli che prendo e e il taxi
preferisco chiamarlo per le mie cose non certo per la parrocchia! Così ho
continuato ad andarci la mattina.
Alcuni l'hanno seguito per convinzione, altri per farsi vedere belli ai suoi
occhi e altri ancora per paura; il risultato è stato quello di una parrocchia
tutta perfettina ma senza amore. Una schifezza!
una mattina che lui finalmente non c'era, la gente non sapeva bene che salmo
cantare o comunque c'era una difficoltà. Dico di lasciare perdere e di recitarlo ma mi è stato risposto che poi glie lo dicono. Eh, cosa fa fare la paura!
E anche se glie lo dicono cosa succede?
Ero a mangiare la pizza con il coro e c'era anche lui e si parlava non ricordo
più di che cosa, comunque contro di lui. Ad un certo punto mi dicono di stare
zitto perché mi sente. Magari! Evitavo di ripetere le cose per due volte.
Una mattina è venuto il Vescovo che mi ha fatto i complimenti per la scelta
dei canti. Gli rispondo che non sono stato io a sceglierli e a quel punto
interviene il prete dicendo che sono scelti da un gruppo di persone. Ma figurati! Facevamo le riunioni per provare e scegliere i nuovi canti ma, dopo anni
di partecipazione svolta perché altrimenti si dice che il cieco vuol stare da
solo, ho visto che si faceva sempre ed inesorabilmente ciò che voleva e quindi
tanto valeva riunirsi e me ne sono rimasto a casa.
per un breve periodo diceva che non posso scegliere io i canti perché non ho
il corso liturgico, ma figurati! Come se Nostro Signore guardasse il titolo di
studio! Poi insisteva che lui mi aveva dato la possibilità di insegnare canto
e quindi di suonare come mi pare ma io l'ho rifiutata. Per insegnare canto
bisogna avere la voce per farlo, non si può far ridere i polli! Ma a parte
questo, a me non fregava niente d'insegnare a cantare, mi bastava suonare come
desideravo; certo qualche critica la si può sempre fare, ma non si può essere
lì a controllare tutto peggio di un insegnante a scuola. E se avessi insegnato
canto avrei avuto sempre il controllore alle spalle com'è capitato con gli
altri che l'hanno fatto. E chiedo: come mai pur non insegnando canto, fino al
2010 ho suonato come volevo? Forse perché gli altri preti non sanno un cavolo
di musica? Eh, a sentire quel prete tutti gli altri sacerdoti non sanno niente
di musica e nemmeno delle altre materie, sa tutto lui! Ed allora perché ha
tanto bisogno che gli altri vadano a suonare e quant'altro? E perché tutto
deve dipendere da lui come se fosse un dio superiore agli altri? D'accordo,
lui è il prete, ma c'è modo e modo di comandare. Un conto è comandare
nel senso di dirigere la baracca, un altro è comandare reprimendo e umiliando gli altri facendoli sentire delle nullità.
In passato ho proposto alla gente che giustamente si lamentava di lasciarlo solo, ma si sa che le persone,
per le ragioni che ho detto, parlano tanto ma poi...
Ma fuori della chiesa quel prete non era così male, un po' strano ma insomma...
Ed è così che con lui sono andato a dei concerti e qualche volta mi ha dato una
mano con le mie cose e forse adesso ne ho capito il motivo: un narcisista
dominatore sa sempre di cosa hai bisogno! Il narcisista capisce quali sono i
tuoi bisogni ma non ha nessuna empatia con te.
Ma torniamo alla parrocchia. Non mi sono lasciato dominare più di tanto se
pensi che un tempo quando c'erano da fare i canti nuovi ci dedicavo delle
mezzore o anche delle ore per fare le basi affinché la suora o la cantante che
c'era all'epoca potessero insegnare a cantare con la musica. Con quel pretaccio ci dedicavo svogliatamente sì e no dieci minuti o un quarto d'ora, a volte
solo pochi minuti. Ecco cosa si ottiene a dominare gli altri.
Tra l'altro, e non lo dico solo io ma anche i datori di lavoro, quel pretaccio
non ha capito, o meglio non vuol capire, che essere sempre lì a controllare
gli altri, essere sempre lì a guardare il pelo nell'uovo, voler sempre sapere
tutto, voler sempre avere l'ultima parola perché è giusto solo ciò che lui
dice, alla fine si ha una minore produzione del lavoro che vorresti raggiungere. Bisogna avere un po' di fiducia nelle persone e di elasticità e lasciare
che in parte possano tirare fuori quello che hanno dentro altrimenti perché
lavorare? Per accontentare il prete? Per paura? E' proprio quella che ti
blocca. Infatti con lui suonavo peggio. Quando prima della messa facevo qualche musica ero sempre attento a non sbagliare. Ma vuoi mettere quando non lo
conoscevo? Se c'era una canzone nuova da fare che non avevo mai fatto, la
improvvisavo e veniva bene lo stesso; poi, col tempo, l'avrei perfezionata.
Insomma, essere controllati è proprio una palla. Ma poi dove sta scritto che
lui sa sempre tutto mentre gli altri sbagliano? Questo considerare le persone
inferiori e bisognose della sua presunta sapienza mi sta proprio sulle palle.
Tanti anni fa mi diceva che sbagliavo un Alleluja. Ho preso due edizioni della Casa del padre che erano diverse tra
loro ma nessuna era uguale a quella che faceva lui e glie l'ho detto. La sua risposta è stata che lui da piccolo l'ha sempre suonata così e.... Ma non per questo deve essere giusta! E chi se ne frega di come hai suonato da piccolo?
l'estate del 2020 è stata brutta come del resto quelle successive e mi sentivo una merda quando andavo a suonare dove ti dicevano persino la tonalità che dovevi fare. Durante la settimana che precede il 30 agosto, ho litigato con il pretaccio e così la domenica me ne sono rimasto a casa.
Ma sono stato un coglione perché non ho avuto il coraggio di starmene a casa per sempre! come del resto non ho avuto il coraggio di starmene a casa dopo il periodo covid
nel quale se non                   fosse stato per le restrizioni e le morti dovute al virus, o meglio a quelle che i nostri governanti hanno provocato,
si stava così bene...
Durante l'estate degli ultimi anni che sono andato a suonare,
aveva suonato e registrato una canzone che non ricordo. Ma quando gli ho fatto notare che era diversa
dall'originale, lui mi ha detto e detto alla gente che aveva seguito lo spartito ed era giusta. Sì, ma bisogna vedere se lo spartito viene interpretato correttamente! Ma se mi credi così incompetente
tanto da non accorgermi che sbagli, perché non mi lasci a casa e ti prendi
un robottino che stia sempre zitto e ai tuoi ordini?
Da notare che non si comportava così solo con me ma con tutti, sempre lì a guardare se uno sbaglia o no, e non solo con la musica ma con qualsiasi materia perché, lui, sa sempre tutto.
Ma restando alla musica, io dico che per apprezzarla veramente bisogna ascoltarla lasciandosi andare e non essere sempre lì teso ad ascoltare se uno sbaglia o no; ma contento lui....
La mia tesi secondo la quale si tratta di un prete narcisista e dominatore, troverà conferma quando ho smesso di suonare: in tempi diversi, ad insistere perché tornassi. Perché?
Per farmi dominare ancora? Come se dalla fine del 2010 a maggio 2024 fossero pochi anni. Marameo! Mi hai  fregato
per tanto tempo, per tanto tempo sono stato un coglione ma adesso basta.
Dimenticavo una cosa, e chissà quante altre, durante il periodo del covid, ho fatto notare che la base di Astro del ciel che lui aveva fatto per la flautista era sbagliata... Ma no, lui ha sempre ragione! Figurati! Astro del ciel l'ho sempre suonato fin dagli arbori e adesso viene lui ad insegnarmelo. Ma perché non mi ha lasciato a casa?
Immagina di chiamare un idraulico e d'essere sempre lì a dirgli come deve mettere la chiave,
come deve girare il tubo, come deve fare questo e quello. pensi che l'idraulico se ne stia lì? Ti manda a fanculo e, giustamente se ne va! Certo, una parola la puoi dire, ma se sei così tanto bravo da insegnare il lavoro agli altri
senza avere rispetto di ciò che uno fa, allora fattelo da solo!
Mi ha detto che non facevo il musicista: e che cosa ho fatto dal 2010
al 2024? Il fabbro (con tutto il rispetto per chi svolge questo lavoro)? Ma ovviamente rispetto la sua opinione. però ci vorrebbe un
minimo di coerenza! Se una persona non ti piace come lavora, perché chiamarla ancora e ancora? E perché dopo che se ne è andata, invece d'essere contento insisti e insisti perché torni?
\-\
     III: suonare nelle parrocchie, un lavoro che è meglio evitare soprattutto se sei cieco
Senza IA
Nella terza e ultima parte di questo scritto,
riprendo i ricordi negativi ma essendomene
dimenticati alcuni, e chissà quanti altri, riparto dagli anni '90 fino al 2025.
Poi vedremo i rimpianti, l'inizio della malattia, il pochissimo che mi è rimasto di questi quasi 44 anni
e le conclusioni.
   *** Ricordi negativi dagli anni '90 al 2025
  I
Primi anni '90: pomeriggio, suonano il campanello e vado ad aprire. C'è uno che
chiede dei miei o di mia madre, non ricordo bene. Gli dico che sono nell'orto
e gli indico la strada e chiudo pensando a qualcuno che volesse qualcosa dai
miei genitori. Verso sera mia madre mi dice: sai cosa voleva quello che è
venuto? Le dico di no. Praticamente le aveva dato dieci mila lire per un
funerale che avevo suonato, l'elemosina che poteva dare benissimo anche a me
almeno glie le avrei tirate dietro; ma il povero cieco suona ai funerali per
passatempo e i soldi vanno dati alla mamma perché è un deficiente!
  II
Mi pare che fosse il '95 o giù di lì: arrivo a suonare un funerale nella
seconda parrocchia e trovo una che ad alta voce dice che non sa che canti fare
e glie ne propongo qualcuno. Risposta: taci tu che sei cattivo. Evidentemente
intendeva parlare solo con mia madre che mi accompagnava, io per lei non
valevo un fico secco! Sono stato troppo buono, anzi, tanto ma tanto coglione
perché non ho detto niente e una rispostaccia così non la si dà nemmeno ad un
cane, anzi, se fossi stato un cane magari avrebbe fatto le feste.
  III
Credo fosse il 2007: i miei non potevano portarmi nella prima parrocchia per
un funerale ed eccezionalmente mi aveva accompagnato una donna che conoscevo
fin dagli anni '80 quando secondo lei non facevo niente. Mi lamento un po' per
la tristezza di un funerale, e del resto che cosa dovevo fare? Forse fare i
salti di gioia? Per farla breve, per lei tutte le cose che facevo a casa non
valevano un accidente mentre per me erano proprio quelle che mi mantenevano
vivo. Ma tu ti immagini cosa sarei diventato se avessi suonato in chiesa e
basta?
  IV
Domenica 17 luglio 2011 ed agosto 2017: uno della seconda parrocchia mi ha
chiamato perché c'era un funerale il lunedì e lui voleva una musica che non
sapevo. Chissà perché deve decidere lui che musiche fare! Gli ho risposto di
chiamare mister X che ci vede e con lo spartito davanti lo può accontentare.
Mancandomi completamente di rispetto lui s'incazza e mi dice: "e allora tu
stai lì a guardare le travi!" E poco importa se era di domenica e se non stavo
bene e se imparare una musica, mi pare fosse Bach, senza spartito all'ultimo
momento non è certo il massimo. lui voleva quella e io schiavetto dovevo
essere pronto per i suoi comodi, le mie esigenze ovviamente non c'erano.
Naturalmente mi sono incazzato e non ho suonato. Ma nonostante questo, la
persona ha continuato a dirmi che se non suonavo ai funerali io me ne stavo lì
a non far niente, alla faccia del rispetto!
Non ricordo più in che anno ma è venuto a casa mia non so nemmeno io per che
cosa, nel senso che voleva che gli suonassi una Salve regina che potevo benissimo impararmi da solo. Ricordo che quando gli ho fatto notare che in internet
la fanno diversamente da come la canta lui, mi ha detto che la vuole così e
basta, Lo schiavo deve sempre ubbidire! Per la fretta di sentire le sue bagianate, ricordo anche d'aver incasinato l'hard disk e glie l'ho detto. Risposta:
non importa, tanto poi lo metti a posto. Sì, perché sono capace di farlo! Ma se
dovessi chiamare un tecnico, chi me lo paga? Anche se non era lui a pagarmi,
era consigliere parrocchiale e tirava fuori tutta la sua superbia.
Così arriviamo ad agosto 2017 quando mi sono proprio stufato e al sacerdote
della seconda parrocchia ho messo due semplicissime condizioni per poter
continuare:
che qualcuno mi venisse a prendere,
che mi dicessero i canti da fare e non che mi mettessero un foglio scritto con la penna o una matita  che dovevo
farmi leggere da mia madre perché il tale ce l'aveva con me perché non amo
suonare ai funerali.
Non ho avuto nessuna risposta e bene così, almeno anche la seconda parrocchia
se n'era andata.
  V
Nel paragrafo precedente ho detto "anche", perché l'11 agosto del 2012, salvo
poi qualche anno dopo un funerale di una parente, è stata l'ultima volta che
ho suonato nella terza parrocchia. Delle lezioni di psicologia di quel prete
mi ero scocciato ed inoltre ultimamente quando mi davano i soldi sembrava che
andassi a chiedere l'elemosina, cosa che grazie a Dio non ho bisogno di chiedere.
  VI
2012 e 2018: ero a camminare con mia madre quando una maestra si ferma e
comincia ad adularmi e propone di venire a camminare con me. Per farla breve
le servivano dei consigli musicali ma quando ha sentito che mia madre se ne
sarebbe stata a casa, ha cominciato a tirarsi indietro, perché qui e là. Eh,
stai attenta maestra che il cieco non si metta a palpeggiarti per strada o,
peggio, che non s'innamori di te! E naturalmente non si è fatta più vedere
fino a dicembre 2018 quando, incontrando mia madre, le ha detto che sarebbe
venuta a trovarmi; ma figurati! Puoi aprofittare dell'anzianità ma sopratutto
dell'ingenuità di mia madre ma al sottoscritto non la dai da bere facilmente e
sapevo già dove voleva andare a parare. Ed infatti era il primo pomeriggio di
sabato quando è venuta con il secondo fine di chiedermi cosa faccio e non
faccio e di dirmi che devo ritornare a suonare nella seconda parrocchia, addirittura voleva chiedere al prete come se fossi un bambino deficiente incapace,
se volevo, di telefonargli. Sono stato incavolato fino a lunedì e poi, piano
piano, me la sono fatta passare come sempre. Con che diritto gli altri decidono cosa devo fare? E perché quando non gli sta bene ciò che faccio decidono
per me? Ma se anche stessi senza far niente, cosa che a volte faccio solo
adesso per motivi che vedremo, agli altri cosa glie ne frega?
  VII
2015, 2016 o giù di lì: ero in macchina con delle persone e tanto per parlare decido di togliermi una curiosità.
Chiedo se si ricordano le tortore degli anni '70 e primi anni '80
quando facevano un altro suono costituito, pressapoco, da un quarto col punto, un ottavo e un quarto
mentre negli anni successivi fanno, pressapoco, un ottavo, un quarto e un ottavo,
praticamente una sincope. Evidentemente era un'altra specie di tortora, non ricordo piùquante ce ne sono, ricordo però che sono parecchie anche se in rete non ho mai trovato
quella degli anni '70 che cercavo e in macchina nessuno si era accorto di questa cosa.
Ma salta fuori una signora che mi dice: "Vedi, tu sei un contemplativo mentre noi abbiamo tante cose da
fare e non badiamo a certe cose. Contemplativo? Ma se non vedo nemmeno la luce,
cosa vuoi che contempli? E poi, dove sta scritto che tu hai tante cose da fare mentre io
che sono cieco e che tra l'altro mi ci vuole più tempo a raggiungere un obbiettivo anche perché l'accessibilità
di certi strumenti lascia a desiderare oppure non c'è proprio
e secondo    te avrei nulla da svolgere e me ne starei lì tutto il giorno in contemplazione?
  VIII
Brutta esperienza del 2016: uno della seconda parrocchia mi ha chiesto d'andare a suonare la messa della sera. Ha cominciato ad adularmi, a darmi ragione
su questo e su quello ma io non sono certo uno sciocco e non mi sono lasciato
ingannare e ricordo d'aver parlato ad un altro della stessa parrocchia del
comportamento della persona che mi aveva chiesto di suonare ottenendo la
risposta che a me non sta mai bene nessuno. Siccome sono troppo buono e
troppo coglione, alla fine, anche se mal volentieri, mi sono lasciato acalappiare da chi in realtà mi sfruttava solamente. Qui ho fatto una cosa che non
faccio mai e che non rifarei, ma nella vita ci sono anche le eccezioni che in
particolare saltano fuori quando sei disperato, esattamente come quando c'è
qualcuno che crede ai maghi o ad altre banalità. Quando sei disperato, diventi
una preda facile per gli aprofittatori. Ho acettato di suonare per un prezzo
ridicolo a patto che lui mi aiutasse con le mie cose ed è venuto
ad aiutarmi per... tre quattro volte, forse cinque? Comunque assai meno di quello che ho
suonato. La cosa più bella è stata che mi ha anche aiutato con una scheda
madre di cui dovevo verificare le prese. Al sacerdote lui diceva che io andavo
a suonare così tanto per passatempo, ma le bugie hanno le gambe corte. In
realtà, i pochi soldi che mi dava li rubava in chiesa e quando l'ho saputo non
solo ho lasciato perdere ma ho lasciato correre anche diverse messe che non
sono state pagate. E del resto, l'anno precedente mi aveva chiamato per una messa anch'essa non pagata.
  IX
Ancora 2016, anno non identificato e 2024 o 2025: vado ad una comedia dove trovo una professoressa che come al solito mi chiede se suono e cosa faccio, che palle! Non ho mai avuto il coraggio
di dire a certa gente che mi masturbo così come ha fatto un mio amico non vedente!
mi dice che è bello avere un'attività, e che qui e che là, insomma anche per lei tutti i lavori che facevo a casa non valevano un fico secco! L'importante era suonare. per le soddisfazioni che ne ho avuto, era invece meglio se non avessi mai cominciato!
Capirai che soddisfazione: lo sconforto dei funerali, la sottomissione ad un prete della prima parrocchia il quale invitava pure gli Amici del sorriso che consideravano i portatori di handicap cittadini di serie B, matrimoni sgangherati uno o due all'anno, ma il cieco deve essere contento così!
Una sera mi arriva una mail, che strano che la professoressa si abbassi a mandarmi un messaggio! Una volta letta ho scoperto il trucco:
voleva che andassi a suonare ad un funerale in un paesino. Non le ho risposto ma l'ho invece chiamata al telefono perché sapere le cose a voce è sempre meglio.
Dovevo suonare gratis perché lei non aveva coraggio di chiedere i soldi e farmi accompagnare da mia madre e naturalmente ho rifiutato.
Hai capito come mi considera la professoressa? un deficiente che suona ai funerali accompagnato dalla mamma per passatempo.
Che non vengo considerato una persona ne ho avuto conferma nel 2024 o nel 2025 quando l'ho incontrata: con tutte le mail che avevo inviato, lei non sapeva nulla della mia malattia perché non le aveva nemmeno aperte.
  X
Ancora anno non identificato: vado nella quarta parrocchia per un funerale dove incontro una della prima parrocchia, i paesi sono piccoli, che mi dice:
almeno questa mattina hai fatto qualcosa! Come se io aspettassi il funerale per farla! ma quella volta mi sono incazzato tantissimo, prima dal vivo e poi per telefono.
  XI
Non ricordo in che anno eravamo ma ero in macchina con uno che si è fermato
per far salire altre due o tre donne per andare ad un funerale. Una di queste si mette a parlare di cose
molto intime perché tanto io non capisco niente. A quel punto l'autista le
dice un qualcosa per zittirla ed io, arrivati alla parrocchia, le ho fatto una
di quelle battutacce...
  XII
Anche in questo caso non ricordo esattamente l'anno, ma una mattina alla fine della messa nella prima parrocchia trovo uno che, offendendomi senza motivo, dice che sono   cattivo. Fortunatamente c'era mia madre
la quale per paura o ingenuità in questi casi si mette sempre a ridere e così, per non passare da scemo, non ho detto quasi nulla. Ma i cattivi a volte si stufano e, anche se troppo tardi, rimangono a casa.
  XIII
Non  ricordo l'anno ma ero in macchina con una che diceva d'aver dato della lana da lavorare ad una
portatrice di handicap che conosco. Le faccio notare che non è detto che alla
portatrice di handicap piaccia fare quel lavoro e lei subito s'incazza dicendo
la solita stronzata: "E allora, la lasciamo li così?" Risposta: certo, perché
non puoi decidere per gli altri. Chi ti credi di essere?
  XIV
Ed ancora non ricordo più in che anno ma ero in una delle quattro parrocchie
quando una mi dice che suonare ai funerali è bello e che qui e che là. Sarà
bello per lei ma a me non piace ed un cieco dovrebbe essere rispettato per ciò che sente.
  XV
Ed ancora non ricordo l'anno: un giorno vado nella quarta parrocchia per un funerale ma ero particolarmente scoglionato e lo dico. Uno mi dice: massì, dai, tanto sei bravo... Possibile che non ci sia mai una volta che vengano rispettati i            sentimenti di un cieco? Siccome se ne è andato subito, ho chiesto chi fosse e a casa ho
cercato il numero telefonico ma ho trovato la moglie che ovviamente lo giustifica. Le ho detto che ai funerali non ci si diverte e che se uno è giù di morale lo diventa ancor di più.
  XVI
Nel 2019 ho incontrato quella che mi voleva dare da suonare gratis per tutto
il giorno in un'associazione, così tanto per farmi fare qualcosa, come se non
ci fossero già i telefonini a farlo e il cieco fosse un deficiente a cui basta
riempire la giornata di cazzate e come se non facessi altro che suonare! Vedi
l'articolo Quando un portatore di handicap viene trattato da poveretto in
fuori serie n.107, novembre 2019.
  XVII
2020 e 2025: vado nella prima parrocchia dove una mi chiede come sta mia madre. Capita che in casa non si vada d'accordo e io che non sono abituato
a fare la doppia faccia le rispondo: eh, fa disperare! E lei: o sei tu che fai disperare?
Secondo i canoni di vita insulsa, naturalmente è sempre il cieco o il portatore di handicap a far disperare. Lei non conosce minimamente i problemi della mia famiglia, che diritto ha di giudicare? nessuno.
Poi quando non sono più andato a suonare diceva: e Franco, quando torna? Puoi attendere fin che vuoi, anche il cieco si stufa di non essere preso sul serio.
  XVIII
Pasqua 2023: negli ultimi anni per
le grandi feste sono andato a suonare nella quarta parrocchia, finalmente un po' di vita perché con tutti sti funerali...
Peccato che anche lì ci fosse una che, pur non sapendo niente di musica, era sempre
pronta a modificare le canzoni come le pareva... E gli altri non dicevano niente... Prima d'andarci,
uno mi fa gli auguri telefonicamente ma ho poco tempo e glie lo dico. La sua risposta è stata: beh, almeno oggi fai
qualcosa! Come se quando non vado a suonare fossi lì a grattarmeli! Che poi
non ho ancora capito agli altri cosa interessa!
  XIX
Ultimi anni nella quarta parrocchia: una ragazza mi ignora come del resto fa con le mie mail. Forse pensa che non la riconosca, tanto è cieco... Era stata a casa mia con il pretaccio
della prima parrocchia e tutta la settimana a chiedermi per cantare un salmo...
  XX
Pasqua 2024: sono esausto, scocciato, depresso, stressato e deluso. Non è
capitato niente di strano, ma il non essere riconosciuto per ciò che faccio,
non essere valorizzato per ciò che sono, essere sempre messo da parte tranne
quando si ha bisogno di suonare eccetera, ormai mi hanno proprio scocciato.
Uno mi dice che adesso ci sarà da suonare anche al Corpus domini o qualcosa
del genere e io gli rispondo scocciato che tanto... Ma lui insiste, sono cieco
e devo, devo, devo, devo suonare. Ma che palle! Ma suonatevela!
   *** Rimpianti, inizio della malattia e ciò che mi è rimasto
Lo so, piangere sul latte versato non serve a nulla perché tanto indietro non
si torna, Facile a dirsi, difficile a farsi soprattutto quando, invece d'avere
persone che ti aiutano, hai quasi esclusivamente gente che ti sfrutta per i
suoi comodi.
La mattina del 4 maggio 2024 stavo bene, ricordo che ho scritto qualche
cosa... Il pomeriggio è cominciato l'ictus ma io non lo immaginavo. Sono andato
a suonare nella quarta parrocchia ma sbagliavo tutto e non capivo il perché ma
un parrocchiano inesperto di musica se n'è accorto; del resto la cosa era
evidente!
Tornato a casa c'era la cantante per le prove di un matrimonio e anche in
questo caso sbagli a non finire tanto che se n'è accorta, ma non sapevo cosa
farci. Mi sentivo stanco e la mano destra non rispondeva, ma era una stanchezza strana, un qualcosa che non avevo mai avuto.
La mattina successiva sono andato a suonare dal pretaccio che, da quanto s'intende di musica e siccome sa sempre tutto lui, nonostante gli sbagli non si è
accorto di nulla. Diffidate sempre di chi sa tutto, sono persone che per nascondere la loro insicurezza e la loro incapacità dominano gli altri. E del
resto, se davvero sai qualcosa, non hai certo bisogno di dominare gli altri ed
essere sempre lì a guardare il pelo nell'uovo, le cose le sai e basta.
Lunedì ho chiamato il medico e mi sono accorto che le parole non fluivano correttamente. Sapevo ciò
che volevo dire ma nelle spiegazioni un po' complicate le parole non fluivano,
era come se tra il pensiero e il fluire delle parole si fosse messo qualcosa.
Il medico è venuto solo martedì pomeriggio, pressione alle stelle, forse
un'ischemia, visite ed esami ma insomma nulla di certo tanto che successivamente mi sono attaccato al computer, e con la mano che non riuscivo a scrivere
te lo raccomando, trovando in mezzo a tutto quel ciarpame di internet ciò che
mi sembrava più serio: avevo un ictus. Come abbia fatto a cercare le cose non
lo so, evidentemente era la forza della disperazione. E come ho fatto a sopportare quella notizia emotivamente stando da solo non lo so. Sì perché quando il cieco non suona è da solo. Ma suonare è importante!
Quei giorni non sono stati per nulla facili, tralascio un po' di cose perché
dovrei scrivere un libro; dico solo che vivere con la madre anziana, e per
fortuna che c'è ancora e che Dio me la conservi a lungo, con la caldaia che si
rompe proprio in quei giorni ed altre vicende che non dico, è stato davvero
stressante.
A proposito: non sono io a dirlo, ma l'ictus viene anche per lo stress e io ne
avevo da vendere.
Ma in tutto questo stress c'è un dato positivo: non sono più andato a suonare
nelle ultime due parrocchie che mi rimanevano. Non l'ho deciso a tavolino, mi
è venuto spontaneo farlo forse per lo stress che suonare nelle parrocchie mi
arrecava, forse perché sapevo che non avrei avuto mai nulla da quel lavoro e
che ne avevo abbastanza, quasi 44 anni. ti sembrano pochi?
Un'altra conseguenza, e questa contrariamente al suonare in chiesa mi dispiace, è stata l'assenza quasi totale di voglia di musica e ancor meno di suonare. Non penso che ciò sia dovuto solo agli anni, credo che in buona parte sia
dovuto allo stress d'essere sempre controllato ogni volta che suonavo e allo
stress di non essere mai apprezzato per le cose che facevo. L'unica cosa che
contava era il suonare in chiesa, il resto non valeva un fico secco! Tanto che
mi si diceva che era bello suonare ai funerali! Che schifezza, Che persone
ingiuste e piene di pregiudizi.
Ma non è finita perché la cosa assai fastidiosa è che mi si sia continuato a
proporre di suonare in chiesa. naturalmente domandare è lecito, insistere un
po' meno! Per il pretaccio privo di empatia sarei potuto ritornare anche subito.
Comunque, a parte i primi momenti, a Natale 2024 è venuto per chiedermi di
tornare, ci ha riprovato a Pasqua 2025 mentre per le feste di Natale dello
stesso anno ha mandato la segretaria perché dice che mi agito e poi per fortuna l'ha piantata. Mi agito per forza! Invadente com'è, lui fa dire a mia
madre ciò che vuole, tanto lei è stata sempre sottomessa da mio padre e dire ciò che  pensa è un reato!
Prova ne sia che a
santo Stefano 2025 mi sono incavolato con lei perché indora sempre la
pillola a chi le chiede se non suono più. Ma porcaccia miseria: non sei capace
di dire che di suonare in chiesa non ho più voglia? E poi, se insistono tanto,
non sei capace di dire che non sono obbligato a farlo? E se insistono ancora,
che se la suonino loro!
Altre persone mi hanno chiesto di tornare a suonare e per la prima volta ok, domandare è
lecito. Ma la persona che me l'ha chiesto e ho detto no e ciò nonostante con
insistenza ci ha riprovato dopo mesi, l'ho mandata a quel paese e ben le sta.
Nel primo periodo della malattia
due cose mi hanno rotto particolarmente:
1)  secondo una persona io non avevo nulla, era solo che la mano si intorpidisce e le parole non vengono quando non si ha voglia di fare. La mia era solo una malattia psicosomatica. D'accordo, la persona non è un medico,
ma ha avuto la madre con l'ictus e non ha capito nulla, o per meglio dire,
per il povero ciechino l'ictus non c'è, è solo che non ha voglia di fare;
2) Mi lamentavo per le pastiglie da prendere e uno mi dice; tanto tu non hai nulla da fare, che problema c'è?
Io mi lamentavo per le controindicazioni che le medicine hanno e non certo per il tempo che ci vuole a prenderle, ma la mentalitàè quella che il povero ciechino non ha nulla da fare e che per lui
gli sta bene qualsiasi cosa, anche prendere le medicine.
   Sbagli
Il primo grande sbaglio è stato d'ascoltare quei
"grandi" professori che non vedevano niente al di là della musica classica
e del collegio che mi hanno consigliato di fare il conservatorio.
pperché farlo? Forse perché la musica mi piaceva? Ed allora?
Non ho mai avuto il pallino di fare il concertista, la musica mi piaceva ma non così tanto da dedicarci tutta la vita! Inoltre, ad insegnare in collegio,
oltre ad essere un ambiente schifosissimo che non vedevo l'ora di togliermi, non c'è posto per tutti. Ed allora cosa rimane? Insegnare
nelle scuole medie cosa che non mi è mai piaciuta. Amo l'insegnamento individuale, ma è proprio un caso che uno riesca ad entrare in un altro conservatorio per farlo.
La mia passione erano le radio private con le quali mettevo assieme la passione per la musica, quella per la tecnologia e la voglia di
parlare alla gente. nei miei sogni d'adolescente mi vedevo direttore di una radio in mezzo a persone vedenti... Purtroppo non solo non avevo i soldi, ma non
conoscevo le persone per fare una radio. In collegio era vietato parlare di radio e alle mie ex di quei tempi la cosa dava fastidio... Ma la passione fa fare cose davvero strabiglianti:
ho  passato l'estate del 1980 con un mixer? Beh, si fa per dire! Era una scatola da scarpe con degli interruttori della luce e dei cavetti messi alla meglio che andavano a due registratori e due microfoni...
Il secondo sbaglio è stato quello d'aver suonato nelle parrocchie! All'inizio non mi sembrava oppure non ci badavo,
successivamente ho compreso che ero considerato un povero ciechino ma pensavo che con l'andar del tempo quella mentalità si sarebbe estinta.
Ed invece è sempre peggio!
Ed è per questo che dico che suonare in parrocchia è un lavoro da non fare soprattutto se sei cieco.
Ma se proprio per questione di soldi lo vuoi
svolgere, ti raccomando di non fare come me, chiedine tanti e poi tanti, che ne so, almeno 50 o meglio 70 euro a messa, così si spera che la smettano
di trattarti come il povero ciechino a cui dare un passatempo, poi se te ne avanzano fai beneficenza...
   *** Cosa mi è rimasto
Nei paragrafi precedenti ho messo solo le parrocchie in cui suonavo regolarmente, ho tralasciato quelle in cui andavo saltuariamente per non star lì a
cercare negli archivi. Ed ecco cosa mi è rimasto dopo quasi 44 anni che mi
sono prodigato per loro:
prima parrocchia=una persona con una briciola infima di contatto, quasi zero, ma ci sarà ancora?
Seconda e terza parrocchia=zero assoluto. Sì, se incontro delle persone mi
salutano ma per il resto... Che poi non so se le incontrassi da solo se mi
saluterebbero, per esperienza ti posso dire che certa gente mi saluta quando
mi vede assieme a qualcuno che li conosce, ma quando il cieco è da solo...
massì, tanto lui non mi vede!
Quarta parrocchia=due mezzi contatti, ma devo stare attento a non rompere troppo, e ci saranno ancora?
Questo è tutto. Poco, non è vero? E che fine hanno fatto tutte le persone che
parlando per il mio bene dicevano che devo suonare, che così mi trovo degli
amici, preoccupate di darmi qualcosa da fare
eccetera? Non ci sono più. L'ho sempre saputo tanto che avevo un po' di paura
a lasciare tutte le parrocchie e ho sempre rimandato. Ma è stato peggio di
quanto pensassi perché non avrei mai creduto che tutti si comportassero in questo modo.
E la musica? ne ascolto poca e di suonare mi è andata via quasi del tutto la voglia. Tra l'altro, quando
vado in chiesa non ho la minima nostalgia di suonare, è come se non l'avessi mai fatto.
E le altre cose? Faccio quel poco che serve e per tenermi un po' vivo perché per me da solo basta anche così. A cosa
serve fare, fare, fare se poi sei considerato uno che non fa nulla?
C'era uno che veniva a casa mia e spesso diceva: ti sei alzato? oppure se mi vedeva alzato diceva: Ah, ti sei alzato presto questa mattina!
Adesso mi alzo relativamente più presto di prima ma passo tante ore a non far nulla un po' per la salute e un po' per il caldo
ma soprattutto perché non ha senso fare, fare, fare, per poi sentirsi dire che non fai nulla. E' questo
il risultato che si ottiene a sparlare delle persone, a denigrarle dicendo il falso.
Nelll'estate del 2020 ho pubblicato un Fuori serie a giugno ed un altro a settembre con un sacco di articoli
e ricordo un cieco che mi diceva: quanto hai lavorato, io sono ancora fermo con... Ma era uno dei pochi,
per la gente non facevo nulla se non suonare in chiesa.
   *** Conclusione
Non so se sono riuscito a far capire tutta la sofferenza che mi ha dato il
suonare nelle parrocchie, ma ribadisco che è un lavoro da non fare soprattutto se sei cieco e per un motivo molto semplice ma sconcertante:
siamo quasi alla fine del 2026 e possiamo tenere in mano una quantità di foto, audio e video
per i quali un tempo occorrevano enormi magazzini, in più abbiamo l'intelligenza artificiale con tutti i suoi benefici
ma anche con i suoi inconvenienti... ma
come mentalità e senso morale siamo assai regrediti. Un tempo c'era la persona ignorante,
nel senso di ignorare qualcosa e non dal punto di vista dispregiativo,
ma quando ad esempio venivano a casa mia e vedevano le cose che so fare e posso svolgere ne rimanevano
affascinate; sì, poi c'era la persona irreducibile ma era un'eccezione.
Adesso che è facile informarsi, la maggioranza delle persone considera il cieco un cittadino
di serie B, uno incapace di decidere, insomma, un deficiente!
Vuoi la prova? Quante sono le persone che mi hanno aiutato per le mie cose,
per quelle cose che per me valeva la pena spendere il mio tempo? pochissime!
Poi se prendi in considerazione che tanti mi hanno dato
una mano solo perché andavo a suonare o per dovere ma senza nessuna empatia...
E alla fine, ero quasi da solo quando ho cominciato a suonare e sono rimasto quasi da solo.
Lo so, qualcuno dirà che è colpa mia opure non crede a quanto ho scritto,
pazienza, non si può piacere a tutti e non si può essere creduti da tutti,
ma non penso che le parrocchie in cui sono andato siano le uniche a trattare i ciechi da deficienti, penso
che molti ciechi ignorino la faccenda o desiderino ignorarla perché
essere consapevoli di certe cose dà dolore.
l'ultima cosa: soprattutto chi non ha la fede, e io non mi vanto d'averne poi tanta,
a questo punto potrebbe dire che io sia contro la chiesa o, peggio, contro Dio: sbagliato, anzi, sbagliatissimo!
A costoro, senza approfondire, rispondo una cosa molto semplice: Gesù
non si sarebbe comportato nel modo che ho descritto, e per saperlo basta leggere
il Vangelo per capire che Lui non escludeva nessuno e non trattava nessuno
come un cittadino di serie B.
