torna all'archivio dell'anno corrente
Home

Piccolo contributo all'autenticità; con il desiderio che siano sempre più le persone capaci di dire ciò che pensano. Il Centro elettronica e musica sperimentale non si assume alcuna responsabilità di danni a cose o persone derivanti dall'uso di questa pagina; "Fuori serie" non è una rivista, sono esperienze e considerazioni di chi desidera l'emancipazione delle persone. Se troverai degli errori non lamentarti più di tanto, cerca semplicemente di non farli.



Indice

Articolo unico in tre parti:

I: suonare nelle parrocchie, un lavoro che è meglio evitare soprattutto se sei cieco

Introduzione

Prima parrocchia

Seconda parrocchia

Terza parrocchia

Quarta parrocchia, o meglio altre quattro parrocchie

L'inizio del declino e dello scoramento

II: suonare nelle parrocchie, un lavoro che è meglio evitare soprattutto se sei cieco

Ricordi positivi fino alla fine del 2010

Ricordi negativi dal 1984 al 2010

Il prete che scocciava

III: suonare nelle parrocchie, un lavoro che è meglio evitare soprattutto se sei cieco

Ricordi negativi dagli anni '90 al 2025

Rimpianti, inizio della malattia e ciò che mi è rimasto

Conclusione


I: suonare nelle parrocchie, un lavoro che è meglio evitare soprattutto se sei cieco

Scritto spontaneamente, senza l'IA

Sarei abbastanza contento se questo articolo venisse letto da 10 persone, ma mi accontento anche di 5! L'ho diviso in parti perché molto lungo, d'altra parte non si possono condensare 44 anni in poche parole. E' la vera storia di come mi sono sentito nell'andare a suonare in chiesa, quella che non si può dire, quella che la maggioranza della gente non vuol sentire perché fa comodo lo stereotipo del povero ciechino, poverino, che suona ai funerali per passatempo. Certo, non ho suonato solo a quelli, però vedremo che anche per le messe e i matrimomi le soddisfazioni sono infime, quasi nulle.
Come tutti nella vita ho fatto degli sbagli e quello più grosso credo sia stato d'andare a suonare in chiesa e quello di non aver smesso prima, tanto prima! E non passa giorno che non mi stramaledica ma ormai il latte è versato....

Introduzione

La psicologia ce lo insegna: in linea generale, da bambini abbiamo un forte interesse per la musica che cala quando siamo anziani e questo, nonostante sia nato cieco, è capitato anche a me; e del resto, perché dovrei fare eccenzione? Tuttavia secondo me il calo dell'interesse per la musica nel mio caso non è solo dovuto all'avanzare dell'età ma anche alla costrizione nel farla, o meglio, all'essere apprezzato solo per quella e anche, come vedremo, in buona parte dall'apprezzamento che si dà ad un bambino incapace d'intendere e volere.
A questo punto immagino che questo articolo sarà letto da poche persone e tra queste poche, pochissime lo condivideranno ma pazienza, sono abituato a dire ciò che penso e, pur amando la democrazia perché è l'unica modalità valida per esprimersi, sono consapevole che questa non è perfetta e che la maggioranza non ha sempre ragione. A volte le persone corrono dietro alle mode, al sentito dire, al fatto che fanno tutti così e al politicamente corretto senza fermarsi un attimo a riflettere e pensare con la propria testa.
Per lavoro, inteso nel senso lato del termine e non solo quello giustamente retribuito, nella vita ho fatto diverse cose: lavorato con i trasformatori elettrici, fatto lezioni private, la redazione di una rivista musicale e poi anche quella di alta fedeltà, collaborato con altre riviste di elettronica ed informatica, svolto soprattutto attività elettroniche ed informatiche per mio conto ma che ho sempre messo a disposizione degli altri prima con i floppy, poi con il sito ed il blog. Qui però racconterò solo una cosa che ho svolto dal 1980 al 2024: suonare in chiesa, l'unica importante per la maggioranza delle persone ma altrettanto poco importante per me. Dal racconto tralascerò le volte che ho suonato saltuariamente in una parrocchia, e non sono poche, dirò invece solo l'attività regolare.

Prima parrocchia

Il 22 giugno 1980 ho cominciato a suonare regolarmente in chiesa, l'ho fatto perché mi è stato chiesto e per soldi (all'epoca i ciechi minorenni non avevano alcun sussidio economico). All'inizio venivo pagato poco e in maniera irregolare, ma a me andava bene ugualmente perché ero stanco d'andare a chiedere i soldi a mio padre solo per andare al bar anche perché me ne dava sempre meno rispetto a mia sorella e dopo una settimana trascorsa in collegio dovevo anche portarne a casa. Ma che se li tenesse!
Dopo il primo periodo ho continuato a suonare in chiesa anche se non avevo bisogno di soldi, ma il senso del dovere, la voglia di fare e il fatto di poter lenire le persone che mi dicevano che non facevo nulla mi hanno fatto continuare.
L'ambiente della parrocchia non era proprio idilliaco ma mi accontentavo perché, anche se non ero io a scegliere i canti, non solo suonavo come volevo ma mi chiedevano consiglio per fare le canzoni; e sì che non sapevo quasi niente! Nel senso che suonavo ad orecchio quelle che avevo conosciuto andando in parrocchia mentre per quelle nuove mi arrangiavo a capire la melodia che a volte una suora riusciva a cantare tra un semitono e l'altro; quanto all'armonizzazione, si sa che può essere fatta in vari modi e io sceglievo quello che mi pareva più giusto. D'altra parte non avendo spartiti in braille e nemmeno una cassetta per imparare la musica, facevo quello che potevo! Ma proprio per le mancanze descritte sopra, mi piaceva andare a suonare in quella parrocchia perché potevo essere me stesso, potevo esprimermi e farlo senza alcuna costrizione, cosa per me importantissima.
Poi sono arrivate le cassette, i file mp3 ed internet e posso dire che fino a Natale del 2010 sono stato abbastanza bene perché, lo ripeto, potevo esprimere me stesso e poco m'importa se non ero io a decidere i canti, non ho mai avuto la voglia di primeggiare, a me importava solo potermi esprimere.
Tuttavia, anche se mi piaceva abbastanza andare a suonare in quella parrocchia, per me era solo poco più che un passatempo, un modo per staccare dalle cose che facevo che per me erano molto ma molto importanti anche se non venivano valorizzate, anzi venivano osteggiate, derise e non prese in considerazione perché in maggioranza erano cose che venivano fatte senza scopo di lucro e per certa gente quando non si fa qualcosa per guadagnare significa non far niente. Per la gente non facevo niente, però provate voi ad iniziare ad usare il computer con il dos 2.11 in inglese, lingua che non so di cui ho imparato qualche parola a forza di sentirla da una sintesi, con una sintesi vocale che leggeva poco e tutto il resto.
Quanto alla musica, beh, diciamo che ero abituato ad occuparmi di musica più impegnata, le canzoncine le facevo appunto per passatempo o poco più. Infatti ricordo un pomeriggio che io e un mio amico prendevamo per il culo la suora che diceva che era bella la canzone Sei grande Dio....
Salvo eccezioni, come ad esempio quando dovevo provare con il coro e gli ultimi anni perché mia madre non guidava più, non potendo guidare la macchina mi dovevo sempre far accompagnare da mia madre e qualche rara volta da mio padre, che schifo, come un bambino incapace d'intendere e volere! All'nizio non ci badavo, ma poi sempre più mi sono sentito come un deficiente che viene portato lì a suonare.... Tuttavia fino alla fine del 2010 mi rimaneva il fatto che in quella parrocchia suonavo come volevo... Non è proprio tantissimo, ma insomma...
Mi dimenticavo di dire, che, per forza di cose, da gennaio 2020 a maggio 2024 mi sono venuti a prendere; da notare che di domenica non ci sono mezzi pubblici e che negli altri giorni per fare pochi chilometri avrei dovuto stare in giro una mezza giornata, troppo per un qualcosa che era poco più che un passatempo.

Seconda parrocchia

Non ricordo come sia avvenuto che ci sono andato, ma ho cominciato a suonare regolarmente nel 1990 perché mi era stato chiesto e ho accettato forse per mettere a tacere chi diceva che non facevo nulla. Così le parrocchie erano due, lavoro aumentato, soddisfazione zero. Infatti, nella seconda parrocchia non ho mai potuto, o quasi, essere me stesso; ero semplicemente un pagliaccio che suona, e dovevo anche starmene zitto! Che schifo!
A parte qualche matrimonio che all'inizio facevo come volevo, in prevalenza mi chiamavano per i funerali che suonavo per dovere ma non certo per piacere, ma per certe persone il povero ciechino deve accontentarsi di quelli; dicono: eh, se non suona ai funerali, poverino, cosa vuoi che faccia? E' un argomento che ho già trattato nell'articolo Quando un portatore di handicap viene trattato da poveretto in Fuori serie n.107, novembre 2019. qui mi limito a dire che all'inizio suonavo da solo e facevo come volevo, poi è arrivato il coro e sono stato sempre più sottomesso così com'è successo per i matrimoni dove c'era sempre qualcuno a mettere la lingua dove non dovrebbe.
C'è stato un periodo in cui c'era un capellano abbastanza carogna, ma per il resto con i parroci che si sono succeduti nella seconda parrocchia non ho mai avuto nulla da dire, anzi, loro mi apprezzavano mentre la gente... Salvo eccezioni, anche in questo caso mi dovevo far accompagnare da mia madre o da mio padre, ero considerato solo il povero ciechino che, poverino, gli si dà un lavoretto tanto perché passi il tempo, che poi non ho mai capito perché un cieco o un portatore di handicap in genere debba avere qualcosa per passare il tempo, io non l'ho mai chiesta.

Terza parrocchia

Sempre perché me l'avevano chiesto, nel 1999 ho cominciato ad andare in una terza parrocchia dove potevo suonare come mi pareva. All'inizio andava molto bene anche se le persone erano un po' così e così, poi nel 2003 hanno sostituito il parroco e a poco a poco mi son scocciato perché le messe non erano tali ma lezioni di psicologia; a tale proposito si veda l'articolo Quando all'interno della chiesa si sostituisce il soprannaturale con la psicologia in Fuori serie n.73, marzo 2010.
Salvo rare eccezioni, anche in questo caso mi dovevo far accompagnare da mia madre o da mio padre; che schifezza!

Quarta parrocchia, o meglio altre quattro parrocchie

In realtà la quarta parrocchia era composta da quattro parrocchie, una di grossa e tre piccole, e anche qui non ho chiesto io d'andarci; ho accettato nel 2007 compatibilmente con il tempo che mi rimaneva. Finalmente qui mi venivano a prendere anche se qualche volta mi è stato detto di farmi accompagnare dalla mamma, come un bambino piccolo! Un'altra volta mi dovevano venire a prendere ma non l'hanno fatto e mi sono tanto incavolato perché sono stato qui ad aspettare per niente, tanto il cieco non ha nulla da fare e se resta lì ad attendere non importa.
IN prevalenza mi chiamavano per i funerali che, come già detto, suonavo per dovere ma non per piacere e quindi la soddisfazione era a zero o quasi. C'era chi diceva che è bello suonare ai funerali facendomi sentire una nullità; ma si può disprezzare talmente tanto una persona fino a considerarla un pagliaccio che si diverte a suonare in certe circostanze? Con tutti i problemi che un cieco incontra nella vita, ad esempio quelli di accessibilità informatica, lo spostamento eccetera, più quelli familiari che mi ritrovo, con tutto il rispetto per il dolore altrui non avevo certo bisogno d'andare a suonare ai funerali, infatti, non per la parrocchia specifica, all'inizio ero molto ma molto titubante.
Qui diciamo che potevo tirare fuori me stesso a metà nel senso che c'erano delle persone che rompevano le palle, primo tra tutti il campanaro di una piccola parrocchia per il quale, non solo con me, bisognava fare tutto ciò che diceva. Ma si è mai visto un campanaro che impone ai musicisti e ai cantori i canti da svolgere?
Con i sacerdoti che si sono succeduti in quelle quattro parrocchie non ho mai avuto nulla da dire, loro rispettavano me e io rispettavo loro, il problema era con certa gente.

L'inizio del declino e dello scoramento

Lo dico un'altra volta: per me andare a suonare in chiesa era poco più che un passatempo, le cose davvero importanti, comprese le attività musicali, erano altre e vorrei che fosse chiaro.
L'inizio del declino e dello scoramento è cominciato alla fine degli anni '90 quindi se ho smesso definitivamente d'andare a suonare nel 2024 il mio non è stato un colpo di testa, un qualcosa a cui non ho riflettuto abbastanza, anzi! Ci ho riflettuto a lungo e rimpiango amaramente di non averlo fatto prima, tanto prima! Ma sapevo, anche se non riuscivo ad accettarlo fino in fondo, che una volta smesso di suonare, da quella gente come amicizia e rispetto non mi sarebbe rimasto quasi nulla; difatti quasi tutte le persone se ne sono andate; eh, se il povero ciechino non suona più non ha senso frequentarlo! Come del resto non ha senso frequentarlo se non fa più il centralinista o altri lavori retribuiti! Il cieco, come altri portatori di handicap, lo si usa fin che fa comodo, ma quando, per libera scelta o altre ragioni non fa più quello che la gente si aspetta lo si mette da parte o peggio lo si butta via come le scarpe rotte. E ci sono ancora dei non vedenti per i quali il lavoro è importante per l'inserimento e per le amicizie! Poveri illusi! L'ho fatto notare ad una persona in pensione rimasta quasi da sola ma per lei il lavoro rimane importante; io dico che così com'è il lavoro retribuito oggi serve solo ad avere un po' di soldi, quanto alle amicizie e il resto.... Ma andiamo con ordine.
Dicevo che il declino l'ho avvisato alla fine degli anni '90, ricordo lo scoramento del Natale '99 dopo che avevo suonato a tre messe. Dopo le prove con il coro e le tre messe suonate, cosa mi rimaneva? Nulla. Il pomeriggio di Natale ero lì da solo come al solito perché tanto il ciechino lo si sfrutta fin che si ha bisogno per poi metterlo da parte.
Una parte della mia famiglia mi ha sempre considerato uno che non fa un tubo, uno da osteggiare e denigrare e come loro anche buona parte della gente che conoscevo. Inoltre, la maggioranza delle persone pensa che si faccia qualcosa solo quando lo si fa per guadagnare. Che mentalità ristretta e schifosa! A me questo stato di cose non è mai andato giù e continuavo a fare qualcosa di retribuito anche per cercare di lenire le malelingue e per avere un po' d'amore, nel senso lato del termine. Ma non c'è amore là dove esiste la costrizione e non esiste amore là dove manca il rispetto di ciò che fai, ciò che senti, dei tuoi sentimenti eccetera. Non c'è amore se uno viene continuamente umiliato; un conto è uno che si umilia da solo, tutt'altra cosa è umiliarlo sempre e, direi, quasi di proposito.
 
torna all'indice


II: suonare nelle parrocchie, un lavoro che è meglio evitare soprattutto se sei cieco

Senza IA

In questa seconda parte vedremo gli aspetti positivi nell'andare a suonare in chiesa fino alla fine del 2010, quelli negativi che ricordo solo dal 1984 e che in questa parte metterò solo fino al 2010 ma che determinano quanto ho dovuto sopportare la maldicenza e la denigrazione di certe persone, ed infine la storia di un prete che scocciava dalla fine del 2010 a maggio 2024.

Ricordi positivi fino alla fine del 2010

Che nella prima parrocchia suonavo come mi pare l'ho già detto. Ma quando ero d'umore giusto e prima della messa, in quella parrocchia fino alla fine del 2010, era bellissimo strimpellare cosìcome mi veniva, senza badare alle regole e all'armonia, anzi! A volte facevo di proposito quinte e ottave, errore "gravissimo"! Ma mi divertivo un mondo! A volte invece esprimevo la mia incazzatura, la rabbia e la tristezza... Del resto, la musica non è forse un'arte d'espressione che si esprime attraverso i suoni?
Mi piaceva strimpellare perché potevo avere la pedaliera con i bassi che non avevo a casa.
Mettevo assieme musica classica con la leggera strimpellando la romanza di Beethoven e il secondo tempo di un concerto di Mozart finendo il tutto con O sole mio! Suonavo Mia Martini, Angelo branduardi, Claudio Baglioni, i notturni di Chopin e il lago dei cigni di Ciaikovski. .
Naturalmente stavo attento al testo delle canzoni, mica potevo suonare Vafanculo o Bella stronza di Marco Masini! Ma a coloro che si scandalizzano tanto per la musica leggera dico: che differenza fa tra una canzone di baglioni e il Gen Verde? E dico anche che la tanto blasonata ave Maria di Schubert che un tempo mi chiedevano in tutti i matrimoni, è stata scritta per una prostituta! Poi basta cambiare il testo...
Ricordo una domenica che c'era un prete diverso e mi sono messo a suonare una canzone sulla droga di Fabrizio de André. Arriva il prete e mi dice: conosco questa canzone. Cavoli, devo aver fatto una faccia... Perché pensavo che me ne avrebbe dette quattro! prontamente gli dico; sì, ma conosci le bestemmie che dice nell'album sucessivo? Naturalmente erano bestemmie implicite, mi riferivo in particolare alla canzone che dice che Dio costrinse l'uomo a fare una vita da scemo.... Risposta del prete: sì, conosco anche quello. Non ricordo come sia andato avanti il discorso, ricordo però che alla predica ha fatto l'esempio della droga... Gli avevo dato l'input!
Ricordo che alla fine degli anni '70 o inizio degli anni '80 d'aver sentito uno che in chiesa ad Abano terme suonava La canzone dell'amore perduto di de André e io, ancora impregnato dalla mentalità di professori emarginati che avevano vissuto in colleggio e continuavano ad insegnare in collegio dove c'era tutto il loro mondo, mi ero tanto scandalizzato...
Suonavo anche varie canzoni di chiesa senza pensare troppo alle note e all'armonia.
Dal 2011 al 2024 suonavo ancora prima della messa ma limitatamente, un po' di classica e i canti di chiesa sempre con il magone perchè c'era il controllore! No, le canzoni di musica leggera erano vietate; eh, cosa vuoi, quando moriremo Dio ci giudicherà in base all'etichetta delle canzoni! Vanno bene quelle del Gen Verde con riferimenti alla pubblicità o quelle del Gen Rosso con riferimenti politici, ma Il mattino di Baglioni che è un inno alla natura e all'amore o Tesoro ma è vero di Mia martini che è la storia di una orba prima entusiasta dell'amore e poi incavolata perché è stata lasciata non vanno bene. Stranamente va bene Mozart anche se prendeva in giro il Vescovo!
Nella terza parrocchia prima della messa suonavo Chopin con il concerto in mi minore, branduardi, Juli & Julie, ma soprattutto musiche di chiesa perché facevano sempre le stesse canzoni, che palle, e volevo che un po' si modernizzassero.
nelle parrocchie 2 e 4 invece non suonavo nulla perché andavo in prevalenza a funerali e cosa vuoi metterti a suonare? era solo tristezza, sconforto, pianto e disperazione... Un bel divertimento per un cieco! dicono che il povero ciechino è sempre chiuso in casa e poi cosa gli danno da fare? I funerali! Dove ovviamente deve divertirsi! Che bel aiuto che mi è stato dato! Se uno è sulla riva di un fosso, anziché aiutarlo in modo che cammini dritto lo spingono giù perché ci cada dentro e se lui, stringendo i denti ed imprecando, resiste alla spinta, hanno il coraggio d'incazzarsi perché il cieco deve andare giù, sempre piùgiù.

Ricordi negativi dal 1984 al 2010

Metto quelli che mi ricordo; alcuni non sono strettamente legati al suonare in chiesa ma li inserisco comunque perché denotano la mancanza di rispetto nei confronti di chi svolge lavori non retribuiti o non consoni a quello che la gente si aspetta e la maldicenza e la denigrazione di certe persone.

I

1984: una delle mie ex voleva che tornassi in collegio per... la musica, e non aggiungo altro per questione di privacy. In quel "manicomio" c'ero già stato non so per quanti anni, non ho mai avuto il coraggio di fare il conto, gli anni più belli della mia infanzia e della giovinezza rovinata per sempre, a passeggiare per un corridoio, rovinata per la musica. Ma che ci tornasse lei! Per questo l'ho delusa, ma non sa quanto lei ha deluso me. Non c'è amore là dove regna l'imposizione, quello è egoismo, narcisismo, dominio degli altri eccetera, ma non amore. Naturalmente in colllegio non ci sono tornato e in tutti questi anni non ho mai rimpianto la mia scelta. Per avere un'idea di come si viveva nei collegi puoi leggere l'articolo Collegi virtuali in Fuori serie n.13, agosto 1999.

II

Nelll'ottantasei un accordatore di pianoforti diceva che le altre cose che facevo erano cavolate, l'importante era solo la musica. Anche per questo non l'ho più chiamato e mi pento amaramente d'avergli pagato il lavoro. Tra le varie cose che facevo all'epoca, c'era quella di studiare i corsi di radio- tecnica in cassetta per l'esame di radioamatore; beh, provasse lui a seguirli in quel modo e se il mio era tutto tempo perso, allora anche il suo lavoro era tale.

III

Negli stessi anni ho incontrato un medico per il quale esisteva solo la musica. Tra i vari ricordi che ho, mi viene in mente quella volta che gli avevo detto che quel giorno non avrei potuto suonare perché dovevo andare a comprare dei dischi. Beh, me lo sono ritrovato in negozio a controllare, alla faccia della libertà e della fiducia!

IV

Più o meno metà anni '80: nel primo pomeriggio ero lì sulla poltrona da 5 o 10 minuti quando è arrivato un parente che mi dice: sei sempre lì così? Ma porca puttana, possibile che io non possa riposare nemeno per 10 minuti?

V

Più o meno 1987: Un amico, beh, si fa per dire perché non c'è amicizia là dove non regna un minimo di rispetto, vuole andare a zonzo ma gli dico che ho da fare, E lui a dirmi, cosa vuoi avere da fare tu!

VI

Era il 1987 o l'88, non ricordo. Comunque è venuta a casa mia una persona per dirmi... Che non facevo nulla. Poi, non con me ma con un'altra, si è lamentata perché l'avevo trattata male. Non ricordo come l'ho trattata, ma se l'ho trattata male ben le sta! Forse era l'88 perché avevo già il mixer e facevo la rivista musicale. Comunque invece d'andare a casa degli altri per dire che non fanno un tubo, provasse lei a fare la rivista fino alle due del mattino e ad imparare il dos praticamente quasi da solo fino alle tre di notte.

VII

Anni 80 e 90: una sera mi telefona un cieco ma l'ho tenuto poco al telefono perché ero impegnato con mio cugino. Nei giorni successivi si è lamentato con mia sorella perché l'avevo liquidato subito. In realtà sarò stato al telefono una decina di minuti, più che sufficienti per dire solo cavolate. Poi una mattina degli anni '90 mi telefona dal centralino: gli dico che ho una mezza influenza e quindi... un po' per l'attesa del centralino mi tiene al telefono per quasi tutta la mattina dicendo solo cavolate. Appena finito di pranzare mi chiama nuovamente, sempre dal centralino. E per farla breve voleva sapere se sono interessato a dei vinili che vendeva... Un qualcosa che mi avrebbe potuto dire in due minuti. D'accordo, visto che era da tanto che non ci si sentiva, magari dieci ninuti o un quarto d'ora, ma per tutta la mattina... Tanto io ero lì a disposizione, alla faccia del rispetto! Purtroppo all'epoca non avevo il coraggio di farmi valere.

VIII

Estate 1990: ero appena rientrato per essere andato da uno che mi doveva dei soldi quando mi telefona il prete che c'era in collegio anni prima. Era venuto a casa mia nell'81 un giorno che avevo messo in moto una lambretta ferma da molto tempo... In garage c'era un fumo... In precedenza non lo vedevo dal '76 quando ha smesso di fare servizio nel collegio. Questo per dire che lui di me non sapeva un fico secco! E quello che sapeva erano le puttanate che la gente racconta, ma la sua invadenza... Non so cosa volesse al telefono, ricordo però che diceva che mi ero lasciato andare... Ma figurati! Con tutte le cose che facevo in quell'anno...

IX

C'erano delle persone sempre pronte a denigrarmi e tra queste una che veniva a casa mia lamentandosi che non poteva fare questo e quello salvo poi andare a dire agli altri che ero io a non far niente e milamentavo perché non avevo nulla da fare. Così nel '93, quando per varie ragioni ho smesso di fare la rivista musicale, il lettore di Padova voleva che andassi su da lui per fare delle canzoncine o roba del genere, insomma un passatempo per bambini scemi. E io sarei così imbecille da prendere la corriera di mattina presto così tanto per passatempo?

X

Estate 1997 e dintorni: per dimostrare che io non facevo nulla mentre lui era grande e faceva... per tre volte è venuto a casa mia un cieco, due con i genitori e la terza volta con una programmatrice di computer ma assieme sempre alla mamma! E per fortuna che aveva tanti amici!! Lui era anche abbastanza corretto ma si sentiva che era lì per dimostrare che io non facevo nulla. La programmatrice è stata davvero sprezzante, tanto che poi l'ho chiamato al telefono per lamentarmi e dirgli che quando si va in casa degli altri ci vuole un minimo di rispetto. I suoi genitori raccontavano ai miei che lui vende e compra l'hi fi dagli amici, e questo e quello, tutte balle! Avevo una testina per giradischi che non mi piaceva e il giorno dopo l'ho chiamato per venderla... Ma non era più nel giro! Tra l'altro, la programmatrice che mi disprezzava tanto diceva che non si può imparare Wordstar da soli; e a me chi l'ha insegnato? Ho imparato addirittura il dos da solo! Lui mi telefonava dicendo: sei ancora lì? fin che una sera glie ne ho dette quattro... Mai più sentito.

XI

Fine anni '90 e l'inizio degli anni 2000: per la seconda parrocchia, eccezionalmente mi veniva a prendere uno per la chiusura del rosario che si teneva a casa del sindaco. Ho dei ricordi assai negativi ma ne dico solo uno: visto che ero all'aperto, prima della messa ho messo il registro della tastiera che imita l'aereo dicendo: arrivano i Serbi a bombardare o qualcosa del genere. E lui rivolto alla gente dice: eh, chi ha tanto tempo da perdere! Mi sono incavolato come una peste perché era un giorno passato a correggere un libro d'informatica che poi mettevo a disposizione di altri ciechi. Gli ho detto che non passo il mio tempo a fare cavolate, per una che avevo fatto così prima della messa tanto per fare... Ma spiegare le cose non serve perché chi parte con il pregiudizio lo mantiene.

XII

Settembre 1999, 2000: t'invito a leggere I frutti della falsità in Fuori serie n.18, aprile 2000.

XIII

2002: un parente mi dà un rasoio da riparare e gli dico che non sono pratico di rasoi ma che lo guardo. Ho fatto una riparazione a metà perché per farla integralmente avrei dovuto smontare ulteriormente l'apparecchio ma non essendo mio... e glie l'ho detto. Risposta: tanto non mi serve, te l'ho dato così perché tu faccia qualcosa. Si può essere così irrispettosi del tempo altrui?

XIV

Novembre 2003: vado a Padova per prendere una scheda madre per il pc (non acquistavo ancora in internet). Trovo uno che mi conosce e mi dice che sono venuto a Padova tanto per fare un giro e poco importano le mie spiegazioni, ha il pregiudizio e basta.

XV

2005: per Natale rinuncio a suonare seconda parrocchia sia perché ero già impegnato con la prima ma soprattutto perché le prove avvenivano di domenica quando avevo già suonato dall'altra parte. Ma la domenica non l'hanno fatta anche per me? E' venuta a saperlo una mia parente che ha fatto un casino, la stessa che voleva dare un lavoretto a quel povero cieco (vedi Fuori serie n.65, novembre 2007). Nello stesso anno ad una persona faccio presente quali sono le mie esigenze, cioè quelle d'avere una persona che ogni tanto mi guardi il pc e ogni tanto mi accompagni a Padova per prendere la roba. Dopo circa un'ora che parlavo mi dice: beh, ma tanto l'importante è che tu venga a suonare. Importante per te ma non per me!

XVI

Giugno 2007: la seconda parrocchia è venuta prima per cantare ad un funerale. Non dovevo suonare io, ma dato che chi lo doveva fare era "impegnato" per un matrimonio di martedì, balla alla quale non ho mai creduto, hanno chiamato me perché il povero cieco deve sempre fare da tappabuchi. Il giorno prima chiedo che canzoni fanno in modo da potermele imparare ma la risposta è stata: non lo so. Eccezionalmente mi sono venuti a prendere ma mi sono fregato. Per farla breve, mi hanno imposto di suonare due brani che non sapevo. Io che non ho lo spartito devo suonare di primo achito due brani che non so, così per capriccio! Uno non l'ho suonato mentre l'altro ho fatto più o meno gli accordi e mi sono pentito di non essere andato con mia madre perché in quel caso avrei potuto lasciarli lì. Naturalmente mi sono incavolato tantissimo ma non è valso a niente.

XVII

Per problemi che esulano da questo articolo, per un breve periodo non sono andato a suonare nella terza parrocchia. Che reato! La solita parente ha fatto un casino... Però non voleva andarci lei!

XVIII

31 gennaio 2008: vado a suonare ad un funerale in una parrocchia extra. Alla fine della cerimonia uno più o meno mi dice: per lo meno oggi hai fatto qualcosa! L'avevo già incontrato l'anno precedente alle prove di un matrimonio e, sempre l'anno prima, ad un funerale nella prima parrocchia dove mi ha detto la stessa cosa. Quando qualcuno mi parla così resto davvero basito, amareggiato, deluso e rabbioso, tanto che non so cosa rispondere e alla fine gli ho detto qualcosa... Ma si può disprezzare talmente tanto una persona fino al punto di dirle che aspetta un funerale per fare qualcosa? Dopo qualche giorno ho inviato una mail alla parrocchia, corretta ma pepata, e non so se l'hanno letta, ma per certo non mi hanno più chiamato; hanno invece chiamato altri ciechi per i quali va bene tutto purché gli diano un lavoretto... Continuiamo cosìche la società andrà sempre peggio!

XIX

Era il 2010 quando sono andato in Comune per farmi, mi pare, la carta per le votazioni e parlando è venuto fuori le difficoltà che ho e mi è stato proposto di parlarne con l'assistente sociale che per fortuna non è più in servizio. Ho accettato ma sapevo che non avrei cavato un ragno dal buco. Dopo più di mezzora passata a dirgli le mie dificoltà, lei sbotta: ma lei, non vorrebbe mica un lavoretto? Al che mi sono tanto incazzato perché uno è lì che ti spiega le sue difficoltà proprio per i lavori che vuol fare e tu gli dici se non vuole un lavoretto? E ho lasciato perdere. Dopo qualche mese mi telefona una del comune chiedendomi se può venire da me per via del computer. ovviamente le dico di sì ma presumevo già dove voleva andare a parare perché di certo non viene da me per il computer guasto! Voleva, ad esempio, che le facessi dei documenti scegliendo i caratteri... Ha dimostrato d'essere ignorante perché io posso anche scegliere il tipo di carattere e il colore, ma non avendo mai visto non so che effetto estetico hanno! Allora ha ripiegato sull'acquisizione con lo scanner di eventuali pagine nell'eventualità assai remota che le potessero servire. Insomma un passatempo per bambini deficienti e non so come ho fatto a non mandarla a cagare, ma questo è il Comune che mi ritrovo.

Il prete che scocciava

La prima volta che ho suonato con lui nella prima parrocchia era a Natale 2010 e l'ultima il 5 maggio 2024: come ho fatto a sopportare un rompimento per così tanto tempo? Proprio non lo so, ma per lui non sono credibile.
All'inizio non mi sembrava poi così male, era un po'... Strano, ma pazienza. poi, a poco a poco, ho capito che per lui la parrocchia era come una caserma e i parrocchiani dei soldatini in guerra che seguono le regole di chi comanda perché altrimenti ti sparano per tradimento. No, lui non sparava fisicamente, ma umiliava gli altri facendoli sentire delle nulllità. D'accordo, le regole ci sono ed è giusto che vadano rispettate, ma esiste anche il buon senso. Inoltre, c'è regola e regola! Se uno tira quattro porchi in chiesa, è ovvio che lo butti fuori; Ma quando uno sbaglia una nota, mette un accordo diverso da quello che ti aspetti, fa una musica in una tonalità diversa, canta leggermente male, legge due letture senza dare il cambio ad un altro perché non c'è, se si inizia la messa senza partire dal fondo della chiesa, si fa un canto non proprio adatto alla cerimonia (l'importante è, ad esempio, non cantare per Pasqua le canzoni di Natale), beh, essere sempre lì a guardare questi peli nell'uovo è deprimente e scocciante; come se la fede fosse solo regola!
Quanto alla musica che questo prete vantava di conoscere, beh, diciamo che si è dimostrato davvero incompetente! leggeva lo spartito abbastanza bene e suonava malamente la tastiera ma nulla più. Se fosse stato competente, allora avrebbe saputo che una delle cose che s'imparano andando a scuola di armonia, basta quella complementare, è che un brano può essere armonizzato in più modi e quindi quando si suona ad una voce unica non ha senso seguire lo spartito alla lettera anche perché spesso le canzoni di chiesa sono armonizzate per chitarra e per principianti con il solito trin-tron, trin-tron, trin-tron; che noia! Inoltre, lo spartito che non sempre interpretava correttamente, a volte è fatto davvero male. Ricordo un violinista con cui dovevamo suonare Mission e lui, ovviamente, faceva la melodia. Ad un certo punto si è fermato e gli chiedo il motivo: perché è meglio se non ti dico come l'hanno scritta!
lo spartito è importante, ma sono altrettanto importanti la creatività e il buon senso di chi suona. Una persona parlando di un pianista diceva che non era bravo perché si limita a fare da ripetitore, lui copia e basta ma di musicalità, di suo nemmeno l'ombra. Ma queste ovviamente sono opinioni! Ma se al prete non andava come suonavo, perché non mi ha lasciato a casa?
Questo prete amava l'associazione Amici del sorriso che io detestavo perché si tratta di un gruppo non gestito dai portatori di handicap ma dai genitori di chi vi partecipa e che tende a considerare i disabili come cittadini di serie B. Anche il sacerdote precedente amava quell'associazione e per questo abbiamo avuto un'accesa discussione, ma almeno mi lasciava suonare come volevo! Questo prete, al contrario, voleva aiutare le persone a bloccare le mie mail contro l'associazione, alla faccia della libertà e dell'amore che si predica in chiesa! Ma, ripeto, perché non mi ha lasciato a casa?
Non ricordo più in che anno, ma una sera gli ho fatto presente che mia madre fa fatica a guidare la sera e quindi non potevo venire a suonare. La sua risposta è stata che ci sono anche i taxi. Lo so anch'io, ma pur non essendo attaccato ai soldi, il taxi mi costa più di quelli che prendo e e il taxi preferisco chiamarlo per le mie cose non certo per la parrocchia! Così ho continuato ad andarci la mattina.
Alcuni l'hanno seguito per convinzione, altri per farsi vedere belli ai suoi occhi e altri ancora per paura; il risultato è stato quello di una parrocchia tutta perfettina ma senza amore. Una schifezza!
una mattina che lui finalmente non c'era, la gente non sapeva bene che salmo cantare o comunque c'era una difficoltà. Dico di lasciare perdere e di recitarlo ma mi è stato risposto che poi glie lo dicono. Eh, cosa fa fare la paura! E anche se glie lo dicono cosa succede?
Ero a mangiare la pizza con il coro e c'era anche lui e si parlava non ricordo più di che cosa, comunque contro di lui. Ad un certo punto mi dicono di stare zitto perché mi sente. Magari! Evitavo di ripetere le cose per due volte.
Una mattina è venuto il Vescovo che mi ha fatto i complimenti per la scelta dei canti. Gli rispondo che non sono stato io a sceglierli e a quel punto interviene il prete dicendo che sono scelti da un gruppo di persone. Ma figurati! Facevamo le riunioni per provare e scegliere i nuovi canti ma, dopo anni di partecipazione svolta perché altrimenti si dice che il cieco vuol stare da solo, ho visto che si faceva sempre ed inesorabilmente ciò che voleva e quindi tanto valeva riunirsi e me ne sono rimasto a casa.
per un breve periodo diceva che non posso scegliere io i canti perché non ho il corso liturgico, ma figurati! Come se Nostro Signore guardasse il titolo di studio! Poi insisteva che lui mi aveva dato la possibilità di insegnare canto e quindi di suonare come mi pare ma io l'ho rifiutata. Per insegnare canto bisogna avere la voce per farlo, non si può far ridere i polli! Ma a parte questo, a me non fregava niente d'insegnare a cantare, mi bastava suonare come desideravo; certo qualche critica la si può sempre fare, ma non si può essere lì a controllare tutto peggio di un insegnante a scuola. E se avessi insegnato canto avrei avuto sempre il controllore alle spalle com'è capitato con gli altri che l'hanno fatto. E chiedo: come mai pur non insegnando canto, fino al 2010 ho suonato come volevo? Forse perché gli altri preti non sanno un cavolo di musica? Eh, a sentire quel prete tutti gli altri sacerdoti non sanno niente di musica e nemmeno delle altre materie, sa tutto lui! Ed allora perché ha tanto bisogno che gli altri vadano a suonare e quant'altro? E perché tutto deve dipendere da lui come se fosse un dio superiore agli altri? D'accordo, lui è il prete, ma c'è modo e modo di comandare. Un conto è comandare nel senso di dirigere la baracca, un altro è comandare reprimendo e umiliando gli altri facendoli sentire delle nullità.
In passato ho proposto alla gente che giustamente si lamentava di lasciarlo solo, ma si sa che le persone, per le ragioni che ho detto, parlano tanto ma poi...
Ma fuori della chiesa quel prete non era così male, un po' strano ma insomma... Ed è così che con lui sono andato a dei concerti e qualche volta mi ha dato una mano con le mie cose e forse adesso ne ho capito il motivo: un narcisista dominatore sa sempre di cosa hai bisogno! Il narcisista capisce quali sono i tuoi bisogni ma non ha nessuna empatia con te.
Ma torniamo alla parrocchia. Non mi sono lasciato dominare più di tanto se pensi che un tempo quando c'erano da fare i canti nuovi ci dedicavo delle mezzore o anche delle ore per fare le basi affinché la suora o la cantante che c'era all'epoca potessero insegnare a cantare con la musica. Con quel pretaccio ci dedicavo svogliatamente sì e no dieci minuti o un quarto d'ora, a volte solo pochi minuti. Ecco cosa si ottiene a dominare gli altri. Tra l'altro, e non lo dico solo io ma anche i datori di lavoro, quel pretaccio non ha capito, o meglio non vuol capire, che essere sempre lì a controllare gli altri, essere sempre lì a guardare il pelo nell'uovo, voler sempre sapere tutto, voler sempre avere l'ultima parola perché è giusto solo ciò che lui dice, alla fine si ha una minore produzione del lavoro che vorresti raggiungere. Bisogna avere un po' di fiducia nelle persone e di elasticità e lasciare che in parte possano tirare fuori quello che hanno dentro altrimenti perché lavorare? Per accontentare il prete? Per paura? E' proprio quella che ti blocca. Infatti con lui suonavo peggio. Quando prima della messa facevo qualche musica ero sempre attento a non sbagliare. Ma vuoi mettere quando non lo conoscevo? Se c'era una canzone nuova da fare che non avevo mai fatto, la improvvisavo e veniva bene lo stesso; poi, col tempo, l'avrei perfezionata. Insomma, essere controllati è proprio una palla. Ma poi dove sta scritto che lui sa sempre tutto mentre gli altri sbagliano? Questo considerare le persone inferiori e bisognose della sua presunta sapienza mi sta proprio sulle palle.
Tanti anni fa mi diceva che sbagliavo un Alleluja. Ho preso due edizioni della Casa del padre che erano diverse tra loro ma nessuna era uguale a quella che faceva lui e glie l'ho detto. La sua risposta è stata che lui da piccolo l'ha sempre suonata così e.... Ma non per questo deve essere giusta! E chi se ne frega di come hai suonato da piccolo?
l'estate del 2020 è stata brutta come del resto quelle successive e mi sentivo una merda quando andavo a suonare dove ti dicevano persino la tonalità che dovevi fare. Durante la settimana che precede il 30 agosto, ho litigato con il pretaccio e così la domenica me ne sono rimasto a casa. Ma sono stato un coglione perché non ho avuto il coraggio di starmene a casa per sempre! come del resto non ho avuto il coraggio di starmene a casa dopo il periodo covid nel quale se non fosse stato per le restrizioni e le morti dovute al virus, o meglio a quelle che i nostri governanti hanno provocato, si stava così bene...
Durante l'estate degli ultimi anni che sono andato a suonare, aveva suonato e registrato una canzone che non ricordo. Ma quando gli ho fatto notare che era diversa dall'originale, lui mi ha detto e detto alla gente che aveva seguito lo spartito ed era giusta. Sì, ma bisogna vedere se lo spartito viene interpretato correttamente! Ma se mi credi così incompetente tanto da non accorgermi che sbagli, perché non mi lasci a casa e ti prendi un robottino che stia sempre zitto e ai tuoi ordini?
Da notare che non si comportava così solo con me ma con tutti, sempre lì a guardare se uno sbaglia o no, e non solo con la musica ma con qualsiasi materia perché, lui, sa sempre tutto.
Ma restando alla musica, io dico che per apprezzarla veramente bisogna ascoltarla lasciandosi andare e non essere sempre lì teso ad ascoltare se uno sbaglia o no; ma contento lui....
La mia tesi secondo la quale si tratta di un prete narcisista e dominatore, troverà conferma quando ho smesso di suonare: in tempi diversi, ad insistere perché tornassi. Perché? Per farmi dominare ancora? Come se dalla fine del 2010 a maggio 2024 fossero pochi anni. Marameo! Mi hai fregato per tanto tempo, per tanto tempo sono stato un coglione ma adesso basta.
Dimenticavo una cosa, e chissà quante altre, durante il periodo del covid, ho fatto notare che la base di Astro del ciel che lui aveva fatto per la flautista era sbagliata... Ma no, lui ha sempre ragione! Figurati! Astro del ciel l'ho sempre suonato fin dagli arbori e adesso viene lui ad insegnarmelo. Ma perché non mi ha lasciato a casa?
Immagina di chiamare un idraulico e d'essere sempre lì a dirgli come deve mettere la chiave, come deve girare il tubo, come deve fare questo e quello. pensi che l'idraulico se ne stia lì? Ti manda a fanculo e, giustamente se ne va! Certo, una parola la puoi dire, ma se sei così tanto bravo da insegnare il lavoro agli altri senza avere rispetto di ciò che uno fa, allora fattelo da solo!
Mi ha detto che non facevo il musicista: e che cosa ho fatto dal 2010 al 2024? Il fabbro (con tutto il rispetto per chi svolge questo lavoro)? Ma ovviamente rispetto la sua opinione. però ci vorrebbe un minimo di coerenza! Se una persona non ti piace come lavora, perché chiamarla ancora e ancora? E perché dopo che se ne è andata, invece d'essere contento insisti e insisti perché torni?

torna all'indice


III: suonare nelle parrocchie, un lavoro che è meglio evitare soprattutto se sei cieco

Senza IA

Nella terza e ultima parte di questo scritto, riprendo i ricordi negativi ma essendomene dimenticati alcuni, e chissà quanti altri, riparto dagli anni '90 fino al 2025. Poi vedremo i rimpianti, l'inizio della malattia, il pochissimo che mi è rimasto di questi quasi 44 anni e le conclusioni.

Ricordi negativi dagli anni '90 al 2025

I

Primi anni '90: pomeriggio, suonano il campanello e vado ad aprire. C'è uno che chiede dei miei o di mia madre, non ricordo bene. Gli dico che sono nell'orto e gli indico la strada e chiudo pensando a qualcuno che volesse qualcosa dai miei genitori. Verso sera mia madre mi dice: sai cosa voleva quello che è venuto? Le dico di no. Praticamente le aveva dato dieci mila lire per un funerale che avevo suonato, l'elemosina che poteva dare benissimo anche a me almeno glie le avrei tirate dietro; ma il povero cieco suona ai funerali per passatempo e i soldi vanno dati alla mamma perché è un deficiente!

II

Mi pare che fosse il '95 o giù di lì: arrivo a suonare un funerale nella seconda parrocchia e trovo una che ad alta voce dice che non sa che canti fare e glie ne propongo qualcuno. Risposta: taci tu che sei cattivo. Evidentemente intendeva parlare solo con mia madre che mi accompagnava, io per lei non valevo un fico secco! Sono stato troppo buono, anzi, tanto ma tanto coglione perché non ho detto niente e una rispostaccia così non la si dà nemmeno ad un cane, anzi, se fossi stato un cane magari avrebbe fatto le feste.

III

Credo fosse il 2007: i miei non potevano portarmi nella prima parrocchia per un funerale ed eccezionalmente mi aveva accompagnato una donna che conoscevo fin dagli anni '80 quando secondo lei non facevo niente. Mi lamento un po' per la tristezza di un funerale, e del resto che cosa dovevo fare? Forse fare i salti di gioia? Per farla breve, per lei tutte le cose che facevo a casa non valevano un accidente mentre per me erano proprio quelle che mi mantenevano vivo. Ma tu ti immagini cosa sarei diventato se avessi suonato in chiesa e basta?

IV

Domenica 17 luglio 2011 ed agosto 2017: uno della seconda parrocchia mi ha chiamato perché c'era un funerale il lunedì e lui voleva una musica che non sapevo. Chissà perché deve decidere lui che musiche fare! Gli ho risposto di chiamare mister X che ci vede e con lo spartito davanti lo può accontentare. Mancandomi completamente di rispetto lui s'incazza e mi dice: "e allora tu stai lì a guardare le travi!" E poco importa se era di domenica e se non stavo bene e se imparare una musica, mi pare fosse Bach, senza spartito all'ultimo momento non è certo il massimo. lui voleva quella e io schiavetto dovevo essere pronto per i suoi comodi, le mie esigenze ovviamente non c'erano. Naturalmente mi sono incazzato e non ho suonato. Ma nonostante questo, la persona ha continuato a dirmi che se non suonavo ai funerali io me ne stavo lì a non far niente, alla faccia del rispetto!
Non ricordo più in che anno ma è venuto a casa mia non so nemmeno io per che cosa, nel senso che voleva che gli suonassi una Salve regina che potevo benissimo impararmi da solo. Ricordo che quando gli ho fatto notare che in internet la fanno diversamente da come la canta lui, mi ha detto che la vuole così e basta, Lo schiavo deve sempre ubbidire! Per la fretta di sentire le sue bagianate, ricordo anche d'aver incasinato l'hard disk e glie l'ho detto. Risposta: non importa, tanto poi lo metti a posto. Sì, perché sono capace di farlo! Ma se dovessi chiamare un tecnico, chi me lo paga? Anche se non era lui a pagarmi, era consigliere parrocchiale e tirava fuori tutta la sua superbia.
Così arriviamo ad agosto 2017 quando mi sono proprio stufato e al sacerdote della seconda parrocchia ho messo due semplicissime condizioni per poter continuare:

Non ho avuto nessuna risposta e bene così, almeno anche la seconda parrocchia se n'era andata.

V

Nel paragrafo precedente ho detto "anche", perché l'11 agosto del 2012, salvo poi qualche anno dopo un funerale di una parente, è stata l'ultima volta che ho suonato nella terza parrocchia. Delle lezioni di psicologia di quel prete mi ero scocciato ed inoltre ultimamente quando mi davano i soldi sembrava che andassi a chiedere l'elemosina, cosa che grazie a Dio non ho bisogno di chiedere.

VI

2012 e 2018: ero a camminare con mia madre quando una maestra si ferma e comincia ad adularmi e propone di venire a camminare con me. Per farla breve le servivano dei consigli musicali ma quando ha sentito che mia madre se ne sarebbe stata a casa, ha cominciato a tirarsi indietro, perché qui e là. Eh, stai attenta maestra che il cieco non si metta a palpeggiarti per strada o, peggio, che non s'innamori di te! E naturalmente non si è fatta più vedere fino a dicembre 2018 quando, incontrando mia madre, le ha detto che sarebbe venuta a trovarmi; ma figurati! Puoi aprofittare dell'anzianità ma sopratutto dell'ingenuità di mia madre ma al sottoscritto non la dai da bere facilmente e sapevo già dove voleva andare a parare. Ed infatti era il primo pomeriggio di sabato quando è venuta con il secondo fine di chiedermi cosa faccio e non faccio e di dirmi che devo ritornare a suonare nella seconda parrocchia, addirittura voleva chiedere al prete come se fossi un bambino deficiente incapace, se volevo, di telefonargli. Sono stato incavolato fino a lunedì e poi, piano piano, me la sono fatta passare come sempre. Con che diritto gli altri decidono cosa devo fare? E perché quando non gli sta bene ciò che faccio decidono per me? Ma se anche stessi senza far niente, cosa che a volte faccio solo adesso per motivi che vedremo, agli altri cosa glie ne frega?

VII

2015, 2016 o giù di lì: ero in macchina con delle persone e tanto per parlare decido di togliermi una curiosità. Chiedo se si ricordano le tortore degli anni '70 e primi anni '80 quando facevano un altro suono costituito, pressapoco, da un quarto col punto, un ottavo e un quarto mentre negli anni successivi fanno, pressapoco, un ottavo, un quarto e un ottavo, praticamente una sincope. Evidentemente era un'altra specie di tortora, non ricordo piùquante ce ne sono, ricordo però che sono parecchie anche se in rete non ho mai trovato quella degli anni '70 che cercavo e in macchina nessuno si era accorto di questa cosa. Ma salta fuori una signora che mi dice: "Vedi, tu sei un contemplativo mentre noi abbiamo tante cose da fare e non badiamo a certe cose. Contemplativo? Ma se non vedo nemmeno la luce, cosa vuoi che contempli? E poi, dove sta scritto che tu hai tante cose da fare mentre io che sono cieco e che tra l'altro mi ci vuole più tempo a raggiungere un obbiettivo anche perché l'accessibilità di certi strumenti lascia a desiderare oppure non c'è proprio e secondo te avrei nulla da svolgere e me ne starei lì tutto il giorno in contemplazione?

VIII

Brutta esperienza del 2016: uno della seconda parrocchia mi ha chiesto d'andare a suonare la messa della sera. Ha cominciato ad adularmi, a darmi ragione su questo e su quello ma io non sono certo uno sciocco e non mi sono lasciato ingannare e ricordo d'aver parlato ad un altro della stessa parrocchia del comportamento della persona che mi aveva chiesto di suonare ottenendo la risposta che a me non sta mai bene nessuno. Siccome sono troppo buono e troppo coglione, alla fine, anche se mal volentieri, mi sono lasciato acalappiare da chi in realtà mi sfruttava solamente. Qui ho fatto una cosa che non faccio mai e che non rifarei, ma nella vita ci sono anche le eccezioni che in particolare saltano fuori quando sei disperato, esattamente come quando c'è qualcuno che crede ai maghi o ad altre banalità. Quando sei disperato, diventi una preda facile per gli aprofittatori. Ho acettato di suonare per un prezzo ridicolo a patto che lui mi aiutasse con le mie cose ed è venuto ad aiutarmi per... tre quattro volte, forse cinque? Comunque assai meno di quello che ho suonato. La cosa più bella è stata che mi ha anche aiutato con una scheda madre di cui dovevo verificare le prese. Al sacerdote lui diceva che io andavo a suonare così tanto per passatempo, ma le bugie hanno le gambe corte. In realtà, i pochi soldi che mi dava li rubava in chiesa e quando l'ho saputo non solo ho lasciato perdere ma ho lasciato correre anche diverse messe che non sono state pagate. E del resto, l'anno precedente mi aveva chiamato per una messa anch'essa non pagata.

IX

Ancora 2016, anno non identificato e 2024 o 2025: vado ad una comedia dove trovo una professoressa che come al solito mi chiede se suono e cosa faccio, che palle! Non ho mai avuto il coraggio di dire a certa gente che mi masturbo così come ha fatto un mio amico non vedente! mi dice che è bello avere un'attività, e che qui e che là, insomma anche per lei tutti i lavori che facevo a casa non valevano un fico secco! L'importante era suonare. per le soddisfazioni che ne ho avuto, era invece meglio se non avessi mai cominciato! Capirai che soddisfazione: lo sconforto dei funerali, la sottomissione ad un prete della prima parrocchia il quale invitava pure gli Amici del sorriso che consideravano i portatori di handicap cittadini di serie B, matrimoni sgangherati uno o due all'anno, ma il cieco deve essere contento così!
Una sera mi arriva una mail, che strano che la professoressa si abbassi a mandarmi un messaggio! Una volta letta ho scoperto il trucco: voleva che andassi a suonare ad un funerale in un paesino. Non le ho risposto ma l'ho invece chiamata al telefono perché sapere le cose a voce è sempre meglio. Dovevo suonare gratis perché lei non aveva coraggio di chiedere i soldi e farmi accompagnare da mia madre e naturalmente ho rifiutato. Hai capito come mi considera la professoressa? un deficiente che suona ai funerali accompagnato dalla mamma per passatempo.
Che non vengo considerato una persona ne ho avuto conferma nel 2024 o nel 2025 quando l'ho incontrata: con tutte le mail che avevo inviato, lei non sapeva nulla della mia malattia perché non le aveva nemmeno aperte.

X

Ancora anno non identificato: vado nella quarta parrocchia per un funerale dove incontro una della prima parrocchia, i paesi sono piccoli, che mi dice: almeno questa mattina hai fatto qualcosa! Come se io aspettassi il funerale per farla! ma quella volta mi sono incazzato tantissimo, prima dal vivo e poi per telefono.

XI

Non ricordo in che anno eravamo ma ero in macchina con uno che si è fermato per far salire altre due o tre donne per andare ad un funerale. Una di queste si mette a parlare di cose molto intime perché tanto io non capisco niente. A quel punto l'autista le dice un qualcosa per zittirla ed io, arrivati alla parrocchia, le ho fatto una di quelle battutacce...

XII

Anche in questo caso non ricordo esattamente l'anno, ma una mattina alla fine della messa nella prima parrocchia trovo uno che, offendendomi senza motivo, dice che sono cattivo. Fortunatamente c'era mia madre la quale per paura o ingenuità in questi casi si mette sempre a ridere e così, per non passare da scemo, non ho detto quasi nulla. Ma i cattivi a volte si stufano e, anche se troppo tardi, rimangono a casa.

XIII

Non ricordo l'anno ma ero in macchina con una che diceva d'aver dato della lana da lavorare ad una portatrice di handicap che conosco. Le faccio notare che non è detto che alla portatrice di handicap piaccia fare quel lavoro e lei subito s'incazza dicendo la solita stronzata: "E allora, la lasciamo li così?" Risposta: certo, perché non puoi decidere per gli altri. Chi ti credi di essere?

XIV

Ed ancora non ricordo più in che anno ma ero in una delle quattro parrocchie quando una mi dice che suonare ai funerali è bello e che qui e che là. Sarà bello per lei ma a me non piace ed un cieco dovrebbe essere rispettato per ciò che sente.

XV

Ed ancora non ricordo l'anno: un giorno vado nella quarta parrocchia per un funerale ma ero particolarmente scoglionato e lo dico. Uno mi dice: massì, dai, tanto sei bravo... Possibile che non ci sia mai una volta che vengano rispettati i sentimenti di un cieco? Siccome se ne è andato subito, ho chiesto chi fosse e a casa ho cercato il numero telefonico ma ho trovato la moglie che ovviamente lo giustifica. Le ho detto che ai funerali non ci si diverte e che se uno è giù di morale lo diventa ancor di più.

XVI

Nel 2019 ho incontrato quella che mi voleva dare da suonare gratis per tutto il giorno in un'associazione, così tanto per farmi fare qualcosa, come se non ci fossero già i telefonini a farlo e il cieco fosse un deficiente a cui basta riempire la giornata di cazzate e come se non facessi altro che suonare! Vedi l'articolo Quando un portatore di handicap viene trattato da poveretto in fuori serie n.107, novembre 2019.

XVII

2020 e 2025: vado nella prima parrocchia dove una mi chiede come sta mia madre. Capita che in casa non si vada d'accordo e io che non sono abituato a fare la doppia faccia le rispondo: eh, fa disperare! E lei: o sei tu che fai disperare? Secondo i canoni di vita insulsa, naturalmente è sempre il cieco o il portatore di handicap a far disperare. Lei non conosce minimamente i problemi della mia famiglia, che diritto ha di giudicare? nessuno. Poi quando non sono più andato a suonare diceva: e Franco, quando torna? Puoi attendere fin che vuoi, anche il cieco si stufa di non essere preso sul serio.

XVIII

Pasqua 2023: negli ultimi anni per le grandi feste sono andato a suonare nella quarta parrocchia, finalmente un po' di vita perché con tutti sti funerali... Peccato che anche lì ci fosse una che, pur non sapendo niente di musica, era sempre pronta a modificare le canzoni come le pareva... E gli altri non dicevano niente... Prima d'andarci, uno mi fa gli auguri telefonicamente ma ho poco tempo e glie lo dico. La sua risposta è stata: beh, almeno oggi fai qualcosa! Come se quando non vado a suonare fossi lì a grattarmeli! Che poi non ho ancora capito agli altri cosa interessa!

XIX

Ultimi anni nella quarta parrocchia: una ragazza mi ignora come del resto fa con le mie mail. Forse pensa che non la riconosca, tanto è cieco... Era stata a casa mia con il pretaccio della prima parrocchia e tutta la settimana a chiedermi per cantare un salmo...

XX

Pasqua 2024: sono esausto, scocciato, depresso, stressato e deluso. Non è capitato niente di strano, ma il non essere riconosciuto per ciò che faccio, non essere valorizzato per ciò che sono, essere sempre messo da parte tranne quando si ha bisogno di suonare eccetera, ormai mi hanno proprio scocciato. Uno mi dice che adesso ci sarà da suonare anche al Corpus domini o qualcosa del genere e io gli rispondo scocciato che tanto... Ma lui insiste, sono cieco e devo, devo, devo, devo suonare. Ma che palle! Ma suonatevela!

Rimpianti, inizio della malattia e ciò che mi è rimasto

Lo so, piangere sul latte versato non serve a nulla perché tanto indietro non si torna, Facile a dirsi, difficile a farsi soprattutto quando, invece d'avere persone che ti aiutano, hai quasi esclusivamente gente che ti sfrutta per i suoi comodi.
La mattina del 4 maggio 2024 stavo bene, ricordo che ho scritto qualche cosa... Il pomeriggio è cominciato l'ictus ma io non lo immaginavo. Sono andato a suonare nella quarta parrocchia ma sbagliavo tutto e non capivo il perché ma un parrocchiano inesperto di musica se n'è accorto; del resto la cosa era evidente!
Tornato a casa c'era la cantante per le prove di un matrimonio e anche in questo caso sbagli a non finire tanto che se n'è accorta, ma non sapevo cosa farci. Mi sentivo stanco e la mano destra non rispondeva, ma era una stanchezza strana, un qualcosa che non avevo mai avuto.
La mattina successiva sono andato a suonare dal pretaccio che, da quanto s'intende di musica e siccome sa sempre tutto lui, nonostante gli sbagli non si è accorto di nulla. Diffidate sempre di chi sa tutto, sono persone che per nascondere la loro insicurezza e la loro incapacità dominano gli altri. E del resto, se davvero sai qualcosa, non hai certo bisogno di dominare gli altri ed essere sempre lì a guardare il pelo nell'uovo, le cose le sai e basta.
Lunedì ho chiamato il medico e mi sono accorto che le parole non fluivano correttamente. Sapevo ciò che volevo dire ma nelle spiegazioni un po' complicate le parole non fluivano, era come se tra il pensiero e il fluire delle parole si fosse messo qualcosa. Il medico è venuto solo martedì pomeriggio, pressione alle stelle, forse un'ischemia, visite ed esami ma insomma nulla di certo tanto che successivamente mi sono attaccato al computer, e con la mano che non riuscivo a scrivere te lo raccomando, trovando in mezzo a tutto quel ciarpame di internet ciò che mi sembrava più serio: avevo un ictus. Come abbia fatto a cercare le cose non lo so, evidentemente era la forza della disperazione. E come ho fatto a sopportare quella notizia emotivamente stando da solo non lo so. Sì perché quando il cieco non suona è da solo. Ma suonare è importante!
Quei giorni non sono stati per nulla facili, tralascio un po' di cose perché dovrei scrivere un libro; dico solo che vivere con la madre anziana, e per fortuna che c'è ancora e che Dio me la conservi a lungo, con la caldaia che si rompe proprio in quei giorni ed altre vicende che non dico, è stato davvero stressante.
A proposito: non sono io a dirlo, ma l'ictus viene anche per lo stress e io ne avevo da vendere. Ma in tutto questo stress c'è un dato positivo: non sono più andato a suonare nelle ultime due parrocchie che mi rimanevano. Non l'ho deciso a tavolino, mi è venuto spontaneo farlo forse per lo stress che suonare nelle parrocchie mi arrecava, forse perché sapevo che non avrei avuto mai nulla da quel lavoro e che ne avevo abbastanza, quasi 44 anni. ti sembrano pochi?
Un'altra conseguenza, e questa contrariamente al suonare in chiesa mi dispiace, è stata l'assenza quasi totale di voglia di musica e ancor meno di suonare. Non penso che ciò sia dovuto solo agli anni, credo che in buona parte sia dovuto allo stress d'essere sempre controllato ogni volta che suonavo e allo stress di non essere mai apprezzato per le cose che facevo. L'unica cosa che contava era il suonare in chiesa, il resto non valeva un fico secco! Tanto che mi si diceva che era bello suonare ai funerali! Che schifezza, Che persone ingiuste e piene di pregiudizi.
Ma non è finita perché la cosa assai fastidiosa è che mi si sia continuato a proporre di suonare in chiesa. naturalmente domandare è lecito, insistere un po' meno! Per il pretaccio privo di empatia sarei potuto ritornare anche subito. Comunque, a parte i primi momenti, a Natale 2024 è venuto per chiedermi di tornare, ci ha riprovato a Pasqua 2025 mentre per le feste di Natale dello stesso anno ha mandato la segretaria perché dice che mi agito e poi per fortuna l'ha piantata. Mi agito per forza! Invadente com'è, lui fa dire a mia madre ciò che vuole, tanto lei è stata sempre sottomessa da mio padre e dire ciò che pensa è un reato! Prova ne sia che a santo Stefano 2025 mi sono incavolato con lei perché indora sempre la pillola a chi le chiede se non suono più. Ma porcaccia miseria: non sei capace di dire che di suonare in chiesa non ho più voglia? E poi, se insistono tanto, non sei capace di dire che non sono obbligato a farlo? E se insistono ancora, che se la suonino loro!
Altre persone mi hanno chiesto di tornare a suonare e per la prima volta ok, domandare è lecito. Ma la persona che me l'ha chiesto e ho detto no e ciò nonostante con insistenza ci ha riprovato dopo mesi, l'ho mandata a quel paese e ben le sta.
Nel primo periodo della malattia due cose mi hanno rotto particolarmente:
1) secondo una persona io non avevo nulla, era solo che la mano si intorpidisce e le parole non vengono quando non si ha voglia di fare. La mia era solo una malattia psicosomatica. D'accordo, la persona non è un medico, ma ha avuto la madre con l'ictus e non ha capito nulla, o per meglio dire, per il povero ciechino l'ictus non c'è, è solo che non ha voglia di fare;
2) Mi lamentavo per le pastiglie da prendere e uno mi dice; tanto tu non hai nulla da fare, che problema c'è? Io mi lamentavo per le controindicazioni che le medicine hanno e non certo per il tempo che ci vuole a prenderle, ma la mentalitàè quella che il povero ciechino non ha nulla da fare e che per lui gli sta bene qualsiasi cosa, anche prendere le medicine.

Sbagli

Il primo grande sbaglio è stato d'ascoltare quei "grandi" professori che non vedevano niente al di là della musica classica e del collegio che mi hanno consigliato di fare il conservatorio. pperché farlo? Forse perché la musica mi piaceva? Ed allora?
Non ho mai avuto il pallino di fare il concertista, la musica mi piaceva ma non così tanto da dedicarci tutta la vita! Inoltre, ad insegnare in collegio, oltre ad essere un ambiente schifosissimo che non vedevo l'ora di togliermi, non c'è posto per tutti. Ed allora cosa rimane? Insegnare nelle scuole medie cosa che non mi è mai piaciuta. Amo l'insegnamento individuale, ma è proprio un caso che uno riesca ad entrare in un altro conservatorio per farlo.
La mia passione erano le radio private con le quali mettevo assieme la passione per la musica, quella per la tecnologia e la voglia di parlare alla gente. nei miei sogni d'adolescente mi vedevo direttore di una radio in mezzo a persone vedenti... Purtroppo non solo non avevo i soldi, ma non conoscevo le persone per fare una radio. In collegio era vietato parlare di radio e alle mie ex di quei tempi la cosa dava fastidio... Ma la passione fa fare cose davvero strabiglianti: ho passato l'estate del 1980 con un mixer? Beh, si fa per dire! Era una scatola da scarpe con degli interruttori della luce e dei cavetti messi alla meglio che andavano a due registratori e due microfoni...
Il secondo sbaglio è stato quello d'aver suonato nelle parrocchie! All'inizio non mi sembrava oppure non ci badavo, successivamente ho compreso che ero considerato un povero ciechino ma pensavo che con l'andar del tempo quella mentalità si sarebbe estinta. Ed invece è sempre peggio! Ed è per questo che dico che suonare in parrocchia è un lavoro da non fare soprattutto se sei cieco. Ma se proprio per questione di soldi lo vuoi svolgere, ti raccomando di non fare come me, chiedine tanti e poi tanti, che ne so, almeno 50 o meglio 70 euro a messa, così si spera che la smettano di trattarti come il povero ciechino a cui dare un passatempo, poi se te ne avanzano fai beneficenza...

Cosa mi è rimasto

Nei paragrafi precedenti ho messo solo le parrocchie in cui suonavo regolarmente, ho tralasciato quelle in cui andavo saltuariamente per non star lì a cercare negli archivi. Ed ecco cosa mi è rimasto dopo quasi 44 anni che mi sono prodigato per loro:

Questo è tutto. Poco, non è vero? E che fine hanno fatto tutte le persone che parlando per il mio bene dicevano che devo suonare, che così mi trovo degli amici, preoccupate di darmi qualcosa da fare eccetera? Non ci sono più. L'ho sempre saputo tanto che avevo un po' di paura a lasciare tutte le parrocchie e ho sempre rimandato. Ma è stato peggio di quanto pensassi perché non avrei mai creduto che tutti si comportassero in questo modo.
E la musica? ne ascolto poca e di suonare mi è andata via quasi del tutto la voglia. Tra l'altro, quando vado in chiesa non ho la minima nostalgia di suonare, è come se non l'avessi mai fatto.
E le altre cose? Faccio quel poco che serve e per tenermi un po' vivo perché per me da solo basta anche così. A cosa serve fare, fare, fare se poi sei considerato uno che non fa nulla?
C'era uno che veniva a casa mia e spesso diceva: ti sei alzato? oppure se mi vedeva alzato diceva: Ah, ti sei alzato presto questa mattina! Adesso mi alzo relativamente più presto di prima ma passo tante ore a non far nulla un po' per la salute e un po' per il caldo ma soprattutto perché non ha senso fare, fare, fare, per poi sentirsi dire che non fai nulla. E' questo il risultato che si ottiene a sparlare delle persone, a denigrarle dicendo il falso.
Nelll'estate del 2020 ho pubblicato un Fuori serie a giugno ed un altro a settembre con un sacco di articoli e ricordo un cieco che mi diceva: quanto hai lavorato, io sono ancora fermo con... Ma era uno dei pochi, per la gente non facevo nulla se non suonare in chiesa.

Conclusione

Non so se sono riuscito a far capire tutta la sofferenza che mi ha dato il suonare nelle parrocchie, ma ribadisco che è un lavoro da non fare soprattutto se sei cieco e per un motivo molto semplice ma sconcertante: siamo quasi alla fine del 2026 e possiamo tenere in mano una quantità di foto, audio e video per i quali un tempo occorrevano enormi magazzini, in più abbiamo l'intelligenza artificiale con tutti i suoi benefici ma anche con i suoi inconvenienti... ma come mentalità e senso morale siamo assai regrediti. Un tempo c'era la persona ignorante, nel senso di ignorare qualcosa e non dal punto di vista dispregiativo, ma quando ad esempio venivano a casa mia e vedevano le cose che so fare e posso svolgere ne rimanevano affascinate; sì, poi c'era la persona irreducibile ma era un'eccezione.
Adesso che è facile informarsi, la maggioranza delle persone considera il cieco un cittadino di serie B, uno incapace di decidere, insomma, un deficiente!
Vuoi la prova? Quante sono le persone che mi hanno aiutato per le mie cose, per quelle cose che per me valeva la pena spendere il mio tempo? pochissime! Poi se prendi in considerazione che tanti mi hanno dato una mano solo perché andavo a suonare o per dovere ma senza nessuna empatia...
E alla fine, ero quasi da solo quando ho cominciato a suonare e sono rimasto quasi da solo.
Lo so, qualcuno dirà che è colpa mia opure non crede a quanto ho scritto, pazienza, non si può piacere a tutti e non si può essere creduti da tutti, ma non penso che le parrocchie in cui sono andato siano le uniche a trattare i ciechi da deficienti, penso che molti ciechi ignorino la faccenda o desiderino ignorarla perché essere consapevoli di certe cose dà dolore.
l'ultima cosa: soprattutto chi non ha la fede, e io non mi vanto d'averne poi tanta, a questo punto potrebbe dire che io sia contro la chiesa o, peggio, contro Dio: sbagliato, anzi, sbagliatissimo! A costoro, senza approfondire, rispondo una cosa molto semplice: Gesù non si sarebbe comportato nel modo che ho descritto, e per saperlo basta leggere il Vangelo per capire che Lui non escludeva nessuno e non trattava nessuno come un cittadino di serie B.

torna all'indice