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Piccolo contributo all'autenticità; con il desiderio che siano sempre più le persone capaci di dire ciò che pensano. Il Centro elettronica e musica sperimentale non si assume alcuna responsabilità di danni a cose o persone derivanti dall'uso di questa pagina; "Fuori serie" non è una rivista, sono esperienze e considerazioni di chi desidera l'emancipazione delle persone. Se troverai degli errori non lamentarti più di tanto, cerca semplicemente di non farli.



Indice

Panda dome

Accessibilità con gli screen reader

Connessione tramite vpn

Risolto un bug di brltty per linux con la barra braille mb408l

Attivare rimozione sicura dell'hardware in windows 10

Aggiornamento di NVDA non riuscito

Ma la rimozione sicura dell'hardware di windows è proprio utile?

Approfondimento su java, access bridge e screen reader

Masterizzatore blu-ray Pioneer dbr-s09xlt e ubuntu 18.04

Ext2fsd 0.69 non funziona con il file system di ubuntu 18.04

Installare windows 10 in modalità uefi e disco gpt tramite chiavetta

Azzerare un disco o una chiavetta gpt

Primo modo con aomei partition assistant

Secondo modo con aomei partition assistant

Problema con le chiavette gpt ed aomei partition assistant

Cancellare un disco o una chiavetta gpt tramite diskpart di windows

Problema di avvio tornando al disco gpt e note sul bios/uefi

Usare le ultime versioni di firefox con una versione inferiore di jaws 2018

Problema con le ultime versioni di firefox e webvisum

Qualche volta burnaware non cancella i cd-rw


Panda dome

accessibilità con gli screen reader

Con l'aggiornamento dello scorso luglio, panda antivirus pro è diventato panda dome con un'interfaccia diversa rispetto alla versione precedente. Ho cominciato ad adoperare panda antivirus pro 2014 con xp in ottobre 2013 e con tale sistema per chi non vede non era il massimo dell'accessibilità ma insomma... Ci si poteva accontentare! Successivamente con windows 7, 8 e 10 da panda antivirus 2015 fino alla versione per il 2017 è diventato meno accessibile perché con lo screen reader jaws faceva il difetto di diminuire di un numero tutti i codici dei caratteri visualizzati dopo una scansione con la conseguenza che, ad esempio, la A maiuscola che ha il codice 65 diventava la chiocciola che ha il codice 64, la B maiuscola con codice 66 diventava la A maiuscola con codice 65 e così via. Io e un altro non vedente abbiamo segnalato la cosa ma non è servito a nulla. Per fortuna che con NVDA e l'assistente vocale non c'era questo difetto perché in caso contrario sarebbe stato difficile capire i risultati di una scansione.
Nota: con windows 7 e versioni successive non ho mai provato la versione di panda antivirus 2014 e quindi non so se anche quella versione fa il difetto citato.
Adesso, e certamente per puro caso, il problema scritto sopra non c'è più ma l'accessibilità lascia ancora molto a desiderare. Come in precedenza, sono ben accessibili i menu sulla barra delle applicazioni; con NVDA la finestra principale del programma e i risultati di una scansione non si leggono affatto mentre con jaws lo si può fare solo in cursore touch e con dei limiti perché per certi elementi ti dice che si tratta di un pulsante ma senza la sua descrizione. Oltre ai risultati di una scansione, l'assistente vocale di windows 10 legge un po' meglio la finestra principale del programma ma bisogna essere in modalità scansione (maiusc+spazio); ma anche in questo caso ci sono pulsanti di cui non dice il significato.
Così come accadeva per la versione precedente, anche in questa c'è la funzione Safe web che s'installa come componente aggiuntivo nel browser e che serve a verificare che un sito sia sicuro. In questa versione non l'ho ancora provata e mi è rimasta disabilitata così come l'avevo regolata in precedenza perché quando è attiva è un ulteriore ostacolo quando apri un sito e l'accessibilità con gli screen reader non è il massimo del confort.
Gli anni passano ma, oltre a panda, l'accessibilità agli antivirus per chi non vede rimane problematica come se i ciechi fossero immuni dai virus informatici! capisco che per certi programmi sia molto importante la grafica e l'estetica, vedi ad esempio un gioco, un programma per elaborare video eccetera. Ma per un antivirus queste cose contano assai poco per non dire nulla e l'importante è che faccia il suo lavoro, ossia quello di proteggere il computer efficacemente. E per fare questo basterebbe un'interfaccia magari anche un po' carina ma comunque senza tanti fronzoli in modo da essere accessibile a tutti. Oltretutto, un tempo i programmatori potevano avere la scusa che dovevano star lì ad installare uno screen reader, adesso per fare le prove basta che premano i tasti ctrl+windows+invio in windows 10.

Connessione tramite vpn

Tra le voci di menu di panda dome presenti anche sulla barra delle applicazioni troviamo Connettere a vpn, una funzione che sarebbe assai interessante se non l'avessero inserita solo a scopo pubblicitario per farti passare a panda premium ovviamente con un prezzo maggiore. Vpn significa virtual private network, praticamente una rete privata che in questo caso una volta che ti sei connesso permette di navigare in modo anonimo senza essere localizzato. La connessione vpn con panda dome offre solo 150 mega giornalieri che sono pochissimi per tutti ma che per il mio amico "Io voglio tutto" che scarica migliaia di giga sono l'aggiunta di un secondo a migliaia di anni luce! La prima volta che l'ho attivato, il vpn era su Italia ma google mi identificava come se fossi in Brasile. Ho scaricato un file che superava i 400 mega e, ovviamente, al termine il vpn non era più attivo ma il file l'ha scaricato completamente lo stesso. Avendo consumato i 150 mega giornalieri, mi aspettavo che per la stessa giornata il vpn non si sarebbe più attivato ed invece si è connesso ugualmente e come località di appartenenza e come indirizzo ip guardato con
questo sito
mi veniva dato Milano, una zona a cui abitualmente non mi connetto mai. Ho scaricato un altro file che superava i 400 mega ma si è interrotto al 38%. Stranamente durante lo scaricamento il vpn è rimasto attivo, cosa che non avrebbe dovuto fare visto che i 150 mega giornalieri li avevo già abbondantemente superati. Visto che il download non riprendeva, ho chiuso tutto e il vpn ovviamente non era più attivo ed andando a vedere l'indirizzo ip ero collegato con Vicenza (cosa che a volte mi capita o che comunque viene rilevata in quel modo con il normale collegamento ad internet). Il file scaricato era ovviamente parziale; ma come mai mi ha lasciato scaricare più di 150 mega? Panda è scarso in matematica più di me?
Un'altra cosa che ho notato ma che avendola sperimentata in un solo sito dovrei approfondire, è che con il vpn attivo jaws e internet explorer diventano meno compatibili. Il sito
www.3bmeteo.com
è maggiormente compatibile con jaws se visualizzato con google chrome. e tuttavia anche con internet explorer puoi fare parecchio! Una volta attivato il vpn, nel sito di 3bmeteo jaws con internet explorer non mi lasciava più inserire la località di cui desideravo vedere le previsioni meteo perché con la maschera automatica faceva casino.
Una volta che hai provato la connessione vpn sarai scocciato dall'apertura della finestra che t'invita a passare alla versione premium. Certo che una società basata solo sul profitto è proprio una scocciatura!

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Risolto un bug di brltty per linux con la barra braille mb408l

No, non l'ho risolto io, non sono così bravo. Semplicemente mi sono messo in contatto con uno degli sviluppatori di brltty ed ho esposto il problema. All'inizio mi sono fatto tradurre dall'italiano all'inglese la mail da inviare mentre per i contatti successivi ho adoperato il traduttore di google che mi sembra traduca bene dall'italiano all'inglese, un po' meno viceversa ma in qualche modo ci si capisce. Ho avuto una buona impressione per ciò che riguarda la voglia di collaborare anche con chi come me di linux ne sa davvero poco.
Nell'articolo "tante cose da sapere prima d'installare linux ubuntu 18.04 lts con accorgimenti per non vedenti" pubblicato in Fuori serie 103, ho segnalato che con mb408l era possibile entrare nelle impostazioni di brltty ma poi non si riusciva ad uscire e, come ha notato lo sviluppatore, il problema era nell'assegnazione dei tasti di mb408l ed in modo particolare nei file common.kti e fkeys.kti che si trovano nel percorso:
/etc/brltty/Input/md
dove ci sono i file di configurazione per mb408l mentre se ti fermi a
/etc/brltty/Input
trovi le cartelle delle altre barre braille. Se stai usando la riga di comando, ricorda che linux fa distinzione tra maiuscole e minuscole e quindi Input lo devi digitare con la I maiuscola. Nonostante le estensioni inusuali per chi usa windows, sostanzialmente all'interno di queste cartelle vi sono dei file di testo e adesso che sappiamo dove mettere le mani magari se c'è un piccolo problema con la nostra barra braille trafficandoci un pochino possiamo tentare di risolverlo. Tuttavia consiglio di segnalare la cosa a qualche sviluppatore o comunque ad buntu o ad altra distribuzione in modo che la modifica sia fruibile da tutti.
Non so in quale versione di brltty verrà corretto il bug, in ogni caso i due file che mi sono stati inviati e che ho rimpiazzato vanno bene anche per le versioni di brltty non molto aggiornate come la 5.5 in ubuntu 18 e la 5.3.1 di ubuntu 16. Dico che le versioni non sono molto aggiornate perché con gli aggiornamenti automatici e con l'apposito comando
apt-get upgrade brltty
ubuntu non scarica l'ultima versione di brltty anche se questa è disponibile nel sito ufficiale del programma; quando c'era già la 5.6 diceva che la 5.5 era quella più aggiornata e anche questa sarebbe una cosa da segnalare.
Se avvii ubuntu 16.04.5 e vai immediatamente nel terminale, il tasto f0 e anche altri tasti funzione di mb408l non funzionano. Entra nelle preferenze di orca con insert+spazio ed esci cliccando su Annulla. Adesso i tasti funzione di mb408l funzionano e puoi tranquillamente entrare nelle preferenze di brltty.
Nota: l'help di mb408l chiama il tasto visto sopra con f0 mentre nel manuale lo chiamano f10; si tratta dello stesso tasto, quello all'estrema destra del pannello frontale.

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Attivare rimozione sicura dell'hardware in windows 10

importante: non puoi svolgere le operazioni seguenti se non hai attivato windows.
Tempo fa uno mi diceva di non trovare e di non riuscire ad attivare la rimozione sicura dell'hardware in windows 10, quella che serve ad espellere in modo sicuro chiavette e dischi esterni. Capita anche a me di non trovare qualcosa, e sai qual è la mia prima reazione? Quella d'incavolarmi come una peste!
Essenzialmente il concetto per attivare/disattivare la rimozione sicura dell'hardware è lo stesso che si adoperava in windows 7 anche se in tale sistema gli elementi della barra delle applicazioni avevano tre stati di regolazione mentre qui ne hanno solo due: acceso o spento, ossia sistemi operativi sempre più grandi con minor personalizzazione.
Così come accade per altre funzioni, non c'è solo un modo per attivare la rimozione sicura dell'hardware, qui propongo quello che ho provato oggi e che mi sembra facile anche per chi non vede e adopera solo la tastiera anche se ovviamente è possibile usare il mouse.
  1)  dal desktop premi tab fino al pulsante Scrivi qui per eseguire la ricerca;
  2)  dal menu di contesto premi freccia su e dai invio su Impostazioni barra delle applicazioni;
  3)  con tab vai fino al link Seleziona le icone da visualizzare sulla barra delle applicazioni;
  4)  entrato nella pagina, con tab trovi il pulsante Mostra sempre tutte le icone nell'area di notifica. Se lo attivi, naturalmente verranno mostrate tutte le icone compresa la rimozione sicura dell'hardware ma forse non è il caso d'avere un sacco di cose nel system tray e quindi consiglio di lasciarlo disattivato in modo da attivare solo ciò che serve veramente. Da notare che attivando tale pulsante non avrai più l'elenco delle icone che si possono attivare/disattivare. Lasciando quindi disattivato questo pulsante, con tab vai fino ad Esplora risorse e premi spazio per attivarlo e alt+f4 per uscire dalle impostazioni perché, in questo e altri casi, in windows 10 non c'è l'Ok e nemmeno il pulsante Annulla (sistemi operativi sempre più grandi con meno funzioni).
Nota 1: per motivi che non ho ancora capito e che forse sono conducibili al fatto che collego dischi esterni con due partizioni, a volte trovo due volte l'elemento Esplora risorse anche se è solo uno che, una volta attivato, fa funzionare la rimozione sicura dell'hardware mentre l'altro non so a cosa serve perché non mette un'ulteriore voce nel systemtray. Se sei in queste condizioni attiva entrambe gli Esplora risorse e sei a posto. Se invece vuoi essere pignolo, attivane uno alla volta e vai a controllare quale dei due fa l'effetto desiderato.
Nota 2: per chi l'adopera, la regolazione della barra delle applicazioni è uno di quei casi in cui la barra braille si comporta come se fosse settata in Emulazione sintesi anche quando è regolata in Modalità in linea.


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Aggiornamento di NVDA non riuscito

NVDA è uno degli screen reader per non vedenti, ossia un programma che trasforma ciò che appare sullo schermo in voce sintetica ed in braille con la possibilità d'interagire, di leggere porzioni di schermo, le caratteristiche di un carattere eccetera. Lo so, per chi non vede questa è una cosa ovvia ma non è così per certi addetti alle poste che quando gli parli di screen reader per non vedenti pensano ai comandi vocali. Certo, a meno che un non vedente non sia anche muto, e speriamo di no perché sarebbe proprio una disavventura, anche un non vedente può usare Cortana, dettare un messaggio all'iphone eccetera ma quelle sono altre cose.
Non so se la causa dipenda da una versione di NVDA troppo vecchia o per altri motivi ma fatto sta che in un disco con windows 7 avevo la vecchissima versione di NVDA 2014.1 e l'aggiornamento alla versione 2018.2.1 è andato a vuoto.
Mi dava la possibilità di riprovare ma riprovando più volte dava sempre lo stesso risultato: non riusciva a sostituire un file ma non ne visualizzava il nome; inoltre diceva che potrebbe esserci un'altra copia di NVDA in uso magari da un altro utente ma erano balle. Sì, nel computer avevo una NVDA portable ma oltre a non essere in uso era anche memorizzata in una partizione diversa rispetto a quella di sistema e non penso che l'installer di NVDA vada a guardare tutto il disco e non credo nemmeno che una eventuale versione portable non in uso gli dia fastidio. Oltre a quanto sopra, diceva di visualizzare il file di log, cosa che per NVDA non avevo mai fatto.
Una volta rinnunciato all'aggiornamento, per visualizzare il file di log basta entrare nel menu di NVDA con insert+n, andare su Strumenti e da questi selezionare Visualizza log. Puoi anche salvare una copia del log magari per inviarlo a qualcuno per uno scambio d'informazioni oppure per aprirlo con il Blocco note. Premi alt e con la freccia scegli salva come; per default viene proposto il nome ndvda.log ma ce ne puoi mettere anche un altro.
Nel log ho scoperto che il file che non si sovrascriveva era nvda_slave.exe ma il motivo non l'ho capito.
Fai attenzione che quando succede questo tipo d'errore una volta scaricato NVDA non potrai più ricaricarla e nemmeno disinstallarla in modo adeguato perché nel menu start e nei programmi nel Pannello di controllo è stata tolta la possibilità di disinstallare il programma.
A questo punto è meglio se hai un'immagine della partizione di windows abbastanza recente e ci metti quella in modo da ritornare ad una versione del sistema configurata come prima che si verificasse l'errore. Quindi, con jaws o anche l'assistente vocale se sei in windows 10 disinstalla nvda. E se vuoi fare un lavoro pulito al 100%, togli i rimasugli di NVDA rappresentati dalla cartella nvda che trovi all'indirizzo:
\Users\Nomeutente\AppData\Roaming
poi togli anche la cartella Comtypes_cache che si trova in:
\windows\temp
e anche le chiavi e i riferimenti nel registro. Riavvia ed installa la nuova versione e vedrai che la cosa andrà senz'altro a buon fine.

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Ma la rimozione sicura dell'hardware di windows è proprio utile?

Questo articolo non dissipa tutti i dubbi ma cerca di fare un po' di chiarezza.
Quando più di dieci anni fa uno è venuto a riprendersi la fotocamera che mi aveva prestato, l'ho scollegata dal computer senza fare la Rimozione sicura dell'hardware così com'ero abituato a fare con i miei dispositivi; la sua reazione è stata: "lo sai, facendo così un mio amico ha bruciato due pennette...". Ho sorvolato e non ho risposto quasi nulla, ora non ricordo nemmeno che cavolo gli ho detto. Ricordo invece d'aver pensato che diceva una puttanata, una delle tante leggende metropolitane che servono a mettere in mostra chi fa finta di sapere molto e in realtà non sa nulla per esperienza diretta. D'altra parte la fotocamera era sua...
Per tantissimi anni la rimozione sicura dell'hardware non l'ho mai adoperata e se davvero a non farla si bruciassero i dispositivi avrei speso un patrimonio per ricomprarli. In fin dei conti non fai altro che togliere l'alimentazione ad una periferica. D'accordo, la togli di brutto e ci sarà una frazione di secondo in cui il contatto c'è e non c'è ma succederebbe la stessa cosa anche svolgendola con un interruttore. Ti è mai capitato un interruttore un po' scadente che quando lo premi un po' malamente senti un attimo che "frigge"? E' il contatto che c'è e non c'è.
Inoltre, per come è fatta una porta usb, nel momento dell'estrazione della spina non puoi invertire i contatti mettendo il positivo là dove andrebbe il negativo e viceversa. E quindi perché un dispositivo si dovrebbe bruciare?
Quelle pennette non si sono bruciate, erano semplicemente scadenti o difettose e si sono rovinate. Potrebbe essersi anche rovinata solo la traccia zero che contiene l'indice dei file con l'impossibilità di leggerli da parte di windows e in tal caso magari bastava rifare la partizione e la formattazione. La Rimozione sicura non è stata fatta per non bruciare i dispositivi ma per non perdere i dati. E se non bastasse quanto ho fin qui detto, lo prova il fatto che quando faccio la rimozione sicura di un disco esterno il mio computer non toglie l'alimentazione e sento ancora l'hard disk girare e vibrare leggermente anche quando visualizza il messaggio che posso togliere la periferica.
A proposito di dati, ho cominciato a fare la Rimozione sicura quando dopo averli memorizzati in dischi usb ho trovato dei file mp3 incompleti. E tuttavia dopo qualche anno girando in rete ho notato che c'era chi consigliava vivamente la Rimozione sicura ma anche chi la riteneva inutile. A parte i file mp3 incompleti, cosa ovviamente da non sottovalutare, a rigor di logica quest'ultima tesi non è campata in aria e te ne puoi rendere conto tu stesso facendo quanto segue.
  1)  collega un disco esterno, vai in Gestione dispositivi per windows 7 e 10, Gestione periferiche per xp;
  2)  come dispositivo da visualizzare scegli le unità disco e vai nelle proprietà di quello esterno ed in particolare nella scheda Criteri;
  3)  credo che tu abbia già capito. Come vedi, per default la cache in scrittura è disabilitata e, così afferma windows, quando la cache è in questo stato la rimozione sicura non serve. Serve invece quando l'abiliti con l'apposito pulsante. Per chi non vede bisogna leggere bene la finestra in cursore jaws o altro screen reader. In windows 7 e 10 le voci per abilitare la cache o meno hanno lo stesso nome mentre cambia un pochino in xp ma il concetto è sempre lo stesso. In xp e windows 7 puoi raggiungere la scheda Criteri anche da Risorse del computer di xp e Computer di windows 7. Non sono invece riuscito a fare la stessa cosa con Questo computer di windows 10 e ciò mi fa dire ancora una volta: sistemi operativi più grandi con meno funzionalità.
Tenendo presente che ho sempre lasciato le opzioni di default e quindi con la cache in scrittura disabilitata, a rigor di logica non avrei mai aver dovuto usare la rimozione sicura. Ma allora perché mi s'incasinavano i file quando non la facevo? Non è che windows si comporta come pinocchio? Attendo anche il tuo parere ma soprattutto la tua esperienza personale.
P.s.: avevo già chiuso questo articolo ma oggi mi è capitato questo:
ho cancellato e copiato dei file in un disco esterno, poca roba, circa 500 mega. Poi, dopo qualche attimo ma comunque dopo che windows ha detto d'aver copiato il tutto, sono andato a fare la rimozione sicura che non è avvenuta perché il disco è in uso ed è andata a buon fine con il secondo tentativo. Ma con windows mi sembra di ragionare con un pazzo! Il disco era davvero in uso? E se sì, come mai non potevo rimuoverlo nonostante che la cache in scrittura fosse disabilitata?

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Approfondimento su java, access bridge e screen reader

In queste brevi note do per scontato che tu abbia letto o abbia appreso per tuo conto quanto scritto nell'articolo Appunti su java per applicazioni windows pubblicato nel numero 102 di Fuori serie.
Le informazioni seguenti riguardano java 8 e relativi update ma non la versione 10 che per me è ancora nebulosa ma anch'essa inserita nel precedente articolo.
Inizialmente le informazioni riportate potranno apparire solo come una semplice curiosità tecnica mentre in realtà ci servono per comprendere quanto spiegato più avanti.
Ho già parlato della libreria WindowsAccessBridge.dll e dei problemi che ci sono quando questa viene rimossa a causa dell'aggiornamento di java. Tuttavia mi sono accorto che quanto riportato in passato è valido solo per sistemi a 32 bit in cui, ovviamente, è installato java a 32 bit. Infatti la libreria WindowsAccessBridge.dll viene installata solo quando s'installa java in sistemi a 32 bit e, oltre ad essere posta nella sottocartella system32 di windows come scrivevo in passato, viene inserita anche nella sottocartella bin della versione di java in uso.
Installando una versione di java a 32 bit in sistemi a 64, la libreria WindowsAccessBridge.dll non viene inserita e al suo posto viene installata la libreria WindowsAccessBridge-32.dll ma solo nella sottocartella bin della versione di java in uso e ciò basta a far leggere il pannello di controllo java ad NVDA che essendo uno screen reader a 32 bit ovviamente usa java a 32 bit anche se stai usando un sistema a 64. Naturalmente se in un sistema a 64 bit in cui usi jaws a 64 bit è installato solo java a 32, non potrai leggere il pannello di controllo java perché jaws a 64 bit usa java a 64 bit che in questo caso non c'è.
Così come accadeva con i sistemi a 32 bit, il riavvio fatto dopo l'aggiornamento di java a 32 bit nei sistemi a 64 va a rimuovere la libreria che serve agli screen reader e quindi nella cartella bin non avrai più il file WindowsAccessBridge-32.dll nella sottocartella bin che conterrà 129 file invece di 130. Ma questa volta le cose sono più serie perché anche se l'hai preventivamente salvato e lo rimpiazzi le cose non vanno a posto e non vanno a posto nemmeno se lo inserisci in system32 e nemmeno se provi a mettere il semplice file WindowsAccessBridge.dll sia in system32 che in bin e non ti rimane altro che disinstallare java a 32 e reinstallarlo con un file offline che trovi anche nella sezione programmi del
mio sito
L'installazione di java a 64 bit inserisce la libreria WindowsAccessBridge-64.dll nella sottocartella bin di java e in system32. Nel fare l'aggiornamento, mi è stato mantenuto WindowsAccessBridge-64 nella sottocartella bin ma non in system32 ma in questo caso basta copiarvelo per leggere correttamente il pannello di controllo java tramite jaws.
Per ovviare a tutti questi problemi volevo confermare il consiglio dato in passato e cioè quello di non fare gli aggiornamenti e di disinstallare la vecchia versione di java ed installare quella nuova da un file offline quando si ha la necessità di aggiornare il programma. E tuttavia ad un mio amico è accaduto che dopo aver installato la versione a 32 bit in un sistema a 64, quando ha installato anche java 64 bit la libreria WindowsAccessBridge-32.dll di java a 32 bit è stata rimossa. Insomma, con queste java i programmatori hanno fatto un gran casino e si comportano in maniera diversa a seconda dei computer.
Per default nelle ultime versioni di java Access bridge è già attivato ma ho anche notato che quando in un sistema a 64 bit hai installato java a 32 e 64, la funzione che disattiva/attiva Access bridge interessa entrambe le versioni anche se viene svolta in una sola versione.
Quando java a 32 bit non è installato oppure ci sono problemi con la libreria di Access bridge, nel log di NVDA troviamo un avvertimento. E' posto quasi al termine del log o del file di log che hai salvato ed esattamente sotto la riga che riguarda la barra braille che esiste anche se questa non è installata. Trovi una riga che inizia con warning e sotto di essa la stringa in inglese che ti avverte che Access bridge non c'è. Tuttavia se disattivi Access bridge non avrai alcun avvertimento.

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Masterizzatore blu-ray Pioneer dbr-s09xlt ed ubuntu 18.04

E' un classico masterizzatore blu-ray interno in cui finora ho inserito solo cd e dvd e sembra lavorare bene con windows 7 e burnaware ed avvia anche freedos e addirittura il vecchio dos di Microsoft e anche linux ubuntu 16.04.4. Invece ci sono problemi con linux ubuntu 18.04 e 18.04.1 e, per quanto dirò poi, la cosa mi ha lasciato perplesso. Avviando il dvd di ubuntu 18.04 o 18.04.1 senza alcun comando, al termine del caricamento ottengo la schermata sbagliata con l'impossibilità d'installare il sistema esattamente come quella spiegata nel numero precedente di Fuori serie nell'articolo Tante cose da sapere prima d'installare ubuntu 18.04 lts con accorgimenti per non vedenti nel paragrafo Computer un po' datati e quindi senza uefi. Solo che in questo caso il difetto lo fa sempre anche senza passare da Prova ubuntu mentre l'aspetto positivo è che il dvd si carica velocemente anche quando un vecchio computer è settato in modalità ide e non in modalità ahci. Ma la cosa più sorprendente è che il difetto d'andare alla schermata sbagliata si presenta anche con un computer più nuovo e lo fa sia caricandolo in modalità csm, compatibility support mode che è la modalità standard, e sia caricandolo con uefi. Avendo un unico masterizzatore blu-ray, non so se il difetto si verifica con tutti i masterizzatori blu-ray oppure se c'è un'incompatibilità tra il firmware del masterizzatore e la versione di linux e se c'entra anche il fatto che le schede con cui ho provato il masterizzatore sono della Gigabyte anche se di diverso modello. Ma se avessi solo quel masterizzatore, come farei ad installare le versioni di ubuntu citate sopra tramite dvd? Se fai qualche esperienza in merito, metti un commento nel blog, grazie.

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ext2fsd 0.69 non funziona con il file system di ubuntu 18.04

Il titolo dice già quasi tutto: contrariamente a quanto accade con ubuntu 16.04.4, il programma ext2fsd per windows visto in Fuori serie 103 non riesce a montare correttamente, e quindi a leggere e scrivere, un disco linux con ubuntu 18.4 e ciò indipendentemente dal fatto che il sistema sia stato installato tramite l'avvio con uefi oppure con l'avvio standard (compatibility support mode).
La prima sorpresa la trovi quando vai a visualizzare i volumi nella finestra principale del programma dove noti che il file system ex4 viene erroneamente rilevato come ext3. Montando ugualmente il disco, gli verrà regolarmente assegnata una lettera di unità ma le proprietà di windows te lo daranno senza file system come se fosse da formattare. Ed infatti aprendolo ti verrà chiesto se lo vuoi formattare, cosa che ovviamente non è il caso di fare.
Forse ero con windows 10 ed una volta che avevo collegato il disco da visualizzare ad un adattatore usb non sono riuscito nemmeno ad assegnargli la lettera di unità perché la partizione veniva vista come raw e non c'era la possibilità di cliccare su Mount. Oggi invece con windows 7 e con l'adattatore usb ho sempre potuto cliccare su Mount ma mai leggere e scrivere sul disco.
Se il disco da montare è collegato al controller interno del pc, capita che questo sia considerato invalido. Insomma, la versione 0.69 di questo programma non va proprio d'accordo con ubuntu 18.04 e nel momento in cui scrivo è la più recente. Speriamo in una nuova versione! 
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Installare windows 10 in modalità uefi e disco gpt tramite chiavetta

Per installare windows 10 nella modalità in oggetto non è necessario che Secure boot del bios sia attivo; lasciandolo disattivato, semplicemente il bios/uefi non farà il controllo della licenza per verificare che non sia stata alterata. Non è nemmeno necessario che fast boot del bios sia attivo; se disattivato, semplicemente il computer ci metterà un secondo in più o giù di lì per partire ma avrai il vantaggio del beep nell'altoparlantino del pc che risulta utile a chi non vede.
In articoli precedenti abbiamo visto che ci sono schede madri con bios/uefi che permettono l'avvio dei supporti in due modi: la modalità csm di un tempo e la modalità uefi. Ed è proprio al tipo di schede scritto sopra che questo articolo si rivolge in modo particolare.
Indipendentemente dalla capacità, quando installiamo windows 10 in un disco bianco tramite un supporto configurato ed avviato nella modalità csm, l'hard disk viene configurato in base mbr; al contrario, se configuriamo il supporto d'installazione in base gpt e quindi lo avviamo in modalità uefi perché, almeno che io sappia, si avvia solo in quel modo, il disco in cui installiamo windows viene configurato in base gpt.
Infatti volevo installare windows 10 in un disco bianco con l'intento che l'hard disk fosse gpt ma il dvd che avevo masterizzato tempo fa dopo aver scaricato l'immagine iso tramite MediaCreationTool partiva solo in modalità csm ma non con uefi e ne sono sicuro perché ho fatto controllare anche da una persona vedente. Così mi sono messo a trafficare con la chiavetta usb che, mettendo in pratica quanto scritto sopra, deve essere gpt ed avviabile. Tuttaviafacendo una chiavetta avviabile tramite l'immagine iso di windows e il programma rufus, questa risulta mbr e quindi si avvia nella modalità csm e quindi facendo installare il sistema con l'mbr. Inoltre, scaricando il materiale con MediaCreationTool e facendogli creare direttamente la chiavetta avviabile, questa risulta sempre in mbr anche quando l'operazione viene svolta da un computer con disco gpt. Tra l'altro, in quest'ultimo caso MediaCreationTool salta la voce
Usa le opzioni consigliate per questo pc
e quindi pare proprio che Microsoft ce la metta tutta per complicarci la vita.
Una soluzione, e a quanto pare non è l'unica, è quella di creare una chiavetta gpt avviabile con il programma rufus e poi di copiarci dentro i file per l'installazione di windows come segue:
    1)  se non ce l'hai, il programma rufus lo trovi anche nel mio sito. Prendi una chiavetta che puoi cancellare, ne basta una da 4 giga. Quando usiamo MediaCreationTool la capacità minima richiesta per una chiavetta è di 8 giga evidentemente perché prevedono che qualcuno scarichi entrambe le architetture di windows, ossia 32 e 64 bit, mentre nel nostro caso basta quella a 64 perché, come leggevo in giro, con i 32 non è possibile usare il gpt ma non ho verificato questa faccenda;
   2)  inserisci la chiavetta ed avvia rufus e poi premi spazio sul pulsante Visualiza opzioni avanzate unità in modo che vengano mostrate tutte le possibilità di boot; quindi vai sulla casella combinata
Selezione boot
e scegli uefi:ntfs. Per default lo schema della partizione è su gpt e sistema destinazione è su uefi (non csm) e vanno lasciati così. Su Etyichetta volume puoi dare un nome, ad esempio win10gpt, ma non è obbligatorio e ad inserirlo ti aiuta solo a distinguere la chiavetta e la partizione di essa. Quindi clicca sul pulsante Avvia, conferma la cancellazione dei dati, attendi il termine dell'operazione e poi chiudi il programma;
    3)  la chiavetta che abbiamo creato ha due partizioni: una in ntfs in cui metteremo tutti i dati del sistema e una in fat32 con i dati per l'avvio con uefi. Attenzione che se stai facendo il lavoro con windows 7 32 bit quest'ultima partizione non viene vista quando sei sull'elenco delle unità, non ho provato con windows 7 64 bit. Entra nel volume in ntfs che abbiamo chiamato win10gpt e cancella i due file che vi trovi che non servono al nostro scopo in modo da fare un lavoro pulito;
   4)  sempre in win10gpt scompatta tutta l'immagine iso di windows 10 che hai scaricato oppure, se l'hai masterizzato, fai il copia ed incolla di tutto il dvd, l'importante è che tutti i file di windows 10 siano nella chiavetta e nella partizione in ntfs;
   5)  per avviare la chiavetta devi far riferimento all'avvio con uefi della tua scheda madre o del portatile. A titolo di esempio, per default nella mia scheda Gigabyte ga-z270-hd3p una chiavetta fatta in questo modo non si avvia automaticamente nemmeno se scollego tutti gli altri dischi e, non potendo accedere facilmente al bios, non so se si possa regolare diversamente. Per avviarla devo usare il menu di boot per la sessione di lavoro corrente che nel mio caso vi si accede con f12 e la riga in cui dare invio a volte è la 4 mentre in altri casi è la 5 o la 6... Insomma è variabile ma finora mai la prima nemmeno quando non vi sono altri dischi collegati. sempre nel mio caso, quando la chiavetta comincia ad avviarsi si sente la ventola del processore che aumenta di velocità, poi aumenta ancor di più ed infine torna alla velocità di partenza e nel farlo si sente un piccolo toc provenire dalle casse del pc ad indicare che l'audio è stato acceso. A questo punto windows è caricato, o quasi caricato, e quindi, se ti serve, dopo qualche attimo puoi attivare la sintesi vocale per l'installazione che avviene come per la modalità mbr/csm. Da notare inoltre che rispetto ad un dvd l'avvio da chiavetta è assai più veloce anche se ne adoperi una per usb 2.0 e questo, soprattutto per chi non vede, ti può far regolare con i tempi se qualcosa va storto durante l'avvio.
Nota: se per avviare la chiavetta devi usare il menu boot per la sessione di lavoro corrente, segnalo che oltre ad entrarvi con uno dei tasti funzione, in un portatile asus vi si accede con esc. Capita che il tasto per entrare in tale menu non sia segnalato nel manuale della scheda e quindi anche per questo è meglio se fast boot del bios è disattivato in modo da poter leggere i tasti di menu all'avvio del pc.
Lasciando tutto per default, l'installazione di windows 10 con la modalità uefi mi ha creato quattro partizioni:
Siccome quattro partizioni per un sistema operativo sono proprio un'esagerazione, ho provato a fare l'installazione usando diskpart dal prompt dei comandi creando la partizione efi e quella di sistema manualmente ma sono riuscito a togliere di mezzo solo la partizione di ripristino mentre quella riservata microsoft l'ha fatta ugualmente. Comunque, una volta avviata la chiavetta e, se ti serve, attivata la sintesi vocale, per creare manualmente le partizioni in un disco gpt i comandi sono i seguenti:
   1)  come al solito, digita shift+f10 per andare al prompt dei comandi e poi scrivi
diskpart>
per avviare il programma omonimo;
   2)  immetti le righe seguenti, la spiegazione la trovi sotto:
list disk
select disk 0
convert gpt
create partition efi size=100
create partition primary
exit
exit

Avendo avviato il computer tramite chiavetta, come minimo abbiamo due dischi e non avendo provato in tanti computer non sono sicuro che l'hard disk sia sempre lo zero. Con la prima riga vedi la lista dei dischi e se ti accorgi che quello per l'installazione è diverso da zero, cambia il numero sulla seconda riga. La terza riga "disegna" il disco nella modalità gpt mentre con la quarta creiamo la partizione efi per l'avvio con uefi e il parametro size ne determina la dimensione in mega a cui ho dato il valore di 100 e faccio notare che con il partizionamento automatico l'edizione pro me l'ha dimensionata a 99 mb mentre l'edizione education l'ha portata a 100 ma non so se questa variazione dipenda proprio dall'edizione diversa o da qualcos'altro. Con la quinta riga facciamo la partizione primaria in cui sarà collocato tutto il sistema e la mancanza del parametro per la sua dimensione fa sì che diskpart prenda tutto lo spazio rimanente del disco. Come al solito, con le ultime due righe torniamo al prompt dei comandi e alla finestra principale dell'installazione.
Se ti trovi ad operare in un computer un po' datato di cui non conosci la configurazione e la chiavetta che abbiamo creato non parte e lo imballa completamente, un motivo è che il computer in uso non possiede uefi ma solo il bios.
Per chi l'adopera, segnalo che una chiavetta preparata come sopra non viene vista correttamente da Aomei partition assistant e quindi, se necessario, dovrà essere cancellata tramite diskpart di windows o con un altro programma che la supporti correttamente.

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Azzerare correttamente un disco o una chiavetta gpt

Immagina d'avere la necessità di utilizzare un hard disk che al momento è in base gpt ma che a te serve in base mbr magari perché lo devi adoperare in un computer senza uefi o perché hai problemi con il gpt come vedremo in un prossimo articolo. Dato che finora nemmeno freedos supporta l'avvio in gpt e visto il nome che porta, è abbastanza ovvio che un hard disk gpt non possa essere cancellato con il programma mbr di Terabyte. Non lo possiamo nemmeno azzerare con gdisk per dos, e probabilmente nemmeno con gdisk lanciato dal prompt dei comandi, perché questo programma si limita a togliere tutte le partizioni senza azzerare completamente il disco. Quindi usando gdisk a 16 bit il disco viene apparentemente cancellato perché privo delle partizioni ma non è completamente azzerato e ciò comporta dei problemi come scritto nel paragrafo successivo. Anche usando programmi windows le cose non sono così scontate come puoi leggere qui sotto. Ecco tre modi per azzerare correttamente un disco gpt ed il terzo mi sembra quello più semplice anche se richiede un po' d'attenzione perché, non chiedendo conferma, dovrai essere sicuro che il disco da cancellare sia proprio quello desiderato.

primo modo con aomei partition assistant

Analogamente a quanto scritto per gdisk e contrariamente a quanto avveniva con i dischi mbr, anche la cancellazione di tutte le partizioni di un disco gpt con aomei partition assistant si limita a togliere le partizioni senza azzerare completamente il disco e ciò comporta dei problemi. Infatti se in un disco così cancellato vai a ripristinare l'immagine di windows acquisita con image for dos facendo in modo che la partizione ripristinata sia attiva, ossia che sia avviabile, apparentemente il restore avviene senza problemi ma windows non parte correttamente. Avviando il pc senza alcun comando windos 10 non mi attiva l'audio e quindi non so cosa scrive, so però che si avvia solo in parte a causa del tempo impiegato. Stranamente le cose cambiano se avvio il disco con il menu di boot per la sessione di lavoro corrente: windows si avvia andando nella finestra di riavvio dalla quale è possibile accedere alle opzioni avanzate ma non ci fai niente salvo il fatto che forse puoi reinstallare il sistema ma non ci ho provato. Inoltre, se ad un disco sono state cancellate solo le partizioni senza azzerarlo completamente, l'installazione csm di windows 10 si avvia ma alla fine non dovrebbe procedere con la scrittura su disco. Sto usando il condizionale perché la cosa a me capitata ma dopo vari esperimenti e quindi per esserne sicuro al 100% dovrei cancellare male un disco come scritto sopra e provare subito l'installazione di windows (cosa che al momento mi scoccia fare).
Per azzerare completamente il disco gpt con aomei partition assistant puoi percorrere questa strada anche se un po' lunga e contorta che inserisco soprattutto a scopo didattico:
   1)  seleziona il disco e dal menu omonimo scegli Convertire mbr/gpt e faccio notare che le due parole della voce di menu sono in quest'ordine anche quando il disco è in gpt ma che una volta entrato ovviamente ti proporrà di convertire da gpt a mbr. Poi dai le varie conferme come al solito, l'operazione richiede qualche secondo;
   2)  le partizioni del disco sono state mantenute e convertite in questo modo:
Come vedi il disco non è utilizzabile per far partire il sistema a meno di non ripararlo in qualche modo ma non ci ho provato;
   3)  come al solito, dal menu Disco cancella tutte le partizioni ed abbiamo finito.

Secondo modo con aomei partition assistant

La seconda strada per cancellare un hard disk gpt è quella d'usare la pulitura disco che si sceglie dal menu Disco di aomei partition assistant e questa volta l'azzeramento avviene con un unico passaggio. Tuttavia nel disco in cui ho fatto le prove la strada risulta un po' lunga perché dal 15 al 18 per cento circa l'operazione risulta assai lenta ma potrebbe dipendere da un difetto dell'hard disk in uso o, forse dal fatto che aomei partition assistant ricorda quant'erano lunghi gli anni della prima guerra mondiale! Scherzi a parte, vorrà dire che quando avrò la necessità di adoperare la pulitura disco su un altro hard disk farò caso se avviene in tempi brevi per tutto il disco o se c'è una zona in cui si muove come una tartaruga.

provlema con le chiavette gpt ed aomei partition assistant

Come accennavo nell'articolo precedente, aomei partition assistant non funziona correttamente con le chiavette gpt come quella che abbiamo creato per l'installazione di windows. Quando ne colleghi una, nota che qualcosa è stato collegato e fa la stessa cosa se la rimuovi; tuttavia non dà la possibilità di selezionarla con l'ovvia conseguenza di non poterla cancellare.

cancellare un disco o una chiavetta gpt tramite diskpart di windows

Con diskpart di windows la cancellazione di un disco o di una chiavetta gpt è semplice e rapidissima ma bisogna starci attenti perché non chiede conferma.
Una buona parte della rete internet è composta da persone che si limitano a fare il copia ed incolla a scapito della creatività e della sperimentazione e uno degli esempi che te lo dimostra è che se fai un giro per vari siti in cui si parla di diskpart, tutti quanti dicono di avviarlo dal prompt dei comandi e, in certi casi, d'aprire quest'ultimo come amministratore. Va bene anche così ma si fa un passaggio inutile. Personalmente ho sempre aperto ed usato diskpart da Esegui, se uac è attivo chiede conferma ma personalmente preferisco lasciare sempre a zero questo controllo.
Per chi usa jaws e in windows 10 desidera avere un riscontro vocale diretto durante l'uso di diskpart deve andare al prompt dei comandi, aprire il menu Sistema con alt+spazio, con le frecce scegliere Proprietà e in queste attivare la voce Usa console legacy.
Per la cancellazione del disco gpt procedi così:
   1)  da Esegui scrivi:
diskpart
e poi digita:
list disk
in modo da sapere con certezza qual è il disco da cancellare e ti faccio notare che l'ultima colonna della riga in cui sono scritte le caratteristiche del disco gpt è costituita da un asterisco, Così se nel computer hai dischi mbr e dischi gpt potrai riconoscere facilmente gli uni e gli altri. attenzione a non confondere l'asterisco di fine riga che indica il gpt con quello di inizio riga che invece t'informa che il disco è stato selezionato con il comando select. Quindi quando selezioniamo un disco gpt avremo un asterisco ad inizio e fine riga;
   2)  come hai visto, la numerazione di diskpart parte da zero e supponendo di voler cancellare il disco 1 scrivi:
select disk 1
   3)  adesso hai l'asterisco ad inizio e fine riga, quindi scrivi:
clean
la cancellazione avviene in pochissimo tempo. Digita exit per uscire da diskpart ed abbiamo terminato.

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Problema di avvio tornando al disco gpt e note sul bios/uefi

Per chi può accedere facilmente al bios/uefi il problema esposto di seguito potrebbe risultare banale o inesistente perché magari basta una regolazione per risolverlo o comunque qualche occhiata alle impostazioni per poterlo comprendere. come dicevo in passato, la scheda madre Gigabyte ga-z270-hd3p non mi permette di stampare le schermate del bios/uefi in braille come invece facevo con la ga-p55a-ud3 e questo non mi permette di sperimentarla come voglio. Infatti c'è una bella differenza tra il poter leggere/regolare determinate impostazioni per tutte le prove che ti servono rispetto a quando te le puoi far guardare una o due volte al massimo perché non si può mica avere una persona tutti i giorni e nemmeno chiamarla sempre per la stessa cosa. E quando la trovi sei già fortunato!
Praticamente ecco come si comporta la mia scheda ed il problema che non riesco a risolvere.
In modalità csm, ossia quella di un tempo, la scheda si comporta come al solito: ad esempio, se scollego tutti i dischi e collego solo una chiavetta avviabile in modalità csm/mbr, ovviamente il sistema partirà automaticamente da quella perché non ha altre periferiche da cui partire. Al contrario, una chiavetta gpt, e quindi avviabile con uefi, devo per forza farla partire dal menu di boott per la sessione di lavoro corrente perché in automatico non parte. Ma fin qui poco male, basta saperlo ed agire di conseguenza.
Una volta installato windows 10 in modalità uefi, il disco gpt che ha creato si avvia automaticamente solo fino a quando non faccio partire la macchina con un altro disco in mbr. Una volta tornato al disco gpt devo per forza farlo partire dal menu boot per la sessione di lavoro corrente e lo fa tramite la terza riga della schermata (non so cosa vi sia nelle prime due righe, potrebbero anche essere vuote visto che quando ho fatto guardare tale menu per altri motivi a volte saltava la prima riga e si tratta di un menu con disposizione che varia nel tempo naturalmente tanto per rendere la vita più facile a chi non vede). Il disco in mbr mi parte sempre in automatico anche dopo la prova col gpt. Ma c'è modo di tornare a far partire il disco gpt automaticamente? Ho provato a scollegare tutti i dischi e a far partire solo quello ma, così come accade per la chiavetta vista sopra, non lo fa. Se qualcuno ne sa qualcosa, magari può mettere un commento nel blog in modo da informare più persone. Quella scritta sopra è una bella scocciatura perché costringe ad usare il menu di boot con f12 ad ogni riavvio del pc. Dimenticavo di dire che la versione del bios della scheda è f8 perché, temerario come sempre, pur essendo non vedente l'ho aggiornato due volte: in origine c'era la f3, poi l'ho aggiornato ad f7 non ricordo bene per quale motivo ma tale versione non mi faceva mai partire il masterizzatore per primo nemmeno azzerando tutto togliendo la batteria e così sono passato alla f8.
Praticamente con windows 10 ho lo stesso problema segnalato per linux ubuntu 18.04 ed è anche abbastanza ovvio sia così visto che quando passo dal disco gpt a quello mbr nel disco gpt non viene scritto nulla; evidentemente qualcosa cambia nelle impostazioni della scheda e quando torno al disco gpt che sia linux o che sia windows...
Se fai un giro in rete vedrai che di uefi e dei dischi gpt ne parlano benissimo: avvio più veloce, windows più veloce perché nella modalità uefi accede di meno ai driver, addirittura la possibilità d'ascoltare la musica con uefi prima che il sistema operativo sia caricato. Beh, non pretendo proprio la musica però... Certamente l'ideale sarebbe quello d'avere una sintesi vocale che legge le impostazioni del bios/uefi, ma sinceramente mi accontenterei di qualche beep associato alle funzioni più importanti, come ad esempio la priorità di boot che potrebbero essere emessi semplicemente dall'altoparlantino del pc in combinazione diversa a seconda della funzione svolta, ossia agendo sulla frequenza, la durata ed il numero dei beep. E visto che uefi non ha le limitazioni di memoria del vecchio bios la cosa sarebbe facilissima. cavoli, già nel 2003 la scheda asus p4pe all'avvio del pc, ma conunque prima che il sistema operativo si caricasse, poteva emettere dei messaggi campionati addirittura tramite la scheda audio... Peccato che nel 2005 un fulmine me l'ha distrutta perché in caso contrario potrei farla sentire.

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Usare le ultime versioni di firefox con una versione inferiore di jaws 2018

Chi usa lo screen reader jaws avrà notato che se non si adopera una delle versioni 2018, avviando una delle ultime versioni di firefox si ottiene il seguente messaggio:
la visualizzazione del contenuto delle schede è disattivata a causa d'incompatibilità tra firefox e il software di accessibilità. Aggiornare l'utilità per la lettura dello schermo oppure installare la versione di firefox extended support (esr).
Naturalmente il software di accessibilità e l'utilità per la lettura dello schermo, in questo caso jaws, e, a meno di non adoperarlo come demo, per comprarlo devi spendere grosso modo quanto tre computer più le spese per gli aggiornamenti futuri. Infatti è così che si agevolano i non vedenti e faccio notare che anche quando l'asl locale "regala" al cieco il software desiderato, ovviamente lo fa con i soldi di tutti noi e quindi sarebbe bene che i prezzi fossero più bassi anche per chi usufruisce del "regalo".
Nota per chi legge solo con la sintesi: per ovvi motivi, le parole "regala" e "regalo" sono tra virgolette.
Del tutto gratuita è invece l'installazione di firefox extended support (esr) proposta nel messaggio scritto sopra e che trovi anche nel mio sito. Contrariamente alla versione standard, il file che andrai a scaricare non è di pochi k perché contiene tutto firefox. Tuttavia rispetto all'edizione standard il numero di versione disponibile è un po' inferiore. Ad esempio, al 29 ottobre 2018 la versione standard è 63.0 mentre la versione extended support (esr) è rimasta a 60.3.0 pur avendo la data di ottobre 2018. L'installazione della versione extended support (esr) non richiede accorgimenti particolari e puoi fare quella standard perché la personalizzata personalizza assai poco. Invece mi lascia con degli interrogativi il messaggio che appare la prima volta che avvii tale versione di firefox con una versione di jaws inferiore alla 2018, ad esempio la 18.
Nota: quello scritto sopra non è un errore perché c'è differenza tra la versione di jaws 2018 seguita dai relativi numeri e jaws 18 seguita anch'essa dai relativi numeri; lo dico perché anche in un forum ho notato che si fa confusione confondendo il passaggio alla versione di jaws 2018 con l'aggiornamento della versione 18.
Attenzione che quando fai l'avvio scritto sopra con firefox a 32 bit jaws perde la finestra e se vuoi vocalizzare il messaggio riportato di seguito devi riacchiapparla con alt+tab e spostarti con tab per raggiungerlo e vocalizzarlo e successivamente cliccare sul pulsante Riavvia. Una volta con la versione a 64 bit il messaggio mi si è vocalizzato automaticamente, ora non ricordo se per cliccare su Riavvia ho dovuto anche riacchiappare la finestra. Comunque Ecco il messaggio:
stai utilizzando una versione per la lettura dello schermo jaws che non è più compatibile con le nuove caratteristiche di firefox. Riavvia firefox per disattivare le caratteristiche che lo rendono incompatibile e ripristinare il supporto completo per l'accessibilità.
Ma quali sono queste caratteristiche? La loro disattivazione preclude o meno la navigazione di certi siti con jaws? Sono interrogativi che attualmente non ho risolto e che tra l'altro è anche difficile risolvere perché i siti vengono continuamente modificati così come viene continuamente modificato il software del sistema operativo. Tanto per fare un esempio, lo scorso settembre avevo problemi nell'accedere al saldo e lista movimenti della mia carta di credito postepay evolution (mastercard); grazie all'aiuto di una persona poi ci sono riuscito tramite il link visualizza che appare dopo l'autenticazione accedendo da bancopostaonline.poste.it e tuttavia il link accedi presente nell'area personale non c'era verso di farlo funzionare con jaws. Successivamente mi sono accorto che funzionava e pensavo che il merito andasse alle ultime versioni di firefox mentre questa mattina ho scoperto che funziona anche con internet explorer e addirittura con jaws 16. Certamente qualcosa è cambiato, poi se il problema era solo nel mio account o generico non lo so. Lascio a te ogni conclusione su quanto sia difficile valutare la compatibilità di un browser con gli screen reader per non vedenti.

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Problema con le ultime versioni di firefox e webvisum

Webvisum è un componente aggiuntivo di firefox che invia il codice captcha ad un server e lo decifra tramite ocr inserendolo negli appunti di windos in modo che il non vedente possa incollarlo là dove il sito lo richiede.
Già in passato c'erano problemi con web visum e quelle che allora erano le ultime versioni di firefox ma in qualche modo qualcuno era riuscito a superarli. Purtroppo me li sono ritrovati nelle ultime versioni del browser ed ho cercato di superarli ma senza successo. Andando ad installare webvisum, sia la versione extended support (esr) 60.3.0 che la versione standard 63.0 di firefox dicono che il componente non è compatibile.
Cercando in rete ho notato che c'era un componente aggiuntivo di firefox fatto proprio con lo scopo di rendere compatibili i componenti aggiuntivi che non lo sono. Si tratta di add-on compatibility reporter che purtroppo è stato rimosso dall'autore e tutti i link che ho trovato portano al sito ufficiale e quindi l'unico modo per poterlo provare è che qualcuno l'abbia scaricato e conservato tempo fa.
Sempre con l'ausilio della rete, ho provato senza successo un'altra soluzione: quella di modificare il componente aggiuntivo inserendovi il numero di versione massima di firefox con cui deve essere compatibile, in questo caso la 63.0. Io facendo tali modifiche non ho concluso niente ma se vuoi fare delle prove e per scopo didattico ecco come si fa.
Il file xpi di webvisum non è altro che un archivio compresso e quindi rinominalo in zip e poi scompattalo in una cartella qualsiasi. Appaiono alcuni file e in rete si diceva di modificare solo install.rdf ma con questa estensione ho trovato anche install-mozilla.rdf e quindi ho agito su entrambe. Nel mio computer i file rdf non sono associati a nessun programma ma in ogni caso vanno aperti col blocco note o qualsiasi altro editor di testo. Apri install.rdf e vai alla penultima riga che nella mia versione di webvisum è la seguente:
<em:maxVersion>*</em:maxVersion>
se vengono adottate le regole del sistema operativo, l'asterisco dovrebbe già indicare tutte le versioni ma, tanto per provare, al suo posto ho inserito 63.0.
Poi apri install-mozilla.rdf e vai alla penultima riga che nel mio caso è la seguente:
<em:maxVersion>8.0</em:maxVersion>
qui al posto di 8.0 ho inserito 63.0. Ricompatta i file in zip e poi rinomina l'archivio in xpi. Peccato che quando vai ad installarlo ti dice che il file è danneggiato ma se è per questo la versione 63.0 di firefox me lo dice anche con l'originale. Al contrario, la versione extended support (esr) 60.3 dice che l'originale non è compatibile mentre quello da me modificato lo considera danneggiato. Faccio notare che io per file originale considero quello che mi funziona con una vecchia versione di firefox, poi se è stato modificato, e quell'asterisco che ho trovato me lo fa supporre, beh ovviamente non lo posso sapere per certo.

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Qualche volta burnaware non cancella i cd-rw

Con i dischi esterni e i nas, network attached storage chiamati anche comunemente dischi di rete, i dvd si usano poco, si usano pochissimo i cd da 80 minuti con poco più di 700 mega di spazio e praticamente non si usano affatto i cd riscrivibili da 74 minuti con poco più di 640 mega disponibili. Ma sono uno che non bada alle mode e visto che ce li avevo lì e che per il lavoro che stavo facendo mi bastava anche uno di quelli, la scorsa estate sono andato ad usare proprio un cd-rw da 74 minuti della waitec scoprendo di non riuscire a cancellarlo tramite il vecchio burnaware 7.9 installato in windows 7 32 bit e il masterizzatore lg gh24ns90. tenendo presente che con burnaware la cancellazione rapida di un disco da 74 minuti con velocità di 4x dura quasi un minuto, in questo caso il tempo continuava a scorrere all'infinito senza cancellare nulla. Interrompendo l'operazione con alt+f4 diceva che la cancellazione era completata ma si comportava come pinocchio. Una volta cliccato su Chiudi ed uscito dal programma, il cassetto del masterizzatore non si apriva e per ripristinare l'operazione dovevo riavviare il computer che faceva fatica a spegnersi. L'aggiornamento all'ultima versione di burnaware non ha cambiato le cose e visto che si trattava di supporti che non si adoperano più, inizialmente pensavo ad un'incompatibilità di burnaware con i cd-rw da 74 minuti. Infatti mettendo il cd-rw waitec in un computer con xp e il masterizzatore Pioneer dvr-11d ed adoperando il programma roxio easy cd & dvd creator 6.2.0.130 del 2003 la cancellazione avveniva regolarmente. Ma è sempre bene non fermarsi alle apparenze e così sono tornato al computer precedente con il masterizzatore lg e burnaware scoprendo che un altro cd-rw da 74 minuti ma di marca verbatim si cancellava benissimo. A questo punto ho sostituito il masterizzatore lg con il lite-on iHas324-17 con il quale burnaware cancellava senza problemi il cd-rw waitec. Quindi l'incompatibilità non era tanto con i cd-rw da 74 minuti ma tra il masterizzatore lg e la marca del disco waitec con burnaware. Purtroppo non avevo un altro esemplare di cd-rw waitec ma visto che quello adoperato era pulito e senza strisci, al 99% sono sicuro di quanto scritto sopra.

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