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Piccolo contributo all'autenticità; con il desiderio che siano sempre più le persone capaci di dire ciò che pensano. Il Centro elettronica e musica sperimentale non si assume alcuna responsabilità di danni a cose o persone derivanti dall'uso di questa pagina; "Fuori serie" non è una rivista, sono esperienze e considerazioni di chi desidera l'emancipazione delle persone. Se troverai degli errori non lamentarti più di tanto, cerca semplicemente di non farli.



Indice

Pannello frontale per accendere e spegnere dispositivi sata Sisun pw4101: ho sbagliato qualcosa?

Introduzione

Descrizione, montaggio ed arrabbiatura

Ventola cpu Cooler master hyper 212x

Introduzione

Contenuto della confezione e caratteristiche principali

Montaggio ed osservazioni

Power sata switch per hard disk Lian li bz-h06a

Togliere un programma dalla finestra Apri con di windows 7 e 10

Unire mp3 usando solo il sistema operativo

Aggiungere il braille all'assistente vocale di windows 10

Problemi d'incompatibilità tra il braille di brltty 4.5-1 e quello inserito dall'assistente vocale con altre informazioni

Installare il braille nell'assistente vocale

Appunti su java per applicazioni windows

In generale, tipi di file e installazione

Se la sintesi vocale non legge il pannello di controllo java e attivazione di access bridge

Java runtime environment 10.0.1

Prove con writer di Openoffice 4.1.5 portable per windows e accessibilità con gli screen reader

Informazioni generali

Prepariamo la cartella o la chiavetta con OpenOffice portable

Prove con jaws, NVDA ed assistente vocale

Quando il guasto non sembra la batteria quasi scarica

La mia storia politica ed etica e per chi ho votato lo scorso 4 marzo

Bus della libertà di citizengo, pessima figura di Torino e Bologna


Pannello frontale per accendere e spegnere dispositivi sata Sisun pw4101: ho sbagliato qualcosa?

Introduzione

L'uso più frequente di questo componente o simili è quello di spegnere un hard disk ed accenderne un secondo in modo da caricare il computer con un sistema operativo diverso senza togliere ed inserire dischi ed aprire il computer. E' anche possibile accendere un hard disk solo quando serve per il backup, ma visto che i front panel di questo tipo agiscono sull'alimentazione ma non sui cavi dei dati, è possibile spegnere o accendere qualsiasi dispositivo sata a seconda delle proprie esigenze, come ad esempio un masterizzatore, e farlo indipendentemente sia che si tratti di sata I, sata II o sata III. Non ho provato ma teoricamente usando gli opportuni adattatori è anche possibile accendere e spegnere unità ide. Per quanto detto fin qui, con i front panel di questo tipo sarebbe possibile sostituire i cassetti per hard disk sata ma se sto usando il condizionale è perché ho avuto personalmente e trovato in rete qualche problema come leggerai in seguito. Per una comprensione immediata, ho scritto il titolo all'italiana ma in rete questo tipo di componenti li trovi cercando tra i front panel oppure cercando
power sata switch
tenendo presente che in questo caso la parola switch non indica una commutazione ma la possibilità di accendere o meno uno o più dispositivi senza influenzare gli altri eventualmente collegati. Al modello descritto di seguito è possibile collegare un massimo di quattro hard disk o altro dispositivo sata, non sei obbligato a collegarli tutti e volendo puoi collegare uno o più dispositivi al di fuori del pannello frontale in uso, ma ci sono modelli che ne suportano sei. Soprattutto certi modelli, vedi Lian Li, hanno un certo costo e a mio avviso per ridurlo sarebbe opportuno dotare i cabinet di questi pannelli frontali in modo d'acquistare il tutto con un unico componente; è una cosa che probabilmente non si farà mai non per una questione tecnica ma per una questione di mercato basato esclusivamente sul profitto senza tener conto minimamente del bene comune (si pensi ad esempio ai telefonini programmati per ridurre le loro prestazioni dopo un determinato periodo dall'acquisto).
Oltre al modello descritto di seguito, con la stessa sigla pw4101 preceduta però da hd e un trattino con o senza spazi trovi quello che penso sia lo stesso front panel ma con marca Orico o Pelote. Probabilmente accade ciò che succedeva con i drive per floppy senza marca a cui, di volta in volta, veniva dato un nome e chissà come ridevano i produttori quando c'era chi nei siti diceva che questo era meglio di quest'altro! Anche se, per amore della verità, c'era anche qualche venditore che candidamente diceva che la marca era fittizia o, aggiungo io, al massimo apparteneva a chi distribuiva il prodotto.

Descrizione, montaggio ed arrabbiatura

Il Sisun pw4101 si presenta quasi come un floppy drive interno e quindi se nel cabinet non hai a disposizione un alloggiamento esterno da 3,5 pollici dovrai usare un frame per montarlo. Sul pannello anteriore trovi quattro tasti, numerati da sinistra a destra, ad ognuno dei quali è possibile associare un dispositivo sata per poterlo accendere o spegnere e il componente è acceso quando il tasto viene premuto. Sotto ad ogni tasto trovi il corrispondente led che ti segnala se il dispositivo è acceso o spento (per chi non vede, non ho provato a rilevarlo con un rivelatore di luce ma si fa molto prima a sapere se il dispositivo funziona in altra maniera). La parte centrale del pannello posteriore è costituita da un foro in cui andranno fatti passare i cavi e se sei non vedente mettendoci le mani dentro, ma con una certa difficoltà soprattutto per chi non ha mani sottili, potrai sentire che ai lati ci sono le spine molex mentre non è possibile toccare le prese in cui andrà collegato il cavo multiplo di cui parlerò tra poco. Quindi per collegare i cavi bisogna aprire il Sisun pw44101 e lo si fa tramite due viti che trovi ai lati del pannello posteriore che, da non vedente, essendo molto piatte avevo scambiato per piccoli rivetti ma che in realtà si svitano con il solito cacciavite con cui apri i computer. In questi casi se non vedi è bene provare un cacciavite alla volta fin che trovi quello giusto. Oltre alle viti e una cartina d'istruzioni, in dotazione al Sisun pw4101 trovi due cavi con una spina molex femmina da un lato e una spina sata maschio dallaltro ricoperti da una guaina che assomiglia moltissimo a quella dei cavi degli alimentatori Cooler master. Questi cavi servono per alimentare il front panel e quindi la spina molex va ovviamente sulla omonima del pannello mentre il sata maschio si collega ad una sata femmina proveniente dall'alimentatore del pc. Essendoci due spine e due cavi di questo tipo, pensavo che una alimentasse i primi due tasti e l'altra gli altri due ma in realtà, facendo prove, ho visto che l'alimentazione è comune ed in rete c'è anche chi sostiene d'usarne una sola. Probabilmente ne hanno messe due solo per non collegare quattro hard disk nella stessa linea di alimentazione... Ma sinceramente non lo so. In dotazione al Sisun pw4101 c'è anche il cavo multiplo per alimentare i dispositivi sata da accendere e spegnere tramite i tasti visti sopra e ricoperto dalla stessa guaina vista in precedenza ma qui arriva la difficoltà per chi non vede. Da un lato questo cavo ha quattro spine sata femmina, da collegare quindi ai dispositivi sata anche se non sei obbligato ad usarle tutte. Puoi notare che da questo lato il cavo multiplo termina con cavi di lunghezza diversa in modo da mettere la spina del cavo più corto nell'hard disk posto più in alto nel cabinet e quella con il cavo più lungo in quello posto nell'alloggiamento più in basso. Le spine sono numerate tramite fascette poste al termine del cavo vicino alla spina; ma non vedendo i numeri c'è da chiedersi se per gli ingegneri l'hard disk numero 1 è quello più in alto o quello più in basso. Tuttavia fin qui poco male, perché, in fin dei conti, che i dischi li conti dall'alto al basso o viceversa non cambia poi tanto; l'importante sarebbe poterli mettere in ordine in modo che al primo tasto sia associato quello che tu consideri il primo e così via. Ma siccome quando non mi arrabbio sono tanto buono, ti dirò che la spina con cavo più corto ha il numero uno con numeri progressivi fino a 4 con cavo più lungo. La vera difficoltà è costituita dall'altro lato del cavo multiplo che termina con quattro spine small, piccole, con 4 pin che entrano in una sola direzione e fin qui tutto bene. Ma visto che il cavo è rotondo, ben difficilmente metterai i cavi allineati in ordine numerico; praticamente hai la stessa difficoltà di quando fai una prolunga con cavo rotondo per alimentare apparecchi a 220 volt che non si sa mai qual è il giallo-verde. anche da questo lato le spine sono numerate e per chi ha la vista è un gioco da ragazzi associare la numero 1 al tasto 1 e così via anche se ad invertirli non bruci niente ma semplicemente associ un numero di tasto ad un numero di spina sbagliata. Certo, ti puoi sempre far dare un occhiata ma visto che sai già come sono numerate le spine dall'altro lato, pur non usando la vista puoi fare da solo perdendoci però più tempo ma avendo più soddisfazione nel fare il lavoro. Con il multicavo scollegato da entrambe i lati, prendi un provacontinuità che abbia un cicalino e, per andare meglio, nella spina sata femmina n.1 del cavo multiplo inseriscici un adattatore sata maschio-molex femmina in cui inserirai un pezzetto di filo rigido con conduttore unico. Quindi trova la continuità tra questa spina sata e una delle spine small e contrassegnala in qualche modo ripetendo l'operazione almeno per altre due volte perché a quel punto è ovvio che la rimanente sarà numerata con il numero che non hai ancora trovato. I cavi dal lato small li puoi contrassegnare così:
1=nastroadesivo,
2=nastro adesivo di carta (quindi più ruvido),
3=filo per legare i sacchetti o altra fascetta,
4=nessun contrassegno.
Lo so, ci vuole del tempo, ma secondo certe persone chi non vede di tempo ne ha da vendere e quindi... Oppure trovi quelle che ti dicono: "Lascia stare, faccio io". Così da togliere a chi non vede la soddisfazione di fare ciò che può svolgere da solo. Per le prime prove al banco tramite un vecchio alimentatore ma senza scheda madre non ho adottato gli accorgimenti scritti sopra con il risultato che solo il quarto tasto era associato al numero giusto di spina; poco male, avrei potuto lasciare tutto così tenendo conto di com'erano associati i tasti. Invece ho preso nota delle spine invertite e messe là dove dovevano andare e poi ho controllato che tutto fosse a posto e dato corrente. L'hard disk non partiva e quindi ho spento sentendo odore di bruciato e rimanendo basito. Imponendomi di stare calmo per controllare dov'era il guaio, ho staccato le spine ad una ad una e a me sembrava tutto a posto ma il front panel non è più partito. Temevo d'aver bruciato anche l'hard disk ma per fortuna mi è andata bene. Guardando superficialmente il front panel, noto quelli che dovrebbero essere due condensatori che senz'altro saranno andati a farsi friggere (nel vero senso della parola). Lo guarderò più approfonditamente, ma che cavolo di componenti potranno mai esserci in un affare del genere? Era quasi l'una di notte e quella notte proprio non riuscivo a prendere sonno non tanto per i soldi, poco meno di 27 euro con spedizione gratuita, ma per non riuscire a capire dove cavolo avevo sbagliato. Il giorno seguente ho fatto delle ricerche in rete: molti erano contenti dell'apparecchio, uno invece aveva bruciato due hard disk su quattro che ne aveva collegati ma non diceva se si era bruciato anche il front panel; un altro era incavolato perché uno dei led non funzionava... capirai che perdita! anche se sei abituato a guardare il led puoi benissimo sapere se una periferica è accesa in altri modi. Sempre in rete, qualche giorno dopo ho trovato chi chiedeva se era possibile accendere e spegnere hard disk con il computer acceso. a parte il fatto che se spegni quello in cui c'è il sistema operativo in esecuzione come minimo fai lo scandisk quando lo riavvierai di nuovo, per il resto c'era chi sconsigliava questa operazione perché c'è stato chi nel farla ha bruciato i dischi e la scheda madre, non era specificato se tutti in una sola volta, ma si diceva che il Lian li, più caro e con sei prese sata, non dà questo problema. Mi chiedo: quanti sono disposti a provare lo spegnimento ed accensione dei dischi con il computer acceso rischiando la scheda madre? Per quanto detto fin qui e tenendo conto che nella postazione di lavoro potresti avere un bambino o un adulto che si comporta peggio dei bambini che preme dappertutto, secondo me sarebbe bene dotare questi front panel di chiave come succede per i cassetti. Ne basterebbe una sola che andasse ad inibire elettricamente e meccanicamente i tasti del pannello. In alternativa, e sempre ammesso che i difetti riportati si riferiscano a tutti gli esemplari e non ad un ristretto numero di essi, bisognerebbe perfezionare il componente in modo da non bruciare qualcosa. Dimenticavo: quando lavorando mi capita di rovinare qualcosa mi sento dire: "Eh, non ci vedi..." Come mai in rete trovo persone vedenti che hanno bruciato tutto? E come mai in passato ho trovato tecnici vedenti che invece di ripararmi qualcosa l'hanno ulteriormente rovinata?

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Ventola cpu Cooler master hyper 212x

Introduzione

Quello riportato nel titolo è il modello commerciale con cui la si trova facilmente in rete, il codice/modello completo è il seguente:
rr-212x-17pk-r1.
Finora avevo montato solo le ventole cpu in dotazione ai processori Intel e se descrivo quella in oggetto è perché adopera un sistema di montaggio diverso che, con eventuali rettifiche, penso dovrebbe essere valido anche per altri modelli e marche. A differenza delle ventole Intel usate finora, questa è da 12 cm con un radiatore più grosso, e a mio avviso un po' troppo ingombrante, e adatta a vari socket intel e amd. Le istruzioni si acquisiscono malissimo con lo scanner e, soprattutto per certe caratteristiche come vedremo in seguito, guardando su più siti trovo valori discordanti.
Un'altra cosa di cui tenere conto è il peso complessivo che si raggiunge tra ventola e radiatore (che diventerebbe ancora maggiore se inserissimo sul radiatore una seconda ventola come previsto). Come scrivevo in passato, c'è chi aferma che i processori Intel di sesta generazione sono soggetti a danneggiarsi quando la ventola supera un determinato peso.
Il post è per tutti ma pensato anche per chi non può vedere le figure. Prima di continuare è meglio se ti dico subito che per ragioni personali ho provato a montare questa ventola solo su una scheda madre guasta la quale, se avessi dato corrente, l'avrebbe fatta girare alla massima velocità. Quindi ciò che non so è se dal punto di vista della rumorosità vale la pena di montare un oggetto abbastanza ingombrante e un po' impegnativo per l'installazione o se conviene farlo solo nei casi in cui il computer necessita di un rafreddamento elevato come quando si fanno giochi o si visualizzano continuamente video "pesanti" eccetera. L'ho detto perché come rumorosità c'è una bella differenza tra quando provi una ventola alla massima velocità con un alimentatore al banco rispetto a quando i giri vengono regolati dalla scheda madre in base alla temperatura.

Contenuto della confezione e caratteristiche principali

Non ho mai visto tanti pezzi per una ventola! E confesso che appena aperta la confezione come non vedente sono rimasto un po' perplesso su come collocarli; poi, a poco a poco, ci sono arrivato ma mi mancava un particolare per il quale mi sono fatto guardare la figura scoprendo successivamente che se avessi letto con più attenzione la descrizione di un sito ci sarei arrivato anche da solo.

Contenuto dell'imballo

ulteriore scatola di cartone con:
all'interno della scatola di cartone che stiamo esaminando c'è un'ulteriore pet con appositi incastri che contiene: Nota per chi non vede: la minuteria posta nel pet tende a scappare via quando vai ad esaminarla e per tanto conviene versare il tutto in una scatola metallica e personalmente analizzo i pezzi ad uno ad uno posando quelli analizzati sulla parte interna del coperchio della scatola stessa in modo che quando il recipiente è vuoto sono sicuro d'averli analizzati tutti.
Nota per chi vede: il metodo scritto nella nota sopra lo si adotta perché ovviamente chi non vede non ha il "colpo d'occhio" e quindi se analizza piccoli oggetti lasciandoli nello stesso recipiente in cui si trovano deve continuamente toccarli tutti o quasi per verificare d'averli analizzati senza tralasciarne qualcuno.

Caratteristiche

socket supportati=intel: lga775, 1150, 1151, 1155, 1556, 1366, 2011, 2011-3, 2066;
nota: in un sito vi era anche il 2011-r che non so se è diverso oppure uguale al 2011 o al 2011-3. Nel sito Cooler master non c'è il socket Intel lga775 invece riportato altrove e che comunque si adatta per la sua forma. Non avendo esperienza con un processore del genere, non so se in certe situazioni necessitava di un raffreddamento spinto.
Socket Amd: fm1, fm2, fm2+, fm3, fm3+, am2, am2+ am3, am3+, am4 ma con un kit acquistato a parte;
velocità della ventola=da 600 a 1700 rpm più o meno 10%,
airflow=da 24.9 fino a 82.9 cfm, in un altro sito da 24.9 fino a 54.65, in un terzo sito da 21,2 fino a 54,6 cfm,
pressione=da 0.3 fino a 2.03 mmh2o,
rumorosità da 9 fino a 27.2 dba, mentre in altro sito da 13 a 28,6,
dimensioni radiatore con ventola inserita=120 per 79 per 158 mm,
peso: radiatore=492 g., ventola=166, totale 658 g.,
Ventola fissata al radiatore con clips di fissaggio quick-snap,
radiatore con 57 alette in alluminio e quattro heatpipes da 6 mm.

Montaggio ed osservazioni

Non so se capita anche a chi vede, ma Per me che montavo una ventola del genere per la prima volta, appena l'ho estratta dalla scatola assieme al radiatore mi sono chiesto: ma qual è la base del radiatore? Infatti i lati lunghi non possono essere perché altrimenti sarebbe un problema montarlo, un lato corto è leggermente concavo e da esso sporgono dei tubicini mentre dall'altro lato sembra ci sia una specie di manico/maniglia... Ed invece è proprio questo manico a costituire la base da cui va tolto un adesivo che la protegge. Questa base è collegata al resto del radiatore da tubicini che lo attraversano fino ad uscire dal lato opposto chiamati heatpipes e che servono per la dissipazione del calore.
Nota: heatpipes sono due parole inglesi e c'è chi appunto le mette con lo spazio e chi no, chi con la s finale e chi no.
Quando non avevo ancora montato questo tipo di ventola mi chiedevo perché in certe descrizioni trovate in rete fosse molto importante che il cabinet del pc avesse un foro sul fondo all'altezza del processore e adesso l'ho capito fino in fondo visto che la piastra metallica trovata nella confezione e chiamata backplate va montata sul retro della scheda e serve appunto da base su cui avvitare il radiatore adattandolo così ai vari socket. Se il cabinet non ha il foro citato e devi sostituire il radiatore in un computer già montato, per farlo devi per forza togliere la scheda madre e, penso, anche assicurarti che la backplate non vada ad ostacolare il montaggio della scheda toccando sul fondo ma questa è una cosa che non ho provato. Ho svolto la prova di montaggio con il socket Intel lga1151 e quindi quanto scritto di seguito è valido anche per quelli simili come il 1155, 1156 eccetera ma il principio generale è valido per tutti.
  ; 1)  metti la backplate sul retro della scheda madre all'altezza del processore in modo che la parte completamente liscia sia all'esterno e in maniera da far combaciare i fori della scheda con quelli della back plate che ne ha diversi ma viene naturale far combaciare quelli giusti;
   2)  prendi i distanziatori più grandi e, dalla parte interna della scheda, infilali nei quattro fori vicini al socket del processore in modo che s'infilino nei fori della backplate e poi fissa la piastra metallica con i quattro dadi che metterai sul retro della scheda facendo attenzione a non fissare troppo e procedendo diagonalmente in modo d'avere un fissaggio omogeneo;
Nota: visto che ci sono altri quattro distanziatori ma solo quattro dadi che abbiamo già inserito, probabilmente i rimanenti distanziatori più piccoli si adoperano con un altro tipo di socket.
   3)  per il montaggio si va meglio se la ventola viene staccata dal radiatore anche perché è facilissimo compiere questa operazione. Essa infatti è montata sul radiatore con lo stesso tipo di clip previste per una eventuale seconda ventola. Per togliere la ventola Basta tirare leggermente verso l'esterno una delle due clip e alzarla dal radiatore;
   4)  puoi notare che i lamierini che costituiscono il bracket si aprono a scatti in modo d'avere così delle posizioni prestabilite per il fissaggio. Da chiuso, esso va inserito tra la base ed il resto del radiatore facendo in modo che il piccolo piloncino presente in corrispondenza della ghiera sia rivolto verso la base del radiatore in modo che s'infili leggermente nel foro presente sulla base stessa che, per intenderci, trovi all'interno di quello che sembra quasi un manico. Decidi tu se infilare il bracket prima o dopo aver appoggiato il radiatore sul processore;
   5)  metti la pasta termica con una delle modalità viste in passato e poi apoggia il radiatore sul processore in modo che i lati corti di esso siano rivolti verso i lati corti della scheda madre e successivamente apri il bracket quanto serve ad incastrare i piloncini filettati con cui termina nei fori dei distanziatori che abbiamo avvitato in precedenza. Avvita il tutto con un cacciavite a croce o Philips che dir si voglia procedendo diagonalmente come al solito;
   6)  infila la ventola sul radiatore e collegala all'apposita presa fan per la cpu della scheda madre.
Volendo sull'altro lato del radiatore puoi inserirvi una seconda ventola, che quindi andrà collegata ad una seconda presa pwm presente nella scheda madre, ma non so quanto questo sia necessario. Può anche capitare di dover sostituire la prima ventola in caso di guasto e in entrambe i casi per farlo dovrai fissare le clip ad una ventola nuova tramite le viti e i gommini che trovi nella confezione oppure recuperando il materiale da quella esistente. Non è necessario che la ventola sia per forza Cooler master e teoricamente puoi anche migliorare le prestazioni. Dico teoricamente perché confrontando al banco la rumorosità di 27.2 db di questa ventola con i 15,5 db di una vecchia Nexus sembra esserci una minima differenza tanto che mi chiedo se i dati forniti siano giusti e se li ricavano sempre allo stesso modo e sarebbe interessante avere lo strumento per misurarli.

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Power sata switch per hard disk Lian li bz-h06a

Ecco un altro pannello frontale per accendere e spegnere hard disk che, a differenza del Sisun visto in precedenza, va montato in un alloggiamento da 5 pollici, possiede sei tasti per agire su sei dispositivi sata ed è privo di coperchio e i fianchi sono assai corti. Come il Sisun, anche il Lian li bz-h06a si alimenta con due cavi con spina molex femmina dal lato del pannello frontale e sata maschio dal lato dell'alimentatore ma i cavi non hanno la guaina a ricoprire i quattro fili e la cosa non mi piace ma nessuno ti vieta d'uisare cavi analoghi con guaina o addirittura un adattatore molex-sata senza cavo. Ma a differenza del Sisun, l'alimentazione di un singolo cavo non è comune a tutti i pulsanti: la prima spina molex ne alimenta tre e ovviamente la seconda serve per i rimanenti e la cosa è anche ovvia perché, osservando bene, ti accorgi che il Lian li bz-h06a è costituito da due schedine separate. ricordando che questi dispositivi agiscono solo sull'alimentazione ma non sui cavi dei dati, per alimentare i dispositivi sata il Lian li possiede sei spine small un po' differenti da quelle del Sisun ma con lo stesso principio per l'inserimento. Qui però non abbiamo un unico cavo per alimentare i dispositivi ma sei singoli cavi di uguale lunghezza ma sufficiente anche per l'hard disk montato nel vano inferiore in un cabinet piuttosto grande. A differenza di quanto scritto per il cavo del Sisun, i singoli cavi non presentano difficoltà particolari per il montaggio da parte di chi non vede e siccome quando non mi arrabbio sono tanto buono, ti dirò che le spine small vanno inserite con la tacca verso l'alto. Probabilmente non avrai bisogno di tutti e sei i dispositivi e se ne adoperi solo tre puoi alimentare il pannello con un'unica spina molex ed inserire solo tre cavi per gli hard disk; tuttavia, e soprattutto se fai il montaggio completo, tutti quei cavi possono dare un senso di disordine e quindi li puoi riunire con delle fascette o con quel filo che si adopera per chiudere i sacchetti fissandoli in vari punti. Se usi le fascette ti consiglio di non adoperare quelle che, una volta strette, non si possono più rimuovere se non tagliandole; infatti, tagliandole si rischia sempre di rovinare anche il cavo che c'è sotto e comunque si tratta di un'operazione che fa perdere tempo quando devi smontare qualcosa.
Ho provato a montare questo pannello frontale su un vecchio cabinet Cooler master centurion 5 e siccome non sono il dio dell'informatica l'ho dovuto togliere e rimontare in un'altra maniera ma andiamo con ordine. In genere in questo cabinet e in quelli simili per montare un dispositivo su un alloggiamento superiore ed anteriore si toglie il pannello frontale del cabinet, lo si libera di una mascherina, s'inserisce il dispositivo nel cabinet e si rimonta il pannello frontale dello stesso e così ho fatto scoprendo che, esattamente come supponevo, i fianchi del Lian li sono troppo corti per poter utilizzare la leva di fissaggio senza viti di tipo Cooler master. Non ricordavo se in questo cabinet era possibile montare un dispositivo con le viti e per saperlo ho tolto il pannello destro, cosa che in genere in questo modello non si fa mai perché da quella parte non ci vai a fare niente anche perché il fondo non ha il foro per il dissipatore. Così ho scoperto che, un po' alla meglio, potevo fissare il Lian li tramite due viti inserite però solo da un lato ed entrambe verso la parte anteriore del cabinet. Lo so, è un fissaggio un po' balordo ma piuttosto che niente... Ma quando sono andato a rimontare il pannello frontale del cabinet, ho scoperto che non entrava e te ne spiego il motivo. analizzando i corti fianchi del Lian li scopri che verso la parte anteriore il pannello risulta più largo e se lo vai a sovrapporre ad un masterizzatore noti che è leggermente più largo di quest'ultimo; ed allora... L'unico modo che ho trovato per montarlo è quello d'infilarlo dall'esterno con il pannello frontale del cabinet già montato. Non entra completamente e non ci puoi mettere le viti ma resta abastanza fisso tanto da non muoversi in caso di trasporto. anche in questo caso mi rendo conto che il montaggio è un po' balordo ma... Fammi sapere la tua esperienza di questo componente con altri cabinet o se hai trovato un'altra soluzione con lo sesso centurion 5. Oltre a sei viti, di cui due più corte, in dotazione al Lian li bz-h06a vi è una piastrina metallica con dei fori per poterla avvitare e un incastro da un lato e la danno per il montaggio nei computer Lian li pc-a61 e pc-816 che non conosco; non ho fatto guardare la cartina in dotazione al pannello frontale dove forse c'è una figura. Per deduzione noto che la piastrina va avvitata ad un fianco del pannello frontale e che forse potrebbe essere utilizzata anche per il fissaggio in cabinet diversi da quelli dei pc Lian li elencati sopra e anche questa è una cosa da provare.
Finora il front panel Lian li bz-h06a non mi ha dato problemi ma con il pc ho sempre acceso e spento gli hard disk con la scheda madre spenta. Al banco invece ho fatto anche prove di accensione e spegnimento con un vecchio hard disk notando questo: se con la corrente staccata faccio tutti i collegamenti e premo il pulsante del pannello frontale in modo da alimentare il dispositivo collegato, quando do corrente l'hard disk parte immediatamente. Al contrario, se tramite il pulsante del pannello frontale spengo l'hard disk e, dopo qualche secondo, lo riaccendo, il dispositivo ci mette un pochino a ripartire e forse questa è una protezione che avevo notato anche nel Sisun ma di cui non so dirti di più.

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Togliere un programma dalla finestra Apri con di windows 7 e 10

Per distrazione o quant'altro, un errore può capitare a tutti e nell'adoperare la finestra Apri con di windows 7 e 10 può succedere d'associare un determinato programma ad un'estensione di file che non c'entra un fico secco come nell'esempio che segue.
Per default i file txt vengono aperti con il Blocco note ma per varie ragioni un giorno desideri aprirne uno con un'applicazione diversa e quindi, una volta selezionato il file, dal menu di contesto scegli Apri con. Oltre al Blocco note appaiono altre applicazioni con cui, più o meno bene, puoi leggere un txt ma quel giorno sei esigente e non trovi ciò che ti piace e per una scelta più ampia desideri visualizzare tutti i programmi installati e per farlo, in windows 7 clicchi su Programma predefinito mentre in windows 10 devi cliccare su Scegli un'altra app. Oltre alle applicazioni viste in precedenza, qui possiamo scegliere tra tutti i programmi installati che possono aprire file e per chi usa Jaws in windows 7 la finestra non è il massimo del confort e nel selezionare un'applicazione mi è capitato di dover premere freccia destra per avere l'elenco completo oppure di aiutarmi con i touch della barra braille che puoi sostituire con il cursore jaws se usi solo la sintesi. Quel giorno sei proprio sbadato e per aprire un txt scegli Adobe acrobat reader, quello che apre i pdf; in windows 7 è più facile commettere l'errore perché per default è attiva la casella che ti farà aprire il txt sempre con quel programma mentre in windows 10 è disattivata e quindi è più facile che si vada ad aprire il file con il programma sbagliato solo per la sessione di lavoro corrente. sempre in Windows 10, per scegliere un'applicazione diversa rispetto a quelle visualizzate immediatamente nella finestra Apri con, per chi usa la sintesi bisogna raggiungere l'elenco con tab e con freccia giù selezionare il link Altre app e faccio presente che questo è uno di quei casi in cui la riga braille si comporta come se fosse settata in modalità Output dalla sintesi anche quando è regolata nella modalità In linea. Come puoi notare, Adobe acrobat reader selezionato per errore non apre i txt e quindi bisogna metterne uno diverso soprattutto se l'hai inserito come programma predefinito per quel tipo di file. Per farlo basta compiere gli stessi passaggi visti sopra scegliendo Blocco note o qualsiasi altro editor che apre i txt. Tuttavia quando con un file txt andremo ad usare nuovamente la finestra Apri con, tra i primi programmi visualizzati, e cioè tra quelli più consoni al txt, ci verrà nuovamente mostrato Adobe acrobat reader che non c'entra un fico secco e che serve solo a ricordarci l'errore commesso. Per tornare ad un computer più ordinato cancellando tale voce si deve usare il registro come segue:
nota: di seguito inserisco come muoversi nel registro con la sola tastiera adattando le cose per chi usa la sintesi, naturalmente chi non ha questa esigenza potrà fare gli stessi passaggi con l'aiuto del mouse.
  1)  con i tasti Windows+r apri la finestra per eseguire un comando e scrivi Regedit per aprire il registro;
  2)  con le modalità viste in passato apri il percorso:
HKEY_CURRENT_USER_Software\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\FileExts\
  3)  qui abbiamo tutte le estensioni di file e a noi interessa solo la txt e quindi per non scorrerle quasi tutte scrivi velocemente .t per avvicinarti a txt o oppure .tx o adirittura .txt e premi la freccia destra per aprire anche questa chiave;
  4)  ancora freccia destra per aprire OpenWithList, tab per passare ai valori, freccia giù fino ad AcroRead32.exe e dal menu di contesto clicca su Elimina, conferma la cancellazione ed abbiamo terminato.

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Unire mp3 usando solo il sistema operativo

Personalmente sono più le volte in cui mi capita di dover dividere un file mp3 rispetto a quelle in cui lo devo unire ad altri, ma qualche volta capita di doverlo fare e, dopo aver scoperto il classico uovo di colombo a cui spesso non si pensa, ti mostro come svolgere questa operazione con il solo sistema operativo.
Soprattutto Per chi adopera il mouse, le interfacce di windows 7 e 10 possono essere comode ma sono anche tanto incomplete ed è per questo che bisogna adoperare il prompt dei comandi usando il vecchio dos che, se rapportato a quei tempi e al pochissimo spazio che occupava, era senz'altro un sistema operativo più efficace. Immagina d'avere cinque canzoni da unire in un unico file mp3 e che ogni nome di file sia costituito da un numero, da 01 a 05, dal titolo e ovviamente dall'estensione mp3. Metti questi cinque brani in una cartella che chiameremo canzoni posta ad esempio nella partizione D, (personalmente non lavoro quasi mai nella stessa unità in cui risiede il sistema operativo), poi prosegui così:
   1)  apri il prompt dei comandi e scrivi:
d:
per andare sull'unità D;
   2)  poi scrivi:
cd canzoni
per andare nella cartella in cui risiedono i brani;
   3)  adesso digita:
copy /b 0* mieibrani.mp3
per copiare tutti i brani nel file mieibrani.mp3.
Copy serve ovviamente per copiare; /b dice al sistema operativo che il contenuto del file è nella modalità binaria. Se /b non viene inserito, il contenuto dei file viene considerato testo ascii con la conseguenza che buona parte verrà perso ed avrai un file di pochi k che naturalmente non funzionerà. L'asterisco dice al sistema operativo di copiare tutti i file che iniziano con 0 ordinandoli numericamente da 01 02 e così via. Mieibrani.mp3 è il file in cui verranno collocati tutti i cinque file.
Il metodo scritto sopra va bene fino a quando desideri unire più file con la stessa sequenza con cui sono numerati. Ma come fare per mettere i cinque brani in ordine diverso? Oltre a rinominare i file prima d'usare il comando copy in modo d'avere la sequenza desiderata, puoi lasciarli così come sono e, ad esempio, inserirli nell'ordine 01, 03, 02, 05, 04, cambiando la riga del punto 3 scritto sopra come segue:
copy /b 01.mp3+03.mp3+02.mp3+05.mp3+04.mp3 disordinati.mp3
Naturalmente il segno + serve ad aggiungere il file sucessivo della sequenza di file che vogliamo copiare nel file di destinazione.

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Aggiungere il braille all'assistente vocale di windows 10

Problemi d'incompatibilità tra il braille di brltty 4.5-1 e quello inserito dall'assistente vocale con altre informazioni

Nota: se hai l'esigenza d'installare immediatamente il braille nell'assistente vocale senza soffermarti nei problemi tecnici, vai al prossimo sottoparagrafo di questo articolo contrassegnato dall'intestazione 3 nella pagina web e dagli asterischi per il txt.
Le prove si riferiscono alla versione 1709 di windows 10 pro 32 e 64 bit e, per quanto scritto nel paragrafo successivo, c'è un punto che mi dà da pensare ma l'installazione funziona e questa è la cosa più importante.
Inserendo il braille nell'assistente vocale, nella cartella windows viene aggiunta la sottocartella brltty con l'omonimo programma; in \windows\system32 viene inserita la libreria brlapi.dll mentre altro materiale viene posto in \windows\winsxs e tra questo il libusb che apparentemente sembra l'unico elemento scaricato ma ovviamente non è così e non so se vi siano altre cartelle in cui viene inserito qualcosa. Inoltre nei servizi viene aggiunto il brlapi che si avvia solo quando si attiva l'assistente vocale mentre in caso contrario rimane presente ma spento.
Se nel computer in cui vuoi aggiungere il braille per l'assistente vocale adoperi anche NVDA con il braille fornito da brltty 4.5-1, sappi che i due brltty non possono coesistere o per lo meno non sono riuscito a farli andare d'accordo. In passato scrivevo che dalla versione 5 in poi di brltty non riuscivo a far funzionare correttamente la barra braille mb408l con NVDA e quindi ho adoperato una versione più vecchia, la 4-5-1 appunto, ed è solo con quella che ho svolto le prove e non so come si comportano le altre versioni. Con lo scopo d'usare un unico brltty per entrambe gli screen reader ho provato ad adoperare quello installato con il braille dell'assistente vocale ma NVDA lo rifiuta. Le proprietà del file brltty.exe dell'assistente vocale non mi danno la versione ma è comunque piuttosto recente perché la data dell'ultima modifica è del 22 settembre 2017. Entrambe le versioni di brltty usano il servizio brlapi anche se chiamato con una stringa un po' diversa e forse il problema, o comunque uno dei problemi per cui i due programmi non coesistono, è proprio questo. Il programma dell'assistente vocale chiama il servizio semplicemente con
brlapi
mentre il brltty 4.5-1 lo nomina con
braille api (brlapi)
e nel computer, uno esclude l'altro come puoi notare se da Esegui, che si apre con windows+r, scrivi:
services.msc
e con tab ti sposti nell'elenco dei servizi, ti avvicini a quello che c'interessa con la lettera b e poi scorri con freccia giù.
Inserendo il braille nell'assistente vocale con il brltty 4.5-1 attivato, cosa che non sarebbe giusto fare, apparentemente l'installazione va a buon fine ma la barra braille non funziona perché nel computer è rimasto il vecchio servizio
braille api (brlapi)
che non piace all’assistente vocale. Rimuovendo il vecchio brltty le impostazioni del braille dell’assistente vocale non mi lasciano rifare l’installazione con la conseguenza che non posso inserire il servizio brlapi e quindi non funziona.
Facendo l'installazione del braille nell'assistente vocale dopo aver disattivato il vecchio brltty, la barra braille funziona ma non fa altrettanto con NVDA nemmeno installando nuovamente il vecchio brltty perché alla versione 4.5-1 di quest'ultimo il nuovo servizio con la semplice stringa
brlapi
non piace.
A questo punto, se non trovi una soluzione per quanto scritto sopra e se sei in qualche modo costretto ad usare brltty sia per l'assistente vocale che per NVDA, per uno degli screen reader dovrai rinunciare al braille. Tuttavia nel sito di NVDA è possibile scaricare un unico driver per le barre braille mb408l ed mb408s non supportate direttamente da tale screen reader. Così facendo potrai usare il driver con NVDA e brltty con lassistente vocale.

Installare il braille nell'assistente vocale

Per compiere questa operazione dobbiamo usare le impostazioni dell'assistente vocale raggiungibili dalle impostazioni di windows perché la semplice finestra d'impostazioni che appare quando si attiva l'assistente vocale stessa non lascia svolgere questa operazione e quindi procedi così:
   1)  con ctrl+windows+invio attiva l'assistente vocale e premi windows+i per aprire le impostazioni di windows;
   2)  con tab raggiungi l'elenco delle impostazioni che appaiono, o spesso appaiono, su più colonne ma non in ordine alfabetico e quindi devi armeggiare un po' con le frecce per trovare Accessibilità e dare invio;
   3)  sempre con tab raggiungi l'elenco delle impostazioni che riguardano l'accessibilità e, almeno in windows pro, la prima che incontri è l'assistente vocale che dobbiamo regolare. Con tab raggiungi Scarica e installa braille, che essendo una delle ultime voci puoi raggiungere più facilmente con shift+tab, e dai invio;
   4)  si avvia un breve download e al termine, se in precedenza non si è dato il consenso affinché i programmi Microsoft siano sempre attendibili, appare la finestra Sicurezza di windows. Attenzione: siccome non ho mai dato il consenso all'attendibilità, spero che questa finestra appaia solo quando necessario. In ogni caso ti chiede se vuoi installare il software libusb ma dal paragrafo precedente sappiamo che non s'installa solo quello. Ci sono quattro finestre aperte e, per chi non adopera il mouse, quella relativa alla sicurezza di windows si fa un po' fatica ad acchiapparla ma ci si arriva armeggiando un pochino con alt+tab e una volta trovata clicca su Installa;
   5)  siamo arrivati al punto in cui rimango perplesso. Bisognerebbe abilitare il braille e aggiungere ed impostare la barra braille ma i pulsanti per farlo non ci sono. Il modo per farglielo fare, e non mi sembra molto ortodosso, è quello di cliccare nuovamente su Scarica e installa braille. Fa un tentativo di svolgere il download ma si accorge d'averlo già fatto e quindi passa all'installazione (non so se sovrascrive quella precedente o se addirittura fa finta di sovrascriverla). A questo punto la finestra presenta altri controlli che prima non c'erano e con shift+tab raggiungi il pulsante Abilita braille, poi con tab vai su Aggiungi un display braille e successivamente vai su una casella dove trovi i 27 display braille supportati in cui selezionarne uno ma solo con le frecce perché, come in tutte le altre caselle che incontreremo, non ci si può avvicinare al nome digitandone la prima lettera. Con la casella successiva selezioni il tipo di porta, seriale o usb, e con quella più avanti il numero di porta che ovviamente serve solo per la seriale o quando adoperi un adattatore usb-seriale, ed in fine clicca su Aggiungi;
   6)  per default viene inserito il tipo di braille inglese mentre personalmente preferisco quello tedesco Germania che di primo achito mi sembra sia identico, o cumunque assai vicino, a quello che uso abitualmente con il pc. Per cambiare il tipo di braille si adopera la finestra che appare dopo aver cliccato sul pulsante Aggiungi visto al punto precedente tenendo presente che le impostazioni di input servono per un'eventuale tastiera presente sulla barra braille mentre quelle di output servono ovviamente per regolare il modo con cui la barra braille scrive le informazioni. Tramite le apposite caselle regola la lingua del braille e la tabella di tale lingua, ad esempio tedesco Germania per la lingua e grado 4 per la tabella che è quella con il braille computer ad 8 punti e poi torna al desktop con alt+f4. puoi notare che la barra braille non ha accettato la tabella impostata ma non arrabbiarti perché basta spegnere e riaccendere l'assistente vocale affinché le cose vadano a posto.

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Appunti su java per applicazioni windows

In generale, tipi di file e installazione

Nell'ambito dei computer, java è un linguaggio di programmazione ad oggetti nato agli inizi degli anni '90 con lo scopo di far girare i programmi su più sistemi operativi. Ormai da tempo e salvo eccezioni all'interno del pacchetto java trovi anche l'access bridge, che tradotto alla buona significa accesso al ponte o ponte di accesso, che in precedenza doveva essere scaricato a parte e che per quanto visto finora serve a chi usa tecnologie assistive come sintesi vocali, barre braille e forse anche ingranditori.
Per la completa funzionalità e accessibilità di certi programmi che girano su linux, mac, solaris, windows e del browser è necessario installare java anche se al momento attuale so davvero poco su cosa comporta la mancata installazione e quindi non approfondisco per non dire stupidaggini. Comunque rispetto agli standard odierni java è un piccolo programma che non dà fastidio se lo installi anche quando non è necessario o strettamente necessario.
Ormai da diverso tempo il sito ufficiale che distribuisce java è
www.oracle.com
da cui è possibile accedere al sito
www.java.com
che java utilizza per gli aggiornamenti e la guida ed in modo particolare alla sezione italiana
www.java.com/it
che, soprattutto in certi periodi, ho trovato meno completa rispetto ad oracle in inglese.
Per un download semplificato puoi andare anche nella sezione programmi del mio sito
www.centroelettronica.info/prg/programmi.html
dove ho inserito le versioni più aggiornate e complete di java runtime environment per windows trovate ad aprile 2018 e che tuttavia puoi scaricare anche se è passato un po' di tempo da quella data perché tanto java si aggiorna.
Per lo scaricamento nei siti ufficiali tieni presente quanto segue:
La sigla
java se
significa java standard edition;
i file il cui nome inizia con
jre
indicano che il pacchetto contiene
java runtime environment
il quale serve a far girare i programmi compilati;
i file il cui nome comincia con
jdk
contengono il pacchetto
java development kit
adatto a far girare i programmi sorgente e quindi agli sviluppatori in java. Tuttavia se non sei uno sviluppatore e hai erroneamente scaricato un file che inizia con jdk e desideri solo far girare i programmi compilati, puoi installarlo ugualmente perché al suo interno trovi anche il jre, java runtime environment, e le due sezioni non si danno fastidio ma, ovviamente, occuperanno un po' di spazio in più.
Nel sito di oracle i file vengono suddivisi per sistema operativo: linux, mac, solaris e windows; per quest'ultimo, che ho guardato maggiormente mentre per gli altri non so, c'è un'ulteriore suddivisione per i 32 e 64 bit. Per entrambe vi sono piccoli file per l'installazione online, ossia quelli che una volta scaricati installano il programma collegandosi nuovamente alla rete, e file più grandi per l'installazione offline che personalmente preferisco perché può capitare di dover fare manutenzione ad un pc senza la possibilità di collegarlo ad internet. I file offline, non ricordo bene gli altri, contengono il numero di versione, ad esempio la 8, e, se necessario, la lettera u ed il numero di update, ad esempio u171; successivamente il nome prosegue con il sistema operativo e il numero 586 per i 32 bit ed x64 ovviamente per i 64 bit. Quindi un tipico nome di file per i 64 bit sarà:
jre-8u171-windows-x64.exe
Ciò nonostante, e solo nel sito oracle e solo per i 64 bit, ho trovato una versione 10 di java runtime environment con firma digitale inferiore all'update più recente della 8 e la cosa mi risulta strana (vedi l'apposito paragrafo in seguito per i dettagli).
Le versioni di java provate sono per windows 7 e 10 e l'installazione di quelle offline viste finora non danno provlemi salvo il fatto che per chi adopera la sintesi vocale una volta cliccato sul file d'installazione a volte si fa un po' fatica ad acchiappare la finestra. Inoltre, e non in tutte le versioni, se hai il router scollegato, al termine dà un errore e devi chiudere la finestra perché tenta di verificare se la versione installata è quella giusta ma noi siamo intelligenti e non abbiamo bisogno di tale verifica! Se le applicazioni lo richiedono, in un sistema a 64 bit puoi installare entrambe le versioni di java e naturalmente quella a 64 bit metterà la cartella java all'interno della cartella programmi mentre quella a 32 lo farà all'interno della cartella programmi (x86). All'interno di java trovi la sottocartella con la versione di java in uso e faccio notare che nel caso si tratti della versione 8 il nome non comincia con tale numero ma jre1.8 forse perché tiene conto del build.
Nota: per quel poco che ne so, la versione di un programma rappresenta il numero dato ad un software con determinate funzioni le quali, se tolte o aggiunte, fanno cambiare il numero di versione. Il build dovrebbe essere il numero dato alle correzioni di una determinata versione senza che siano state tolte o aggiunte delle funzioni; naturalmente se qualcuno ne sa di più mi può anche smentire, non sono un programmatore!
Java viene inserito anche in internet explorer come componente aggiuntivo che, come gli altri, puoi abilitare o disabilitare a piacere. Una sera ebay era diventato "appiccicoso"! Non riuscivo a scorrere velocemente e pensavo fosse java a scocciare ma la mattina seguente ho verificato che non era lui ed il sito funzionava bene.
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Se la sintesi vocale non legge il pannello di controllo java e attivazione di access bridge

Java possiede un suo pannello di controllo che serve per le impostazioni e l'aggiornamento e al quale si può accedere dal menu Start o dal pannello di controllo di windows. Fermo restando che con le versioni 8 32 bit provate finora l'assistente vocale di windows 10 non legge un fico secco, se anche con Jaws ed NVDA non leggi un accidente i problemi possono essere due:

Attivare access bridge

Come dicevo all'inizio, le ultime versioni di java contengono access bridge e te ne puoi rendere conto verificando che nel tuo computer ci siano i file seguenti.
     Sottocartella bin della versione di java in uso:
JawtAccessBridge.dll per i 32 bit oppure JawsAccessBridge-64.dll ovviamente per i 64;
     Sottocartella \lib\ext della versione di java in uso:
Access-bridge.jar per i 32 bit e Access-bridge-64.jar per i 64 bit;
     ancora nelle sottocartelle \lib\ext:
jaccess.jar per 32 e 64 bit;
     Sottocartella \windows\system32:
WindowsAccessBridge.dll per i 32 bit e WindowsAccessBridge-64.dll per i 64 bit.
Non escludo che vi possa essere qualche altro file che fa funzionare access bridge.
Per default in certe versioni di java, access bridge è disattivato mentre in altre è attivo e quindi non rimane che provare ad attivarlo verificando successivamente se il pannello di controllo java viene letto dalla sintesi vocale. Infatti, che io sappia, non c'è nessun comando che mi dica lo stato attuale di access bridge e dando ripetutamente il comando per attivarlo o disattivarlo dice sempre che è stato attivato o disattivato a seconda dei casi ma non dice mai che era già attivo o disattivo. Inoltre finora non ho trovato un servizio o un file che mi dica lo stato di access bridge, magari ce l'ho sotto il naso ma... L'attivazione o la disattivazione di access bridge si fa tramite l'eseguibile jabswitch che trovi nella sottocartella bin della versione di java in uso e che deve essere richiamato dal prompt dei comandi o da Esegui di windows anche se in quest'ultimo caso la sintesi vocale non ti dice che l'hai attivato o disattivato. Qualche volta windows 10 diventa buono e puoi andare al prompt dei comandi anche senza aprirlo come amministratore e, supponendo di voler regolare la versione 8 update 171 a 64 bit scrivi il comando seguente:
c:\programmi\\java\jre1.8.0_171\bin\jabswitch /enable
avrai il messaggio in inglese stramaledetto che access bridge è stato ben attivato. Se il comando ti risulta troppo complesso, oltre a metterlo in un bat o in un cmd, lo puoi spezzare a piacere entrando nelle cartelle che costituiscono il percorso con cd e poi dando il comando finale. Inoltre, se nel frattempo la versione di java è diventata la novantamila, ovviamente adeguerai il percorso a tale numero astronomico. Prima di provare il pannello di controllo java, scarica e ricarica jaws in modo che veda l'attivazione di access bridge. Inoltre, jaws 16 caricato con l'avvio del pc a volte non tiene conto dell'attivazione di access bridge e quindi prima di dire che il pannello di controllo java non funziona, anche in questo caso scarica e ricarica jaws.
Se per delle verifiche vuoi disabilitare access bridge ti basta dare il comando:
C:\programmi\java\jre-1.8.0_171\bin\jabswitch /disable

Se il pannello di controllo java non viene ancora letto dalla sintesi vocale

Se nonostante l'attivazione di Access Bridge quella schifosa di sintesi vocale non si decide a dirti le opzioni del pannello di controllo java, il problema potrebbe essere dovuto ad un aggiornamento come raccontato di seguito. Avevo java versione 8 update 162 a 32 bit e mi ero stufato di sentire il messaggio relativo alla disponibilità dell'aggiornamento e, nonostante il solito clicca qui, in windows 7 non riuscivo a cliccare nel punto giusto per eseguirlo. Quindi sono andato nel pannello di controllo java e nella scheda relativa alle impostazioni degli aggiornamenti ho cliccato su Aggiorna ora. Prima viene scaricato l'installer e poi esegue l'installazione della nuova versione, niente di difficile. All'inizio il pannello di controllo java veniva letto dalla sintesi mentre in seguito mi prendeva in giro leggendomi solo il titolo della finestra... sai che soddisfazione! Di access bridge e dintorni ne sapevo assai poco e quindi ci ho messo un bel po' a scoprire l'inghippo costituito dal fatto che in system32 non c'era più la libreria WindowsAccessBridge.dll ed in pratica succede questo: l'aggiornamento da 162 a 171 non rimuove immediatamente e non sovrascrive il file WindowsAccessBridge che tuttavia e stranamente viene rimosso al prossimo riavvio o comunque nei prossimi riavvii quando ovviamente l'aggiornamento è terminato da un pezzo e quindi rimani senza la libreria che tuttavia serve alla sintesi vocale per leggere il pannello di controllo java e la prova è che se, quando c'è, provi a cancellarla, ti dice che è in uso dallo screen reader. Tornando alla libreria mancante e siccome il problema scritto sopra potrebbe capitare anche con altri update di java, per rimpiazzarla hai tre possibilità:
Faccio notare che dalle prove fatte finora la libreria funziona anche se di diversa versione e faccio anche notare che installando da zero la versione 8 update 171 mette regolarmente la libreria al suo posto e quindi il problema è solo con l'aggiornamento.

java runtime environment 10.0.1

L'ho inserita nella sezione programmi del mio sito
www.centroelettronica.info/prg/programmi.html
ma per quanto scritto di seguito questa versione di java rimane per me abbastanza misteriosa e quindi se ne sai qualcosa fammi sapere.
La trovo solo nel sito oracle e solo per i 64 bit e queste sono le prime cose strane; l'aggiornamento della versione 8 non passa mai a questa versione 10. Nelle cartelle di java non inserisce i file di access bridge visti in precedenza e addirittura nella sottocartella lib manca la sottocartella ex; mette invece WindowsAccessBridge-64.dll in system32 anche se per quanto scritto qui sotto non serve ad un fico secco. Non si capisce se per default access bridge è attivato o disattivato, ma vista la mancanza dei file di access bridge nelle cartelle java forse jabswitch non ha alcun effetto e il messaggio che dà è fittizio. Ciò nonostante Il pannello di controllo java viene letto da jaws e addirittura dall'assistente vocale e continua a funzionare anche togliendo WindowsAccessBridge-64.dll in system32; le schede del pannello di controllo java vengono viste come pulsanti e c'è qualche opzione in più rispetto alla versione 8. Il pannello di controllo java e l'apposita voce del menu start non mi danno la versione di java in uso. Mettendo nel computer anche la versione 8 update 171 a 64 bit ed indipendentemente dal fatto che la s'installi prima o dopo della 10.0.1, prevale il pannello di controllo java della versione 10. Per il momento non so altro.

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Prove con writer di OpenOffice 4.1.5 portable per windows e accessibilità con gli screen reader

informazioni generali

Come molti sanno, OpenOffice di Apache è uno dei vari software liberi che possono essere usati in alternativa ad office Microsoft. Soprattutto nei mesi scorsi ho fatto molte prove con OpenOffice, talmente tante che alla fine mi sono scocciato e le ho abbandonate per un po' per riprenderle in questi ultimi giorni. Il lavoro che ti offro non è completo ma costituisce comunque una buona base per iniziare ad usare il programma e, spero, anche per scambiare qualche opinione con la quale magari arrivare a certe soluzioni che non sono stato in grado di trovare. A metà del mio percorso, cercando in rete ho visto che la pubblicità di jaws vanta la compatibilità con OpenOffice e che openoffice viene adoperato nelle scuole tramite NVDA. Personalmente ho incontrato qualche problema ed in modo particolare con Jaws e la barra braille mentre per la sintesi ve ne sono di meno come vedremo in seguito. Al contrario, consiglio vivamente openoffice a tutti coloro che non hanno l'esigenza d'usare uno screen reader: perché pagare Office di Microsoft quando ci sono software liberi che magari soddisfano le tue esigenze? Rispetto a office di Microsoft, OpenOffice non solo ha il vantaggio d'usare i menu classici, quelli che si usavano fino a office 2003, ma la combinazione di tasti può essere completamente riconfigurata dall'utente permettendoti così di unificare determinati comandi che magari adoper in altri programmi. Per non alterare il sistema, per le prove consiglio d'usare la versione portable di OpenOffice che trovi anche nella sezione programmi del mio sito
www.centroelettronica.info/prg/programmi.html
Qualche volta il programma dà un errore per il quale lo devo chiudere e riavviare ma non ricordo se lo faceva anche con l'installer che ho adoperato di meno. La x ed il trattino all'inizio del file che andrai a scaricare indicano che in origine OpenOffice era un programma installer che è stato "portatilizzato" tramite il programma x-launcher, vedi
www.winpenpack.com
per i dettagli. L'unico svantaggio nell'uso della versione portable è che per aprire un documento esistente non puoi dare direttamente invio sopra al file ma lo devi aprire con Apri dalla finestra principale del programma, oppure con Apri dal menu File di un documento aperto o, sempre con un documento aperto, dal menu Inserisci scegliendo File. Quest'ultima possibilità è quella più adatta per chi usa Jaws perché in caso contrario c'è qualche problema in più. Come documento predefinito OpenOffice usa file con estensione odt che in assenza di OpenOffice installer dandoci invio sopra vengono aperti da wordpad di windows 7 e 10 (non ho provato con xp). In OpenOffice è possibile inserire documenti di vario tipo tra cui anche i docx di office 2007 (sarebbe da provare con versioni superiori). Oltre al formato odt, i documenti possono essere salvati in vario modo come html, txt, vari tipi di doc, rtf eccetera.
Per chi lo volesse provare, segnalo anche il programma LibreOffice esistente anche nella versione portatilizzata ed assai simile ad OpenOffice e, per quel poco che ho provato, molto simile anche come accessibilità con gli screen reader.

Prepariamo la cartella o la chiavetta con OpenOffice portable

   1)  scompatta lo zip che hai scaricato in una cartella a piacere e poi in questa clicca sul file
X-ApacheOpenOffice.exe
di cui, essendo il file principale del programma che dovrai chiamare ogni volta che vi entrerai, al termine di questa procedura puoi fare un collegamento al desktop in modo da essere più comodo. Attenzione che se metti OpenOffice in una chiavetta, il collegamento al desktop non funzionerà se per qualsiasi motivo l'unità della chiavetta viene cambiata;
Nota: così come accade per altre applicazioni e per motivi che non so, in windows 10 32 bit saltuariamente l'eseguibile non funziona se il computer non è collegato ad internet.
   2)  se nel computer non è installato java 32 bit, e lo deve essere anche in un sistema a 64, ti chiede se vuoi scaricarlo ed installarlo nel pacchetto che stai preparando e quindi l'installazione influenzerà solo openoffice portable ma non il resto del pc. Cliccando su Ok verrà scaricata la vecchia versione java 8 update 11 a 32 bit con firma digitale di giugno 2014 e che, forse per il build o per motivi che non ho ancora capito, viene visualizzata in OpenOffice con 1.8.0_11. I file vengono posti nella cartella java, una sottocartella di lib di OpenOffice da non confondere con lib di java stessa. Verrà inserito anche access bridge ma senza WindowsAccessBridge.dll in \windows\system32 in modo da non toccare il sistema. Oltre ai file di access bridge visti negli appunti java, nella sottocartella \lib\ext viene inserito anche Access-bridge-32.dll. Fatta l'installazione di java, passa automaticamente alla schermata di Benvenuto in cui c'è solo da cliccare su Avanti e che sarebbe stata visualizzata immediatamente se avessimo cliccato su Annulla prima d'installare java;
Nota: se a causa del router scollegato dici di no all'installazione java e anche all'installazione di OpenOffice in modo da rifarla in un secondo momento, oltre a collegare il router affinché possa scaricare i file di java dovrai riscompattare il file zip perché tiene conto del no che gli hai detto prima e passa subito alla schermata di benvenuto.
   3)  dopo la schermata di benvenuto è possibile inserire nome, cognome ed iniziali dell'utente ma non sei obbligato a farlo e poi clicca su Avanti;
   4)  per default il controllo automatico degli aggiornamenti è attivo, vedi tu se lasciarlo così o disattivarlo e poi clicca su Fine. Apparirà il menu che nelle prossime sessioni di lavoro verrà visualizzato immediatamente quando aprirai il programma da cui puoi scegliere tra Documento di testo, Foglio elettronico eccetera; chi non usa la sintesi vocale può cominciare subito a lavorare mentre per chi la deve adoperare è necessario uscire con alt+f4 per fare altre regolazioni;
   5)  se hai inserito java nel pacchetto di openoffice, attiva access bridge come visto nell'articolo sugli appunti java andando nell'aposita cartella oppure, se necessario, attiva quello presente in java 32 bit nel tuo pc;
   6)  nella versione 4.1.5 di OpenOffice l'uso di java è attivo di default ma dobbiamo dirgli dove cercare i file come segue:
A: richiama OpenOffice e scegli documento di testo (probabilmente va bene qualsiasi opzione ma l'ho sempre fatto così);
B: dal menu Strumenti scegli Opzioni, che raggiungi velocemente con freccia su, e con freccia giù scorri fino a java. Nel farlo avrai notato che c'è anche Accesso facilitato che non regoliamo perché mi sembra a posto così;
C: con tab spostati nelle opzioni java e clicca sul pulsante Aggiungi e poi nella visualizzazione ad albero scegli la cartella in cui ci sono le sottocartelle e i file di java e poi, tralasciando qualche opzione che non so usare, clicca su Ok. Fai attenzione che se ritorni a cliccare su Aggiungi sembra che la regolazione non sia stata eseguita perché il programma parte sempre dalla cartella documents. Se usi jaws e non hai cambiato le impostazioni di default per questo programma, vedi paragrafo successivo per i dettagli, attiva le impostazioni rapide di jaws con insert+v e nelle impostazioni generali metti il riscontro a schermo su evidenziato e poi scorri nuovamente le opzioni di OpenOffice fino ad arrivare su java ed attendi qualche attimo per sentirti dire il risultato della regolazione svolta.

Prove con jaws, NVDA ed assistente vocale

Questo paragrafo è dedicato quasi interamente a Jaws perché, avendo incontrato dei problemi, è quello con cui ho provato maggiormente prima di rompermi le scatole e mandarlo dove Grillo ci ha insegnato d'inviare... Capirai che scoperta ha fatto, io ci riuscivo anche prima che lui entrasse in politica! Quindi iniziamo da jaws.
Per chi usa solo la sintesi vocale, salvo qualche eccezione, la scrittura, la lettura e la ricerca all'interno di piccoli documenti non presenta grossi problemi. Non ho provato ad indicizzare un documento come invece mi ero prefissato di fare prima di scocciarmi. Come dicevo all'inizio, a dare problemi è soprattutto la barra braille ma andiamo con ordine.
Una volta aperto openoffice, facendo insert+q jaws dice che il file caricato è soffice.bin e che sta adoperando le impostazioni di Ibm lotus sympony e la cosa rimane invariata anche quando si accede ad un documento. Tuttavia nei miei computer Ibm Lotus symphony non c'è e non c'è nemmeno il file soffice.bin... Stranezze della scienza informatica! Come se questo non bastasse, un mio amico che adopera Ibm Lotus symphony dice che una volta aperto questo programma viene adoperato il file symphony.exe e, stranamente, jaws usa le impostazioni di internet explorer ed infatti aprendo l'editor di script dall'interno di Lotus symphony gli dà la configurazione di internet explorer... vai a capire! Aprendo l'editor di script da OpenOffice mi si apre il sorgente symphony.jss e ho notato che questo file ha delle chiamate a symphonyquicknav. Per usare le impostazioni di default di jaws con openoffice basta rinominare il file symphony.jsb, ossia il file compilato di symphony.jss di jaws, e symphony.jcf, cioè la configurazione di jaws per quel programma; ma per un ordine maggiore e lasciando comunque la loro estensione per riconoscerli in futuro, ho rinominato tutti i symphony e i symphonyquicknav del mio pc rispettivamente in maiale e animale che in jaws 16 si trovano in:
\ProgramData\Freedom Scientific\JAWS\16.0\SETTING\ita
mentre in jaws 18 scripts e configurazione sono su cartelle diverse come segue:
\programData\Freedom Scientific\JAWS118.0\Scripts\ita
e
\programData\Freedom Scientific\JAWS\18.0\SETTINGS\ita
Una volta rinominati i file, jaws è costretto ad usare le impostazioni di default anche con OpenOffice ma aprendo l'editor di script, insert+0, apre un file vuoto per Lotus symphony ed è ovvio che sia vuoto visto che l'ho rinominato e quindi non trova quello esistente. Inoltre facendo una configurazione per l'applicazione corrente, insert+6, le impostazioni diventano nuovamente quelle di Ibm Lotus symphony che non c'entra un fico secco. A questo punto vedi tu se per delle prove con jaws ti è più conveniente partire dalla configurazione di default che usi abitualmente o se come base vuoi adottare quella di Ibm Lotus symphony; per quanto mi riguarda, in entrambe i modi non sono riuscito a trovare una configurazione ottimale soprattutto per la barra braille.
Quello che segue è un riassunto dei problemi riscontrati anche perché avendo fatto tante prove e pur avendo preso degli appunti mi sa che qualcosa me lo sono dimenticato ed inoltre ci sono dei comportamenti saltuari che si fa fatica a riprodurre... Insomma un labirinto. Oltretutto le cose cambiano un pochino a seconda della versione di jaws e del sistema operativo e personalmente ho provato in windows 7 32 bit e, su computer differenti, in windows 10 32 e 64 bit. Le cose cambiano anche a seconda della grandezza e del tipo di documento, ad esempio odt o doc, e se stiamo editando il documento per la prima volta o se ne abbiamo aperto uno già fatto. In linea generale ecco i difetti riscontrati.

Difetti generici in jaws

   1)  S'impiglia con la visualizzazione web;
   2)  in certi menu si blocca ma può essere un blocco momentaneo che con il menu visualizza si risolve così:
A: il menu visualizza si scorre bene, il problema è quando si fa una scelta che va a bloccare momentaneamente jaws;
B: fatta la selezione desiderata, premere due volte alt per fare in modo che jaws torni a leggere il documento corrente. Con la prima volta riportiamo nuovamente jaws a leggere la barra dei menu ma se non tocchiamo niente, con la seconda volta lo riportiamo al documento e possiamo proseguire l'elaborazione;
   3)  con grandi documenti ci sono dei blocchi con lo scorrimento da un capo all'altro ma non so se è un problema generico di jaws o se dipende dalla barra braille.

Problemi con sintesi vocale di jaws

Se non si adopera la configurazione di Ibm Lotus simphony, una volta importato un file doc la sintesi dirà "Editazione" per ogni riga, un qualcosa di assai scocciante se stiamo leggendo un romanzo!
Nota: con la configurazione di Ibm Lotus symphony, il riscontro a schermo è su "Disattivato" ma, per quanto scritto sulla regolazione java, consiglio di regolarlo su "Evidenziato".

Difetti con barra braille in jaws

Con la configurazione di Ibm Lotus symphony, la barra braille è configurata così:
il cursore attivo seguirà la barra braille attivato,
la barra braille seguirà il cursore attivo.

Ciò significa che il cursore a schermo si sposta sia quando premi le frecce del pc ma anche quando premi ripetutamente il tasto che fa scorrere il testo di 40 caratteri alla volta ed in modo particolare quando la lettura dei prossimi 40 caratteri porta ad una nuova riga visualizzata su schermo. Apparentemente con questa configurazione lo scorrimento dovrebbe essere perfetto ma in realtà a volte si comporta come se non ci fosse oppure funziona portando la barra braille nel punto sbagliato, ossia circa a metà della riga successiva eccetera. Indipendentemente dalla configurazione citata sopra, ecco i difetti principali.
   1)  con la configurazione di Ibm Lotus symphony lo scorrimento con la barra braille di 40 caratteri alla volta mi funziona meglio in jaws 16 e windows 7 anche se non mancano problemi come la mancata lettura degli ultimi caratteri della prima riga di testo quando questa è molto lunga e in certi casi lo spostamento sbagliato;
   2)  in windows 10 con jaws 18, nel passare a nuova riga visualizzata su schermo con la ripetuta pressione del tasto per lo spostamento di 40 caratteri alla volta, la barra braille non si sposta rimanendo sulla riga corrente
   3)  invece di portare il cursore sotto la riga corrente, il cursor routing porta alla corrispondente colonna della prima riga di testo e ciò capita con windows 7 e 10 e le versioni 16 e 18 di jaws.
Per cercare di ovviare almeno in parte a questi inconvenienti, ho agito sulle opzioni di scorrimento del braille di jaws andando in:
Generale, Scorrimento, Presentazione e scorrimento del braille
in cui ho scelto:
Usa sempre osm (presentazione a schermo).
Così facendo c'è però l'inconveniente che scorrendo 40 caratteri alla volta vai anche a leggere informazioni che non c'entrano con la finestra di testo e, cosa più grave, a volte taglia gli ultimi caratteri della prima riga quando questa è piuttosto lunga. Ho provato anche altre opzioni di cui non ricordo il risultato ma senza ottenere una buona lettura. Inoltre ho trafficato anche con le classi finestra di jaws anche se ho provato solo quelle che mi sembravano più consone ad una finestra di testo ma non ho risolto un fico secco! A questo punto se vuoi provarci anche tu e scambiare qualche opinione...

NVDA ed assistente vocale

Con NVDA ho provato assai meno e finora ho riscontrato solo questo:
   1)  blocca tutto quando si mette la visualizzazione web;
   2)  se un file doc all'inizio non ha testo ma solo un salto pagina che si supera premendo una volta freccia giù, per leggere pagina 2 con il tasto che sposta la barra braille di 40 caratteri alla volta bisogna premerlo ripetutamente (più di quanto si dovrebbe fare per una riga di testo che, ad esempio, può contenere un centinaio di caratteri).
Nota: un file con una pagina e una sola riga vuota ad inizio testo si produce quando si fa la conversione da odt a doc ma non sono sicuro che avvenga in tutti i casi.
Con l'assistente vocale ed il braille ci ho provato ancora meno anche perché come screen reader non mi attira molto ed ho solo riscontrato che con grandi documenti s'imballa tutto o per lo meno facendo alcune prove si è inballato tutto.

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Quando il guasto non sembra la batteria quasi scarica

Mi riferisco alla batteria del telecomando della radiosveglia Auna connect 150 che riceve anche il dab e che nei mesi scorsi funzionava malissimo e sembrava che il guasto fosse assai più grave di una batteria quasi scarica. Non usando la sveglia e l'orologio, accendevo e spegnevo la radio non con il telecomando e nemmeno con la manopola anteriore che la porta solo in standby ma tramite l'interruttore posto sul retro. In un primo momento il telecomando funzionava malissimo per poi riprendersi e qui faccio notare che nel caso di una batteria quasi scarica caso mai succede il contrario visto che quando rimane per un bel pezzo a riposo si riprende un pochino per poi tornare al punto in cui si trovava prima d'usarla se non addirittura scaricarsi maggiormente. Più che ad un guasto al telecomando, questo comportamento mi faceva pensare ad un problema su qualche condensatore della radio che magari all'inizio non funzionava e poi, riempendosi di corrente, faceva funzionare il ricevitore del telecomando.
Al contrario, c'era un secondo comportamento che mi faceva pensare ad un guasto del telecomando visto che a funzionare male erano i tasti numerici con cui si richiamano le stazioni memorizzate mentre, ad esempio, il mute o il tasto per lo spegnimento/accensione funzionavano benissimo; capita infatti che la membrana posta sotto i tasti di un telecomando si sporchi e... Ma ero abbastanza incerto perché l'avevo sempre adoperato con accortezza...
Un'altra cosa che mi lasciava un po' perplesso era che ad una certa distanza il telecomando non funzionava più, e fin qui si può pensare alla batteria; Avvicinandomi funzionava ma avvicinandomi maggiormente, e tuttavia non fino al ridosso della radio che avrebbe fatto da schermo all'impulso del telecomando, i comandi non funzionavano più; insomma... vicino ma non troppo come due innamorati incavolati!
Misurando la batteria cr2025 ottenevo circa 3 volt e quindi apparentemente carica; lo so, qualsiasi batteria andrebbe misurata con un apposito provabatterie invece di un normale multimetro/tester oppure, se si adopera quest'ultimo, mettendoci un carico che assorbe corrente in modo da verificare se quando lavora la tensione della pila scende. Tuttavia pensavo che un telecomando non assorbe molto e che se al posto dei 3 volt ve ne fossero stati circa 1,5 non sarebbe caduto il mondo! Pensavo infatti a certi telecomandi lì da tanti anni con le pile mezze scariche e che tuttavia funzionano...
Facendo funzionare il telecomando vicino ad una radio in onde medie ne sentivo gli impulsi, poi scoprirò che erano troppo lenti e un po' deboli, ma, ammesso d'aver provato quel telecomando con la radio in onde medie quando la pila era carica, chi vuoi che si ricordi esattamente com'erano gli impulsi!
Un giorno il telecomando non ha più funzionato e un altro giorno che sono andato in tabacchino non per prendermi da fumare ma per farmi le foto, con pochissima convinzione ho comprato la batteria e tutto è andato a posto.
Dagli anni '80 ad oggi ho adoperato diversi telecomandi ma finora un comportamento del genere non l'avevo mai incontrato e la cosa fondamentale che questo c'insegna è che non basta sentire gli impulsi del telecomando in una radio ad onde medie, bisogna che questi siano anche di una certa qualità.

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La mia storia politica ed etica e per chi ho votato lo scorso 4 marzo

Nota: nel blog il titolo di questo articolo è diverso perché scritto prima delle elezioni dello scorso 4 marzo e per lo stesso motivo rispetto al blog verso la fine l'ho modificato. Tuttavia rimane ancora di estrema attualità, leggere per credere.
Attirato dalla lotta contro la fame nel mondo e dal no alla caccia, influenzato dalle idee degli amici e della mia ragazza affascinata dall’immenso sacrificio di Marco Pannella che, a differenza di altri politici sfacendati, faceva addirittura lo sciopero della fame pur di ottenere qualcosa per il “nostro bene”, quand’ero poco più che adolesciente mi piaceva il partito radicale. Non che condividessi fino in fondo tutto ciò che proponeva, personalmente non avrei mai invitato una donna ad abortire ma, facendo l’errore di molte persone che si rassegnano al male, dicevo: “l’aborto non sarebbe da fare, ma visto che tanto lo si fa ugualmente, meglio legalizzarlo così non si mette in pericolo la salute di chi si sottopone a questa pratica andando da persone incompetenti”.
Poi dentro di me qualcosa è cambiato e ho passato qualche anno in cui la politica non m’interessava per niente per poi avvicinarmi ancora al partito radicale con una maggiore consapevolezza, o forse con una maggiore incoscienza? Ma quando ho sentito parlare apertamente di eutanasia… No, non ce l’ho fatta, non ho più potuto scusare me stesso dicendo che tanto l’avrebbero fatta comunque, era troppo difficile mandarla giù e me ne sono allontanato.
Più o meno nel 1990 ero attirato dagli antiproibizionisti per la droga leggera, un rigurgito dei radicali. Ma questa volta non lo facevo dicendo che “Tanto la droga l’assumono ugualmente” ma perché valutavo il problema solo da un lato supponendo che legalizzandola sarebbe diminuita la criminalità. A parte che questo è tutto da dimostrare, non valutavo i “Crimini” che involontariamente può commettere uno che assume certe sostanze anche se chiamate droghe leggere e non pensavo alla distruzione della mente che queste provocano. andresti ad operarti da un chirurgo sotto l’effetto di droga “leggera?” Lo so, c’è chi dice che basta assumerla a casa propria quando non guidi eccetera senza tenere conto che il nostro cervello non è un computer a cui basta cambiare il sistema operativo per svolgere un programma diverso ma che la nostra mente risente delle esperienze svolte e delle sostanze assunte in passato. Una volta che ti sei distrutto la mente e la volontà, con che cosa le sostituisci?
Successivamente ci sono stati altri anni in cui la politica non m’interessava anche perché spesso parla di economia e di lavoro guardando solo al profitto e agli interessi politici senza badare al bene complessivo della persona; inoltre spesso la politica è fatta di apparenti litigi tra partiti che si scannano in televisione per poi magari andare a cena assieme spartendosi “la torta” e ridendo come matti per essere riusciti a prenderci in giro oppure di persone che per convenienza saltano o si alleano da un partito all’altro. hai presente quando Bossi negli anni ’90 diceva “Mai con Berlusconi?” E ti sembra che poi non si sia alleato con lui per anni? Ma se fosse stato solo lui a comportarsi così andrebbe più che bene!
Dagli anni ’90 ad oggi ovviamente sono cambiato come è giusto che sia per chi vive e non semplicemente sopravvive. Anche adesso la politica non m’interessa molto, diciamo che è la politica che mi costringe ad occuparmi di lei. Sì, perché in quest’ultimo periodo il nostro Governo non votato dal popolo è entrato con prepotenza nella vita intima di ognuno di noi emanando leggi, e certamente pensandone altre, che vanno a toccare l’affettività, il nostro fine vita e quello dei nostri cari eccetera. Mi riferisco a quella bruttissima legge sulle unioni civili e all’altrettanto bruttissima legge sulle dat, disposizioni anticipate di trattamento, ossia l’eutanasia travestita da “Lo faccio per il tuo bene”. Non è questa la sede per approfondire questo ed altri argomenti, per cui chiedo solamente: uno Stato e un Governo, hanno il diritto di decidere chi vive e chi muore e come muore? Non ti pare che questa sia dittatura? Del resto il fatto che si pensi d’indottrinare i bambini con il gender, ossia la possibilità di cambiare sesso a seconda delle proprie voglie così come si cambia il cellulare o un vestito qualsiasi, priva d’identità i soggetti delle nuove generazioni che diventeranno dei pagliaccetti controllati dal potere. Sarà una dittatura subdola basata sull’apparente libertà, addirittura la cretina libertà di cambiare sesso, ma che in realtà renderà le persone dei semplici consumatori, fruitori, delle vere e proprie macchine come i robot di -Asimov e forse anche peggio perché almeno quelli non erano programmati per fare il male. L’uomo-robot nascerà da un utero in affitto o da un utero artificiale, potrà avere tre madri e cinque papà ad eccezione dei genitori biologici che non conoscerà mai e potrà cambiare sesso a seconda di come tira il vento. Così l’uomo-robot privo d’identità e magari contrassegnato dal numero y5351p, farà il pagliaccetto per tutta la vita, pardon, durata dei componenti o, meglio, periodo di obsolescenza programmata come gli elettrodomestici, e sarà in balìa di quattro potenti che governeranno il mondo accarezzando l’iphone. Quando non servirà più, esattamente come si fa con un vecchio computer, senza farlo soffrire gli si darà l’eutanasia magari prendendo qualche organo come pezzo di ricambio per i pagliaccetti che i potenti hanno deciso di mantenere in vita, pardon, periodo di attivazione, ancora per un po’. Sono esagerato? Eh, magari lo fossi! Anni fa certe cose erano limitate a poche persone e sembravano lontane dalla realtà comune mentre adesso... Certi problemi etici si comportano come quando parcheggi l’automobile in una strada di montagna apparentemente piana e vicina ad una discesa dimenticandoti di tirare il freno a mano: all’inizio l’auto si muove piano, talmente piano che non te ne accorgi e te ne vai tranquillo per i fatti tuoi. ma l’auto continua a muoversi arrivando pian piano alla discesa con la quale prenderà sempre più velocità mandandola a fracassarsi in un burrone. Noi siamo già in discesa ed è per cercare di fermare l’automobile prima che si fracassi che lo scorso 4 marzo ho votato per il Popolo della famiglia il quale purtroppo ha preso pochissimi voti anche per colpa di molti cattolici che, pur condividendone le finalità, si sono lasciati abindolare da chi diceva che così facendo si disperdevano i voti mentre votando Lega o Fratelli d'italia... Se si farà un Governo Cinque stelle-Lega, vedrete che i voti dei cattolici sono andati perduti comunque.
non so se Il popolo della famiglia abrebbe mantenuto quanto promesso, per certo so che non potevo votare in maniera superficiale come ho fatto altre volte; lo scorso Governo non votato dal popolo ha fatto talmente delle cattive e schifose ed insulse leggi che non potevo lavarmene le mani; naturalmente ero consapevole che non bastava un voto per cambiare la società, bisogna adoperarsi per far riflettere le persone e lo sto facendo anche con questo articolo. Il mio blog
www.norobot.it
significa appunto che gli esseri umani non sono dei robot e che vanno rispettati nella loro interezza.

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Bus della libertà di citizengo, pessima figura di Torino e Bologna

Essendo stato scritto prima delle elezioni, anche questo articolo l'ho leggermente cambiato e ho anche aggiunto un'ulteriore nota.
Certamente qualcuno saprà che qualche mese fa il gruppo di citizengo ha manifestato in varie città d’italia contro l’ideologia gender nelle scuole. Naturalmente su questo e altri gruppi si può essere d’accordo o non d’accordo oppure esserlo solo in parte e la stessa cosa vale per il gender. Se vivessimo in altri tempi questa mia premessa, ossia dell’essere d’accordo o meno e bla bla bla, non l’avrei dovuta fare perché un tempo le nostre menti erano più libere mentre adesso... Adesso bisogna sempre precisare, mettere i puntini sulle i, distinguere eccetera perché altrimenti c’è sempre quello, che credendosi libero e progressista, ti dice: “Tu questa cosa non la puoi dire”, alla faccia della libertà!
Torino: citizengo ottiene l’autorizzazione per la manifestazione e paga il suolo pubblico per poterla fare ma all’ultimo minuto gli viene impedito perché... Beh, perché a certi personaggi la cosa non piace (tutte le altre informazioni e le immagini le trovate in rete, compresa quella che la manifestazione l’hanno fatta ugualmente, giusta disobbedienza civile).
Bologna: il bus della libertà di citizengo deve essere scortato dalla polizia perché... Perché anche in questo caso a certe persone la cosa non piace ed anche in questo caso tutte le informazioni e le immagini le trovate in rete. Nota: è passato qualche mese e spero che tutte le informazioni siano ancora in rete; con la poca libertà che ci ritroviamo, se le avessero tolte la cosa non mi stupirebbe per niente.
Ora chiedo: Questo bus della libertà era forse pericoloso? Conteneva persone armate? I suoi componenti facevano violenza? I soggetti di questo bus avevano per caso qualche malattia grave ed infettiva? Impedivano qualche servizio pubblico magari togliendo l’energia elettrica, facendo casino negli ospedali o quant’altro? Costringevano le persone con la forza ad ascoltarli e ad assecondarli? Non credo proprio! l’unica cosa che facevano era quella di dire la loro. Ma questo non si può più fare alla faccia dell’antifascismo di cui si è parlato molto prima delle elezioni, la solita bolla di sapone per ragranellare voti.
A certi politici, sindaci e consiglieri comunali e a tutte le persone che senza riflettere ci vanno dietro dico questo: se posso dire solo ciò che piace a te perché altrimenti mi punisci con una multa, m’impedisci di manifestare pacificamente eccetera, beh, allora tanto vale che quello che vuoi sentirti dire, tu te lo dica da solo, o, meglio, per risparmiare il fiato, che te lo registri una sola volta in un file mp3 premendo successivamente play e repeat per ascoltarlo all’infinito fino a diventare sucube di te stesso!

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